
Roma – “E' opportuno abrogare le leggi regionali che istituzionalizzano i campi nomadi e promuovere politiche in favore dell'inclusione sociale di queste comunità”. Con queste parole dell’Associazione 21 luglio parte oggi la nuova campagna "Stop all'apartheid dei Rom!", per dire “basta a ogni forma di discriminazione nei confronti dei rom e sinti che vivono in Italia" e lancia un appello con raccolta di firme per chiedere ai presidenti delle Regioni Lazio, Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Umbria l'immediata abrogazione delle rispettive leggi regionali. Nessuna richiesta, dunque, è stata fatta alla Calabria da parte dell’associazione dove comunque inistono accampamenti rom. “Dei circa 170 mila rom e sinti che vivono in Italia - rende noto l'associazione - 40 mila vivono all'interno dei campi nomadi. La politica dei campi, nel nostro Paese, ha preso avvio nel 1984 quando nove Regioni italiane e la provincia autonoma di Trento hanno approvato leggi ad hoc per la "tutela delle popolazioni nomadi", ispirate all'idea di tutelare il diritto al nomadismo delle comunità rom e sinti”. Secondo l'associazione, invece, “la stragrande maggioranza di rom, sinti e caminanti in Italia non è nomade e ha anzi uno stile di vita sedentario. Negli anni - sottolineano - le leggi regionali, assieme allo stereotipo mai superato di rom=nomade, hanno di fatto legittimato e sostenuto politiche incentrate sulla costruzione di insediamenti riservati ai soli rom, in spazi isolati, recintati, distanti dalla città e lontani dai diritti, favorendo così la ghettizzazione, la stigmatizzazione e la segregazione delle comunità rom e sinti in Italia. Si è in tal modo istituzionalizzata una sospensione dei diritti umani di rom e sinti attraverso norme progettate specificamente solo per loro. Con la campagna "Stop all'apartheid dei Rom!" e con l'appello alle Regioni, l'Associazione 21 luglio è convinta che combattendo l'esclusione e la discriminazione attraverso una legislazione adeguata e implementando programmi efficaci a promuovere l'inclusione sociale dei rom e dei sinti, sarà possibile rompere il muro dell'apartheid che di fatto separa oggi la società dalle comunità rom e sinti presenti sul territorio”.
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