Lamezia Terme – “Quei bambini, quelle persone diversamente abili e quegli anziani dimenticati dalla Commissione straordinaria a Lamezia Terme... La mafia ed il malaffare si sconfiggono con le parole e con i bei discorsi? No. L'integrazione si ottiene con le pompose enfasi delle frasi fatte? No. Oggi, a parte sterili enunciazioni di principio, vediamo quasi il nulla nell'operare di chi governa Lamezia Terme”. È quanto afferma Giancarlo Nicotera di Patto Sociale in una nota chiedendo alla Commissione straordinaria di ripristinare le colonie estive.
“Si avvicina l'estate – aggiunge - nella speranza che due vicende legate a storie umane, a persone, a famiglie, non vengano trascurate, come è accaduto lo scorso anno, dalla Commissione straordinaria: i diversamente abili e le antichissime e sempre attuali colonie estive. Le stupende colonie erano un fiore all'occhiello per la Città, per le Parrocchie, per le Associazioni e per il mondo del volontariato. Dall'anno scorso anche su di esse è caduta la scure del nuovo governo cittadino: non si sono più fatte. Le colonie estive, simbolo dell'integrazione sociale, dello stare assieme, del meritato riposo, del sano divertimento e dell'attività salutare, a Lamezia Terme sono state rase al suolo. Che importano gli schiamazzi felici di centinaia di bambini e ragazzi o i volti appagati degli anziani? Meglio i visi tristi ed ingessati di chi partecipa - mettendosi sempre in prima fila - spesso solo a manifestazioni e ricorrenze già organizzate da altri. Che importa poi se i diversamente abili non potranno arrivare sulla battigia e fors'anche neanche sulla spiaggia? Che importa se non potranno fare il bagno a mare? Per qualcuno nulla, perché sarà un problema loro e delle loro famiglie. Ecco perché chiediamo alla Commissione, che da oltre 18 mesi è alla guida della Città, di agire affinché si possano tornare a svolgere anche a Lamezia Terme le dette colonie e per far sì che i soggetti diversamente abili possano usufruire del loro sacrosanto diritto di andare al mare, come tutte le altre persone”.
“La legalità vera – conclude - passa soprattutto da fatti e gesti concreti, specie a tutela dei soggetti più svantaggiati o più bisognosi. Tutto il resto è solo sterile, dannosa e fumosa parata”.
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