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Lamezia Terme - Si è svolta sabato 7 novembre l’Assemblea della Zona Reventino, un momento di incontro, confronto e partecipazione per le Comunità Capi del territorio. Ad aprire e caratterizzare in modo particolare la giornata è stata la presenza di Mons. Serafino Parisi, Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, che ha offerto ai capi presenti un intervento di approfondimento e chiarimento sul documento AGESCI “Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo”, approvato dal Consiglio generale AGESCI nel giugno 2026. Il documento nasce al termine di un percorso associativo avviato negli anni precedenti e propone, tra le altre cose, un approccio educativo fondato su tre parole: sguardo, ascolto e presenza. Un testo che, fin dalla sua pubblicazione, ha suscitato un ampio dibattito anche all’interno dell’Associazione. La sua diffusione e interpretazione hanno infatti generato confronti, interrogativi e, in alcuni casi, dubbi e perplessità tra i capi, confermando quanto il tema sia complesso e sentito. Anche nel dibattito pubblico il documento ha ricevuto grande attenzione, dando origine a posizioni e letture differenti.

Proprio per questo motivo, i Responsabili di Zona, Simona Tarantino e Filippo Colella, insieme all’Assistente ecclesiastico di Zona, don Pasquale Di Cello, attenti alle domande e ai bisogni emersi nelle Comunità Capi, hanno scelto di iniziare il nuovo anno scoutistico partendo proprio da qui: dal bisogno di comprendere, approfondire e confrontarsi. La scelta di affidare questa riflessione a Mons. Serafino Parisi si è rivelata particolarmente significativa. Il suo intervento, attento e approfondito, ha offerto una lettura capace di aiutare i presenti a orientarsi tra le diverse questioni sollevate dal documento, chiarendone alcuni passaggi e inserendo la riflessione in un più ampio orizzonte educativo, umano ed ecclesiale.

Un approccio personalistico

Mons. Parisi ha invitato i presenti a rimettere al centro la persona, riconoscendone il valore al di là di qualsiasi categorizzazione. "Occorre rispettare l’altro in quanto persona — ha chiarito — e non sulla base delle sue scelte di vita o del suo orientamento sessuale", ricordando l’importanza di non lasciarsi condizionare dalle influenze culturali che inevitabilmente attraversano il nostro tempo.

Offrendo poi uno spunto sul tema della diversità, Mons. Parisi ha sottolineato come una relazione autentica sia possibile nella misura in cui ciascuno riconosce la propria specificità e, soprattutto, accoglie la diversità dell’altro: non una diversità da misurare o giudicare, ma quella che costituisce l’altro nella sua unicità. Il Vescovo ha quindi lasciato ai capi una provocazione: "Stiamo creando ambienti non giudicanti, nei quali ciascuno possa sentirsi libero di uscire allo scoperto e di essere se stesso? Stiamo costruendo un ambiente davvero accogliente, capace di far sentire chiunque a proprio agio nella propria diversità?». «Per parlare di educazione all’amore — ha concluso Parisi — bisogna prima di tutto avere il coraggio di porsi queste domande".

È stato un momento di confronto importante, che ha permesso ai capi presenti non tanto di cercare risposte semplici a questioni complesse, quanto di recuperare il valore dell’ascolto e del dialogo. Un’occasione per interrogarsi insieme sul proprio servizio educativo e sulla responsabilità di accompagnare le persone e le loro storie con attenzione, rispetto e consapevolezza.

Nuovi eletti in Zona Reventino

L’Assemblea è stata inoltre un importante momento di partecipazione alla vita della Zona. Nel corso dei lavori si sono svolte le elezioni per il rinnovo dei membri del Comitato di Zona. Sono stati eletti Francesco Muraca, del gruppo AGESCI Lamezia Terme 2, e Sofia Mancuso, del gruppo AGESCI Lamezia Terme 7, chiamati a mettere il proprio servizio a disposizione della Zona e delle Comunità Capi che la compongono. Una giornata intensa, dunque, fatta di riflessione, confronto e partecipazione, ma anche di condivisione e fraternità. L’Assemblea si è infatti conclusa con un’apericena conviviale, durante la quale ogni Comunità Capi ha contribuito portando qualcosa da condividere con gli altri. Un modo semplice ma significativo per concludere una giornata importante: sedersi insieme, condividere il cibo e il tempo, continuando quel confronto e quella fraternità che rappresentano alcuni degli aspetti più preziosi della vita associativa.

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