
Lamezia Terme – “Sul piano della trasparenza e del diritto all’accesso ai documenti amministrativi al Comune di Lamezia Terme sono messi piuttosto male. Il segretario comunale, Pasquale Pupo, nega i documenti a chi ne fa richiesta o, perlomeno, li nega specificatamente alla UIL-FPL Catanzaro”. È quanto denuncia, in una nota, il segretario generale della Uil Bruno Ruberto che, aggiunge: “Un muro di omertà si trincera sugli atti e sull’iter amministrativo-contabile che hanno determinato la maggiorazione di indennità di posizione del segretario comunale Pupo. Appare evidente che le mancate risposte alle istanze di accesso civico e alla richiesta di riesame, tendono a occultare l’abberrante procedura, con l' intento di impedire al sindacato il diritto di svolgere pienamente e compiutamente il proprio mandato, in particolare il riscontro sul legittimo utilizzo delle risorse pubbliche in merito alla spesa del personale del Comune di Lamezia Terme”.
Per la Uil: “Un comportamento opaco quello del Segretario comunale Pupo: la negazione della trasparenza avvalora un agire inadeguato. Ad oggi, questo è lo stato dell’arte: un’amministrazione che ignora una condanna per comportamento antisindacale; che non liquida il salario accessorio ai propri dipendenti; in perenne conflitto con i revisori dei conti; attenzionata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze; impegni assunti e puntualmente disattesi; norme e regolamenti elusi e violati. Insomma, attualmente il Comune di Lamezia Terme è diventato un porto delle nebbie. Di fronte a una richiesta di accesso civico e di riesame, dunque, il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza non risponde. Come se non esistesse il “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (D. Lgs. 267/2000)”, come se non esistessero organi preposti al controllo come la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi. Il punto focale è che un Comune come Lamezia Terme - affermano in ultimo dal sindacato - non merita tanta approssimazione, arroganza e spregiudicatezza, costringendo i cittadini, le associazioni e i dipendenti a rivolgersi continuamente alle competenti autorità per avere riconosciuti i propri diritti".
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