
Lamezia Terme – Pubblichiamo la nota del Coordinamento regionale OO.SS. dirigenza medica, veterinaria e S.T.P.A. sullo scarso coinvolgimento nelle decisioni nel comparto sanitario del Commissario Scura. Le sigle sindacali vorrebbero essere maggiormente conivolte nel piano di riordino. Di seguito quanto affermato dalle sigle sindacali regionali.
La logica degli eventi impone alla categoria una seria presa di posizione, con la consapevolezza che le critiche restano scolpite nel diario della sanità regionale, sbugiardando e soprattutto svilendo chi assume atteggiamenti “alla bisogna” in una sorta di captatio benevolentiae del potere di turno. Con tale premessa il coordinamento regionale delle OO.SS. della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa intende segnare il punto in un momento strategico del riordino della sanità calabrese.
Appena insediato, il commissario Scura, con gesto apprezzabile, ha convocato le OO.SS, dichiarando, tra l'altro, la disponibilità a dialogare con gli “stakeholders ” ma “ ..non a parlare sempre..”. A distanza di circa un mese registriamo una maggiore propensione ad esternazioni con i media, piuttosto che a confronti con le OO.SS. .Tanto andava evidenziato, ma aggiungiamo che la criticità non è nuova, anzi, cambiano gli uomini ma le dinamiche restano uguali: siamo passati dal grottesco rapporto in via Buccarelli (sede Assessorato) tra il Dipartimento alla Salute e la Struttura Commissariale, consumatosi sotto la gestione Scopelliti e caratterizzato da forti attriti, a una contrapposizione odierna certamente più garbata ma non meno conflittuale con il potere politico.
Benzina sul fuoco… ma quello che brucia insieme alla Sanità regionale sono le motivazioni professionali delle migliaia di operatori, dipendenti di quel sistema che a fasi alterne qualcuno vuol cambiare, modificare stravolgere ma senza che nessuna voce proveniente proprio da quel mondo venga ascoltata: una costante mortificazione. Il recente insediamento del Commissario governativo, reiteratamente richiesto anche dalle OO.SS. continua tristemente con una sorta di leitmotiv iniziato da tempo e che si traduce nella deriva economicistica che caratterizza chiunque sia individuato dal sistema con azione di governance sul sistema sanitario regionale. Tutti sono autorizzati a proferire di sanità calabrese, dai politici di turno ( ma qualcuno si è accorto che i calabresi sostanzialmente non sono andati a votare?) ai Commissari in rotazione sempre più plenipotenziari, senza farsi mancare le draconiane indicazioni dell’AGENAS. Del resto chi osa difendere la vituperata sanità della “ regione canaglia ”?... e l’infelice epiteto resta declinato a tutti coloro che di questo sistema ne fanno parte, senza distinzione. Molto più semplice generalizzare che discernere tra vittime e carnefici.
Orbene, noi siamo stati definiti stakeholders quantunque con l’anglossassone termine si intendano i portatori di “interessi” e forse i sindacati, più che questi, tutelano i “diritti”; ma non di meno, trattandosi essenzialmente di professionisti “prestati” a titolo gratuito al sindacato (in calce i nominativi dei segretari regionali) e fra i quali nessuno gode di distacchi sindacali, avranno anche competenze, esperienze per produrre suggerimenti e manifestare criticità? Il nostro tavolo espressione di tutte le professionalità della dirigenza della sanità calabrese, rappresenta un’opportunità per chi intende riformare, prima ancora del dovuto rapporto negoziale e pattizio tra le parti. Perché proprio le parti non esistono più, siamo tutti coinvolti, con intenti che dovrebbero essere identici quantunque con ruoli diversi. Noi ci siamo presentati con onestà intellettuale, perfettamente consapevoli della drammaticità della sanità calabrese e di quelle “rovine” provenienti dalla politica di cui i dipendenti pagano quotidianamente le conseguenze; ma non abbiamo prodotto alcuna rivendicazione.
Noi all’invito del Commissario alla Sanità calabrese ci siamo presentati con la disponibilità ad offrire quel contributo tecnico che proviene da chi quella sanità buona o cattiva la vive, la subisce ma, certamente non la gestisce. Nell’occasione abbiamo fornito un nostro comunicato datato 15 novembre 2012, relativo ad una proposta di legge regionale di riordino del sistema regionale con una diversa configurazione degli ambiti organizzativi.
