
Lamezia Terme - Si apre il consiglio comunale convocato dopo la delibera della Corte dei Conti, che lunedì sera ha bocciato le controdeduzioni inviate dall’amministrazione. Il sindaco Gianni Speranza, apre gli interventi con una comunicazione in merito alla deliberazione della Corte dei Conti, ribadendo con forza, la sua volontà di combattere questa decisione, da lui più volte ritenuta “ingiusta e paradossale e che Lamezia non merita assolutamente”. Quella della Corte dei Conti è per lui “una sentenza già scritta”, in quanto “risale al 19 dicembre, quando tutte le carte erano state inviate da noi il 18”, specificando però l’invio con molto ritardo. Con questa delibera, però, secondo Speranza, “al nostro comune è stata sottratta l’occasione di poter proporre un piano di equilibrio decennale che avrebbe risolto i nostri problemi”. Per questi motivi il Sindaco annuncia la una forte battaglia legale (attraverso i ricorsi), ma anche una politica perché “ il Parlamento non ha votato alcune norme che avrebbero permesso a Lamezia di risolvere la situazione in cui si trova”. Invita quindi tutti a fare “fronte comune per impedire che continui e perduri un’ingiustizia nei confronti dei cittadini e delle nostre persone”, ricordando che “se dovessimo vincere, non sarei io o l’amministrazione a vincere questa battaglia, ma tutto il consiglio comunale e soprattutto i cittadini” e annuncia che continuerà fisicamente la sua battaglia andando a Roma alla manifestazione dell’Anci per “chiedere al Governo di cambiare questo modus operandi”. “Lo farò – ha aggiunto – a nome di tutti voi e spero di poterla intraprendere insieme”. Nelle 32 pagine della delibera della Corte dei Conti, secondo il Sindaco, “non si parla di nessun buco o ammanco, che possa far emergere qualcosa di poco chiaro, di ambiguo. Non c’è riferimento a nessuna parola quale bancarotta o spreco, né di gestione allegra o facile”. Quello che è mancato, secondo Speranza, è la capacità di riscossione delle tasse e dei crediti, che avrebbero portato a questa situazione di gravità.
LE REAZIONI IN CONSIGLIO
Come prevedibile, non sono mancati gli interventi dei consiglieri di opposizione e di maggioranza dopo quello del Sindaco in cui ha invitato a intraprendere insieme una battaglia contro questa decisione. L’opposizione non ha lesinato i commenti negativi rispetto alla situazione, in primis il consigliere Chirumbolo, capogruppo di Forza Italia che intima al Sindaco di “smetterla di raccontare favole”, per poi ripercorrere l’iter delle diverse comunicazioni che la Corte dei Conti, negli anni, ha inviato alla nostra amministrazione. Chirumbolo ribadisce che “non si può far finta di nulla” e che se Speranza volesse intraprendere il ricorso, “dovrebbe farlo a sue spese”. L’invito che fa il capogruppo nel finale del suo intervento al “Sindaco, al centrosinistra e a tutti i consiglieri che li hanno supportati in questi anni, è quello di dimettersi”. Invito che viene rivolto anche da altri consiglieri di opposizione, come Chirillo, Cristiano e Caruso. Il consigliere del Nuovo Centrodestra, Mazzei, definisce la gestione Speranza “facile e di parte”, un’amministrazione che, secondo lui, “ha avvantaggiato solo chi aveva la tessera di partito di Sel o Pd”. Mazzei continua con la linea adottata nei precedenti consigli comunali, precisando che il centrodestra “non voleva il dissesto, perché sapeva che ci sarebbe stato un commissariamento per cinque anni e un inasprimento fiscale per i cittadini”. L’esponente del Nuovo Centrodestra ha concluso dicendo che “non dobbiamo più tutelare Speranza, ma piuttosto tutelare la città di Lamezia che è l’unica che lo merita”. La consigliera del Gruppo Misto, Teresa Benincasa definisce la situazione “terremotata” e accoglie l’appello del Sindaco a fare fronte comune per impedire la dichiarazione di dissesto, e ad “intraprendere la battaglia legale e politica” e il consigliere Grandinetti ha poi ribadito la sua posizione, già spiegata ieri in conferenza stampa.
Dalle file della maggioranza, invece, prende la parola il capogruppo del Partito Democratico Petronio, che esordisce invitando il consigliere Mazzei a “sciacquarsi la bocca quando parla del mio partito” e continua apostrofando l’opposizione come una “famiglia di perdenti”. Per quanto riguarda la situazione di dissesto, il consigliere Petronio spiega che, in qualità di rappresentante del partito di cui è capogruppo, “sentiamo il dovere di intervenire rispetto agli errori che ci sono stati”. Parla prima degli uffici, ai quali attribuisce evidenti “responsabilità gestionali, accompagnate da quelle politiche” e poi si riferisce anche ai revisori dei conti, “colpevoli” perché, a suo avviso, “ avevano capito subito quello che stava succedendo e non ci hanno informato in tempo”. Secondo il capogruppo Pd tutti i consiglieri hanno il “dovere di fare tutto quello che è in nostro potere per riacquistare credibilità come comune e soprattutto – conclude – di non far pagare ai cittadini la situazione”. È il consigliere Paola di Progetto Lamezia, invece, a concludere gli interventi di questo consiglio comunale post delibera: “Non ci sono le basi per la dichiarazione di dissesto”, affermando che “tutti i servizi pubblici che offre l’amministrazione sono coperti”, avvallando la tesi di sindaco e dei suoi colleghi di maggioranza e appoggiando Speranza con l’idea del ricorso. Durante i vari interventi, alcuni consiglieri di opposizione decidono di lasciare l’aula e l’esponente de La Destra, Cristiano, nell’uscire dall’aula lancia 50 centesimi sul tavolo. Un gesto, questo, che crea discussione tra le due parti.
C.S.




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