
Lamezia Terme - L’ALA Antiracket Lamezia Onlus interviene dopo il sequestro di beni per un valore di 500 milioni di euro, riconducibili ad affiliati alla cosca di 'Ndrangheta dei Iannazzo di Lamezia Terme, da parte del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro della Guardia di Finanza sostenendo che “la musica è cambiata: il maxi sequestro milionario è l’ennesimo segnale inviato alla città di Lamezia ed al suo comprensorio. Non è un terremoto, se questo termine deve far pensare a una catastrofe, ad una cosa arrivata all’improvviso quasi a tradimento. A Lamezia “la terra trema”, per continuare sulla metafora, ormai da quattro anni. E sono sempre state scosse potenti, avvertite chiaramente da tutta la cittadinanza. E non c’è niente di catastrofico, anzi. Secondo noi la catastrofe è stata così lunga, durata diversi decenni, da ridurre la nostra città nelle condizioni che ognuno di noi può “apprezzare” con i propri occhi. Anni in cui alcuni, tanti patrimoni crescevano a vista d’occhio mentre decine e centinaia di attività commerciali, imprenditoriali e artigianali, molte dopo decenni di onorato e rispettabile esercizio, chiudevano i battenti lasciando a casa i loro dipendenti”.
“Gli imprenditori devono svolgere la loro attività secondo le regole del mercato e non della criminalità” ha affermato il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Colonnello Rametta. “Questa - evidenziano dall’ALA - è un affermazione quasi allucinante oseremmo dire, che ha senso solo in una città come Lamezia o in realtà simili alla nostra. E’ tanto significativo il fatto che sia stata pronunciata quanto è rassicurante per i tanti operatori economici che, con passione e sacrificio hanno saputo resistere alle difficoltà e alle tante sirene che garantivano, a quelli di loro che accettavano di “prostituirsi”, certezze sia economiche e di ogni altro tipo. Questa parte dell’economia cittadina, anche quelli che ancora hanno timore a mostrarsi, plaudono in maniera convinta e ringraziano magistrati e investigatori per quanto hanno fatto e per quanto faranno ancora per Lamezia. Siamo certi che, come è stato ribadito nella conferenza stampa dal dott. Bombardieri, che né i lavoratori né i fruitori degli esercizi sequestrati, avranno di che patire da questa circostanza”.
“E’ troppo importante - concludono dall’associazione Antiracket - garantire la stabilità occupazionale in territori tanto depressi come la Calabria, e questo ancor di più in queste circostanze, anche per evitare contraccolpi dannosi e autolesionistici che renderebbero felici solo gli ´ndranghetisti e i loro amici. Non è forse solo una circostanza fortunata che questa operazione abbia visto la luce proprio nella ‘Giornata della memoria e dell’impegno’. Alcuni di noi, per questa occasione, hanno trascorso la mattinata in un Istituto Comprensivo di Cortale. Sentire alcuni di quei ragazzini parlare di mafia, di lotta alla mafia, è stato davvero come ricevere un regalo inatteso, una sensazione che…. in effetti si può. E’ difficile, assai, ma si può. Insieme, naturalmente, ma si può”.
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