
Teramo - "Abbiamo studiato il 'Pil del terrore' e sappiamo che una delle componenti è il mercimonio delle opere d'arte. Su quanto scrivono i giornali sono, ovviamente, in corso attività di monitoraggio preventivo e anche di indagine laddove ci sono i presupposti. Tutto il fatturato criminale del sedicente stato islamico nasce da una serie di fattori e fra questi la vendita di opere d'arte sfuggite alla furia iconoclasta dei miliziani è una voce importante". Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, risponde all'Ansa commentando l'articolo uscito oggi su 'La Stampa' su "Arte antica in cambio di armi, affari d'oro in Italia per l'asse fra Isis e 'ndrangheta".
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