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Catanzaro - Alla presenza della responsabile del centro screening oncologici dell’Asp di Catanzaro, Maria Paola Montesi e del presidente dell’Avis Regionale Calabria, Rocco Chiriano, si è svolto l'incontro operativo per la programmazione delle attività previste per la prevenzione del tumore del colon retto durante il quale si è pervenuti ad un accordo, siglato nella sedere regionale dell'Avis a Germaneto. Erano presenti alla riunione anche il segretario Avis Provinciale di Catanzaro, Franco Pietro Parrottino,  il segretario dell’Avis comunale di  Girifalco, Giuseppe Scalone, il presidente di Avis Sorbo S. Basile, Antonio Frustaci e la coordinatrice dell'Ambulatorio di prevenzione Avis Presila "Samantha Canino”, Daniela Giglio.

“Nello specifico l’Avis si impegna a titolo gratuito ad ospitare l’attività di prevenzione oncologica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro presso le proprie strutture, dislocate capillarmente sul territorio provinciale - si legge in una nota - collaborando a stretto contatto con il Centro screening oncologici dell’Asp di Catanzaro attraverso degli step mirati che vanno dalla sensibilizzazione alla distribuzione di kit specifici alla consegna al Centro Screening dei campioni raccolti etc. La  fase di startup della convenzione partirà dai comuni di Girifalco, Cortale, Caraffa, San Floro, Fossato Serralta, Sorbo San Basile , Taverna, Albi e Magisano, per poi estendersi gradualmente a tutta la provincia di Catanzaro e a tutta la Calabria”.

La dottoressa Montesi, che coordina l’attività del Centro screening dell’Asp di Catanzaro, ha ribadito che “secondo le direttive del Ministero della Salute, le Aziende Sanitarie devono offrire a uomini e donne dai 50 ai 69 anni la prevenzione del tumore al colon retto”.

Soddisfazione, infine, da parte di Chiriano e Parrottino, dirigenti Avis. “La Convenzione ha ad oggetto - commenta Chiriano -  il supporto da parte delle sedi Avis della Calabria del programma di prevenzione del tumore del colon retto. Avis Calabria,  per perseguire uno dei suoi scopi, ovvero la  tutela della salute del donatore, ha accolto con la massima apertura e disponibilità la richiesta di collaborazione della dottoressa Montesi”.

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