
Lamezia Terme – La terna commissariale traccia un bilancio sull’attività svolta in una lunga relazione di fine mandato (59 pagine). Nel corposo documento (che in primis certifica la diminuzione della popolazione residente in città: 70.834 al 31 dicembre 2017, per scendere, un anno dopo, a 70.598, così come è deficitaria quella delle risorse umane) Alecci, Fusaro e Colosimo partono dalla situazione giuridica dell’Ente, ripercorrendo le varie tappe dello scioglimento, per passare poi alla situazione economico-finanziaria del Comune, che “ha in corso la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Anche le decisioni in materia di fiscalità̀ locale hanno rigorosamente tenuto conto delle previsioni del piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Comunque, l’andamento delle riscossioni dei tributi comunali come sinora avvenuto può̀ garantire un equilibrio delle esigenze di cassa, potendo essere assicurata con costanza la quantità̀ di liquidità necessaria al pagamento delle spese, queste ultime ovviamente ad avvenuto perfezionamento”.
Altro punto, le iniziative della terna commissariale nei settori di competenza comunale: “La Commissione ha continuato ad operare per il risanamento dell’amministrazione, adottando, con i poteri consiliari o di giunta, oltre 830 atti deliberativi e dando impulso ai diversi settori del Comune, con l’obiettivo precipuo di valorizzare la cultura della legalità̀, della trasparenza e dell’efficienza dell’azione amministrativa, anche al fine di scongiurare il ripetersi di condizionamenti ed ingerenze della criminalità̀ organizzata. Proprio in questa direzione, pur con tutte le difficoltà derivanti da un contesto particolarmente complesso, in considerazione dei notevoli vincoli sia alle spese correnti sia agli investimenti, si è dato impulso ai settori dei lavori pubblici, della scuola, dei servizi sociali, del patrimonio, dell’urbanistica, dello sport e della cultura, nonché́ all’utilizzo dei fondi comunitari, statali e regionali”.
In particolare, si segnalano “i lavori di adeguamento e messa a norma degli impianti sportivi e dei teatri e l’implementazione delle misure prodromiche per lo smantellamento e bonifica del campo Rom e realizzazione nuovi alloggi per la loro sistemazione. Tra le misure individuate è stata prevista la costruzione di alloggi, utilizzando le risorse previste dalle Strategie di Sviluppo Urbano Sostenibile – Por Calabria Fesr Fse 2014 – 2020 (Agenda Urbana), la destinazione di unità immobiliari di proprietà̀ comunale e di altre strutture da individuarsi con l’acquisizione di forme di finanziamento o di intervento. In tal senso, in considerazione delle limitate capacità finanziarie dell’Ente ed in ragione delle esigenze di risanamento ambientale dell’area in parola, è stato interessato il Dipartimento della Protezione Civile presso la presidenza del Consiglio dei ministri che ha manifestato la possibilità̀ di intervento, ricorrendone i presupposti di legge, previa ordinanza del presidente della Regione Calabria. Conseguentemente, la scrivente Commissione ha rivolto formale e puntuale richiesta di attivazione della procedura per l’intervento operativo e finanziario da parte della Protezione Civile che possa definitivamente rimuovere le criticità̀ surriferite”.
Non manca un passaggio sulla Multiservizi. Scrivono i commissari: “Il Comune di Lamezia Terme detiene una quota di capitale corrispondente a 89,61% del capitale sociale, composta da 43.605 azioni ordinarie pari ad un valore nominale di 2.252.198,25 euro. Il 30 novembre 2018 la Società̀ ha depositato presso il Tribunale di Lamezia Terme la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità̀, al fine di affrontare l'attuale stato di crisi finanziaria e con l'obiettivo di risolvere la situazione finanziaria pregressa, garantendo la continuazione dell'attività̀. Il predetto Tribunale, Collegio Fallimentare, il 27 giugno 2019 ha dichiarato aperta la procedura di concordato preventivo”.
Nello specifico, si mette in risalto la situazione finanziaria della Multiservizi, “in misura significativamente critica non solo per la massa debitoria depositata in Tribunale per la procedura del suddetto concordato, ma anche per la perdita di esercizio esposta nel progetto di bilancio dell’anno 2018 il cui risultato finale negativo giunge a 21.967.824,00 euro”. Tuttavia, si evidenzia come “il bilancio 2018 della Società̀ alla data della stesura della presente relazione non è stato ancora approvato in ragione di chiarimenti chiesti ed ancora non resi in maniera esaustiva su delle scritture riportate nel documento in parola. I chiarimenti richiesti sostanzialmente vertono sui criteri e le ragioni giuridiche utilizzati dal management della Società̀ per la svalutazione dei crediti che sino all’esercizio finanziario 2017 sono stati esposti nel Bilancio”.
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