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Lamezia terme - Colpo di scena in consiglio comunale che ha all'ordine del giorno l'approvazione del Bilancio 2013. Il sindaco Gianni Speranza, dopo aver letto quanto dichiarato dal professor Jorio docente UniCal a il Lametino.it sulla situazione economico finanziaria, ed aver inoltre precisato che la sua non è stata una "gestione allegra", ha deciso di presentare le dimissioni da sindaco di Lamezia. Una decisione che avverrà in contemporanea, però, con l'approvazione del Bilancio 2013 da parte del consiglio. Questo per non mettere la città, secondo le intenzioni del primo cittadino, nella condizione di vittima sacrificale nei confronti di beghe di poltrone e di partito. Si al Bilancio e contemporanee dimissioni, questo quanto "offerto" nel piatto questa sera da Gianni Speranza in consiglio comunale.


Il discorso del Sindaco e la decisione di dimettersi

“Care concittadine e cari concittadini. Sono all’esame del consiglio questa sera, tutti gli atti indispensabili, per evitare la dichiarazione di dissesto da parte della Corte dei Conti. C’è il bilancio di previsione, che ormai a questo punto dell’anno è proprio consuntivo, con un grosso fondo di svalutazione crediti, un altro fondo per riconoscimento di redditi, quelli che riguardano le sentenze. Poi un riassestamento generale e, infine, le controdeduzione che il consiglio dovrà approvare alla Corte dei Conti. Atti determinanti per la vita della città nei prossimi anni. Ringrazio di cuore il professore Jorio, i suoi collaboratori e la commissione trasparenza che hanno guidato il nostro comune per il lavoro. E per aver partecipato ad una riunione importante. Oggi sul Lametino.it il professore Jorio ha spiegato quale sia la nostra situazione.

Siamo di fronte la possibilità concreta di evitare alla nostra città un danno per i cittadini. Per tutti noi e per le amministrazioni. Ed è tutto evidente, che se venisse dichiarato il dissesto, non sarebbe un provvedimento giusto, il nostro Comune può farcela senza la dichiarazione di dissesto. Non siamo di fronte ad una gestione allegra che improvvisamente ha prodotto risultati disastrosi. In questi anni ci sono stati oltre dieci anni di milioni di tagli. E a Lamezia ci sono state le tariffe più basse. Siamo una delle poche città che non ha aumentato la Tares, e ciò significa un vantaggio per le nostre famiglie rispetto alle altre città. Tutti noi sappiamo le difficoltà che dovremo fronteggiare questa sera. Se l’ufficio ci avesse informato in tempo, avremmo potuto fare altre cose, come hanno fatto gli altri comuni. Noi siamo stati un’amministrazione sobria, potevamo avere due assessori in più e non li abbiamo avuti. Signori consiglieri mi sono impegnato lunedì scorso a riferire entro venti giorni al consiglio sulle riduzioni che da gennaio ci saranno. In quattro giorni la giunta ha deliberato una riduzione di oltre 400mila euro, da gennaio, e mi sento di fare in venti giorni gli atti conclusivi.

Siamo ben oltre la discussione in questi giorni. Ho riflettuto a lungo e mi sono fatto una domanda: come sarebbe andata tra di noi, la vicenda del consiglio comunale, se non ci fosse stato questo rischio che dobbiamo scongiurare? Sarebbe andata che sarei rimasto a disposizione del consiglio e avremmo valutato da gennaio il da farsi e, a fine gennaio, avrei deciso di presentare un atto in cui mi impegnavo a rassegnare le dimissioni. Quello che è avvenuto mi spinge a presentarle stasera. Al termine del discorso le presenterò, per uno scopo preciso: il consiglio comunale non deve discutere come se ci fosse ancora il provvedimento. Lo scenario è diverso. Dobbiamo votare il bilancio e i provvedimenti per evitare la dichiarazione di dissesto. Il problema del sindaco non esiste. C’è un consiglio comunale che deve votare ciò che serve alla città, oggi e per le prossime amministrazioni. La cosa che mi preme e per la quale lavorerò in questi giorni insieme a voi, è evitare la dichiarazione di dissesto. E se è utile nei venti giorni sospenderò la mia decisione. Sono a disposizione del consiglio. Chiedo il voto favorevole al consiglio. Sono provvedimenti di grande importanza per tutti voi. Con quello che sto facendo mi carico delle responsabilità e non le scarico su nessuno e sono ben oltre tutti i discorsi. Siamo al dunque. Il senso profondo di questo discorso è di non considerare quello che ho detto o fatto come antitetico al consiglio comunale. Sto chiedendo con molto rispetto un voto favorevole a questi provvedimenti. Valutare insieme le varie fasi dei prossimi giorni. Il mio discorso è dettato dagli interessi generali della città. Si potrà determinare come si vuole la strategia politica di ognuno di voi". Il sindaco, concluso il discorso, consegna la lettera di dimissioni al segretario comunale". 