In quell’occasione, abbiamo invitato il Commissario Scura a modificare solo la data di quel comunicato, poiché “mutatis mutandis” il tentativo prefigurato dalla giunta Scopelliti, presentava le medesime criticità e l’illogicità della preconizzata Azienda Unica regionale . Parimenti ribadiamo al Commissario Scura che restano pendenti al TAR Calabria, nonché al Giudice del Lavoro di Catanzaro, i nostri ricorsi al decreto commissariale sulle linee guida per la riduzione dei fondi, adottato alcuni mesi fa in assenza del dovuto coinvolgimento del Sindacato, malgrado le promesse.
Avvisiamo che non cambieremo registro qualora dovesse perdurare questa rigida, irrituale, illogica ancor prima che illegittima, assenza di consultazione delle OO.SS. della dirigenza. E’ evidente che la nostra azione non si fermerà al ricorso alla via giudiziaria poiché intendiamo rappresentare in tutte le sedi istituzionali non già le istanze sia pur legittime dei professionisti della sanità pubblica regionale, ma soprattutto le idee ed i suggerimenti, consapevoli di tutte le criticità che un’azione di riforma comporta. Non di meno, invitiamo ad ascoltare i moniti che da più di una Sigla, autonomamente e a mezzo stampa, sono stati lanciati all’indirizzo della sanità calabrese: si tratta di inviti e critiche a volte anche con lessico non garbato, ma veritiere poiché provengono dal buon senso e dalla conoscenza del territorio. Noi siamo stati i primi a denunciare non solo gli ospedali inutili ma anche quelli pericolosi, sia per gli utenti che per gli operatori .
Siamo stati gli unici a evidenziare reiteratamente l’abbandono del territorio, che lo stesso Commissario ha citato come strategico per la garanzia dei LEA. Non possiamo e non vogliamo rimanere silenti se, con il cambio di governo regionale, si rinnovella ancora la dicotomia tra Palazzo Alemanni e via Buccarelli poiché - da cittadini prima ancora che da operatori - ne ravvisiamo le ricadute negative. Non gradiamo altresì strumentalizzazioni politiche o personali sulla sanità regionale che oggi più di ieri necessita della cooperazione di tutti . L’adozione del decreto per la riorganizzazione della rete ospedaliera avvenuta in assenza di qualsivoglia confronto con le parti sociali, purtroppo, ne rappresenta l’esempio. Nessuna audizione di rito di autorità istituzionali, enti territoriali, organizzazioni sindacali, organismi di rappresentanza delle professioni e delle società scientifiche. Un provvedimento, quello adottato, che evidenzia numerose criticità, tali da costringere ancora una volta ad adire le vie giudiziarie. Una scelta obbligata per non mancare al principio/dovere che il ruolo ci impone.
Non di meno attendiamo anche dall’attuale esecutivo, di essere ascoltati poiché avremmo molto da dire in termini critici sulla proposta dell’azienda unica, ma vorremmo farlo come è nel nostro stile con motivazioni serie, unitarie e condivise. Non ipotizzate con strumenti mediatici ma concertate con impegni certi da entrambi le parti. Più che di ulteriori tagli c’è la necessità di rilanciare la sanità valorizzando anche il patrimonio delle risorse umane che continua ad essere ignorato e mortificato. E noi sappiamo come la demotivazione sia contagiosa e si trasmetta velocemente, soprattutto tra i lavoratori.
In un momento in cui tutte le organizzazioni del lavoro spingono sulla valutazione delle performance, ci permettiamo di ricordare quanto siano indispensabili e propedeutici, a tal fine, il processo di condivisione degli obiettivi e la strategia per raggiungerli. Diversamente, non ci affrancheremo dalle critiche, più o meno garbate, che, utilizzando gli strumenti mediatici, sono inviate quotidianamente all’indirizzo del mondo politico e della struttura commissariale".
ANAAO ASSOMED, Domenico Saraceno, AAROI/EMAC, Vito Cianni, ANPO (Ascoti -Fials Medici) Vincenzo Rondanini, AUPI, Armodio Lombardo, Giorgio Ferrara, CISL –Medici, Mario Marino, COSMED, Filippo Larussa, FVM, Lino Puzzonia, FEDIRSANITA’, Lillo Rabotti, FASSID (Simet-Snr-Aipac), Pasquale Minchella, SINAF, Emanula DE Francesco, SNABI, Robert Tenuta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA