
Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota del consigliere comunale di "Progetto Lamezia”, Emilio Vescio, sul lavoro che svolgono quotidianamente gli operatori UTIC presso l’ospedale cittadino.
“La nostra regione, la Calabria, terra di nessuno, è la terra della “ndrangheta” e dei politici corrotti e senza scrupoli che lavorano e si ingegnano solo per fini personali e/o parentali. E’ una terra dove continuamente viene messo da parte l’interesse generale, preferendo, invece, la linea dei potentati. E’ una terra, insomma, dove il diritto viene annullato sistematicamente. Un business particolare e molto appetibile è rappresentato dalla “sanità” dove “persone speciali e accorte”, sapientemente collocate e indirizzate dai nostri politici alle varie ASP, si scervellano per individuare situazioni personalistiche di comodo. Credo che tutti sappiano e si rendano conto della nostra struttura ospedaliera e come il governatore Scopelliti, affiancato dai nostri politici lametini, stia sempre più incancrenendo la situazione sanitaria della nostra città. Forse i nostri politici non si rendono conto quanto la sanità, in particolare quella lametina, stia soffrendo. In questi anni i nostri (in) degni rappresentanti hanno pensato solo a come inaugurare strutture sanitarie, poi inutilizzate, con tanto di nastri e champagne e salvare, invece, altre strutture di pertinenza catanzarese che, come Lamezia, già svolgono la stessa attività. Solo propaganda elettorale, nient’altro!".
"In questo triste scenario - aggiunge Emilio Vescio - però, ci sono reparti che da soli, in silenzio, fortemente penalizzati per carenza di personale medico e paramedico, oltre che strutturale, riescono a fare filtrare, fra tanta nebbia, un po’ di luce per i propri assistiti. E’ il caso dell’equipe UTIC del reparto di cardiologia dove, sebbene in precarie condizioni (strutturale, medico, paramedico), grazie alla professionalità ed abnegazione di tutti gli operatori, riesce, fra mille difficoltà, non solo a garantire i servizi indispensabili ma dedicarsi, con amore e tanta umanità, ai propri ricoverati. E lavorano in silenzio, senza mai apparire. E’ quanto ho potuto notare ed apprezzare nei tre giorni di ricovero presso questa struttura per una cardioversione andata a buon fine. Si tenga presente di tutte le “angherie” cui è stato sottoposto il reparto: il cambio di sede della UTIC in uno stanzone unico senza privacy, anche se si disponeva di spazi enormi al quarto piano, dov’è collocato, e che proprio per la cardiologia era stato sbandierato dal dr Mancuso un concorso a primario che è rimasto pura fantasia. Forse i nostri politici andrebbero al più presto cardioconvertiti per scoprire, apprezzare, rivedere e ridisegnare il sistema sanitario a Lamezia. Un grazie di cuore a tutti gli operatori UTIC. Grazie ancora per come operate quotidianamente”.
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