speranza-consiglio-lamezia-dimissioni-dic-2013.jpgIl sindaco esce dall'aula dopo il discorso e la presentazione delle dimissioni

“Le mie dimissioni per scongiurare ed evitare il dissesto”, così spiega e riassume la sua decisione il sindaco Gianni Speranza. 

"Le mie dimissioni sono il gesto amichevole e rispettoso per spingere il Consiglio a votare questi provvedimenti. Il mio è, quindi, un gesto per la città. Lo faccio stasera per cercare di aiutare il consiglio comunale a non avere una dichiarazione di dissesto. Se, invece, venisse dichiarato, allora le ritirerei ma solo per continuare la mia battaglia. Stasera è in gioco il fatto che il consiglio comunale ha la possibilità e i mezzi per evitare il dissesto e sono preoccupato perché se il consiglio non vota il bilancio, si va, invece, verso questa prospettiva. Il mio non è un ricatto al consiglio, ma un gesto di rispetto: in questo modo – continua il sindaco - ho escluso il problema Gianni Speranza, e ho dato la possibilità di aiutare la città. Ho fiducia e mi auguro che, con i provvedimenti che verranno approvati stasera, la Corte dei Conti di Catanzaro, nella quale ho massima fiducia, si convincerà che per il nostro Comune non debba essere dichiarato il dissesto. Lo dimostreremo con cinque milioni di manovre per i prossimi tre anni. Lo dimostreremo, quindi, con la serietà dei fatti". 

consiglio-comunale-lamezia-opposizione-dic-2013.jpgIl banco dell'opposizione in consiglio comunale

Dopo la pausa, prende la parola l’assessore Costantino, che tiene a precisare come non ci siano i requisiti per dichiarare il dissesto, quindi rimarca la necessità di approvazione dei provvedimenti che riguardano il bilancio.

“Proposta di deliberazione n.153 del 21.11.2013 ad oggetto: Bilancio di previsione 2013. Approvazione Piano Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari per l’anno 2013 L.133/2008 per come rettificata dalla proposta n.2643 del 8.11.2013”. Questo il primo dei punti all’ordine del giorno in questa seduta. Si procede alle dichiarazioni. 

Chirumbolo (Forza Italia) -  “Perché salvare una situazione che voi siete andati a creare?”. Annuncia quindi il voto contrario del gruppo di Forza Italia, specificando che il sindaco, con le sue dimissioni “Ha ammesso il fallimento della sua amministrazione”.

Chirillo (Udc) - “Un’amministrazione che verrà ricordata per la cattiva gestione. È un momento decisivo, è il momento della verità”.

Paola (Progetto Lamezia) – “È l’ora della verità per questa amministrazione e questo consiglio. Con la bocciatura del bilancio, ci sarà la dichiarazione di dissesto. Tutti i beni disponibili saranno messi in vendita. Amministrazione che ha fatto di tutto perché accadesse il dissesto. Quindi cerchiamo di evitare questa situazione. Votiamo a favore partendo proprio dal Piano di Alienazioni”.

Mazzei (Nuovo Centro Destra) – “La mia proposta è quella di creare una commissione d’inchiesta per appurare le responsabilità di questa crisi finanziaria comunale. Non siamo d’accordo con il consigliere Paola. Bisognava dare in mano la gestione a persone più competenti. Per tutti quelli che parlavano di modello Reggio, ora da domani si parlerà di modello Lamezia. Per questo voteremo contro l’approvazione”.

Spinelli (Lamezia Indipendente) -  “Non è colpa solo del sindaco ma di tutta la classe dirigente. L’errore è stato non dichiarare il predissesto. Anticipiamo valore negativo su tutto”.

Cristiano (La Destra) – “La Corte dei Conti insegue da maggio la giunta. E oggi l’assessore paga la sua presunzione e arroganza. Il miracolo Speranza si è rivelato una farsa”.

Petronio (Pd) – “Credo che stasera come opposizione voi stiate facendo un clamoroso autogol. Non tenete conto del disastro, che in gran parte abbiamo creato noi, ma non mi rendete conto della situazione in cui rischiamo di trovarci. Il sindaco ha avuto il coraggio di venire in consiglio e rassegnare le sue dimissioni. Non l’ha fatto per scappare dalle responsabilità ma per darci una possibilità. Il mio gruppo voterà a favore dei provvedimenti che riguardano il Bilancio”.

Caruso (Forza Italia) –  “Non mi sento sola, ma ho dei consiglieri che condividono con me lo stesso pensiero. Non gioisco delle sue dimissioni, ma la situazione è diventata ormai insostenibile. Siamo compatti nel bocciare questo bilancio, e non può dirci che siamo gli artefici del dissesto nel momento in cui non ha dichiarato il predissesto”. 

Parla a questo punto il sindaco, ormai dimissionario, Gianni Speranza: “Non ho mai detto che la sentenza della Corte dei Conti è già scritta, anzi ribadisco la mia fiducia nella Corte dei Conti. Vi prego, consiglieri, di evitare di utilizzare questo punto come polemica fra noi. Se mi sono permesso di chiedere il voto favorevole alle misure, non l’ho fatto in tono polemico, anzi. Il mio problema non è l’irrevocabilità o meno delle dimissioni, la mia priorità è evitare il dissesto, non di rimanere sindaco”.

Benincasa (Gruppo Misto) – “Servirebbe un regolamento approvato in consiglio in merito alle scelte degli immobili da inserire nel piano delle alienazioni”. Il Consigliere del Gruppo Misto presenta quindi un emendamento, spiegato successivamente, per escludere un immobile di Sant’Eufemia. Emendamento che viene votato e accolto con 18 voti favorevoli, 3 contrari e due astenuti. 

Si passa alla votazione del primo punto all’ordine del giorno, che si risolve con 14 voti contrari (Grandinetti, Chirillo, De Biase, Caruso, Mazzei, Ruberto, Isabella, Cristiano, Mastroianni, Bruno Tropea, Tedesco, Chirumbolo, Mario Benincasa, Aiello); 12 voti favorevoli (Teresa Benincasa, Villella, Andricciola, Petronio, Palazzo, Crapis, Paola, Carnovale, Vescio, Sdanganelli, Muraca, Speranza); 2 astenuti (Gallo e Spinelli) e tre assenti (Cosentino, Mariolina Tropea e Falvo). 

Si procede poi con il secondo punto all’ordine del giorno, (ridisegnare l’aliquota Irpef al rialzo). Dopo una serie di interventi Speranza propone un ultimo tentativo, chiedendo l’aggiornamento della seduta a domani pomeriggio, “perché – spiega – bisogna rispondere alla Corte dei Conti”. La proposta avanzata da Speranza incontra il parere favorevole di 14 consiglieri, mentre i voti contrari sono 13. La seduta viene rinviata a domani pomeriggio alle 17, mentre alle 10 il consiglio è convocato in prima seduta per discutere della questione Psc. 

AGGIORNAMENTO

Il sindaco, Gianni Speranza, ha indetto una conferenza stampa oggi alle 15:00 nella sala giunta del Comune in via Perugini. I temi su cui discuterà sono: il Bilancio 2013, Corte dei Conti e dimissioni.

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