
Cosenza - Stipendi pagati con i fondi degli studenti. Incalza la protesta dei rappresentanti del Coruc (Comitato Regionale di coordinamento universitario della Calabria), dottor Eugenio Garofalo, senatore accademico Umg, e Fernando Militerno, senatore accademico Unical. La presa di posizione si lega, come spiega una nota congiunta di Garofalo e Militerno, alla scelta effettuata dalla Regione Calabria di utilizzare i fondi riservati al diritto allo studio per saldare gli stipendi al personale dell’ex Ardis (Agenzia regionale per il diritto allo studio). “Prelevare risorse dal già esiguo fondo riservato al diritto allo studio, specialmente in un momento cosi delicato per l’economia regionale e per il mondo della conoscenza, rappresenta – secondo i due senatori accademici degli atenei di Cosenza e Catanzaro - una incomprensibile scelta per le famiglie meno abbienti, costrette a fare i salti mortali per garantire ai propri figli il prosieguo degli studi. Un diritto che ogni giorno si affievolisce al cospetto di una realtà che presenta dati sempre più preoccupanti per la vita stessa delle nostre università calabresi. Se le iscrizioni crollano dappertutto le cause debbono essere ricercate soprattutto nella sfera economica, negli ingenti costi che la famiglia deve sostenere annualmente per assicurare al figlio il diritto allo studio.
Sacrifici insopportabili, che per molti significa tagliare o togliere la possibilità di accedere alle fonti della conoscenza e della ricerca. Togliere risorse al diritto allo studio significa incentivare la povertà e ridurre gli spazi dei diritti, ma anche togliere prospettive di crescita per la nostra terra di Calabria. La regione provveda a colmare questa grave lacuna, determinata con i provvedimenti assunti, restituendo fiducia e speranze agli studenti meno abbienti, alle famiglie bisognose e alla stessa Regione”. Garofalo e Militerno ribadiscono: “Lo avevamo denunciato in tempi non sospetti, che i fondi sul diritto allo studio potessero essere utilizzati dalle istituzioni interessate per far fronte ai pagamenti degli stipendi dei dipendenti dell’ex Ardis. La nostra denuncia mirava a sensibilizzare le istituzioni, a sollecitare chi di competenza ad individuare percorsi capaci di recuperare nuove risorse di bilancio alle quali attingere per saldare le spettanze dovute ai lavoratori, salvaguardando quelle riservate al diritto allo studio, già assottigliate e compromesse in questi anni di crisi economica che attraversa il paese. Le denunce avanzate in questi mesi, non sono valse a bloccare la scelta di ricorrere all’utilizzo delle risorse del diritto allo studio per procedere al saldo degli stipendi dovuti. Oggi apprendiamo – concludono - che la Regione Calabria ha decretato il pagamento delle spettanze a scapito di centinaia di ragazzi che, a causa delle difficoltà economiche, non potranno frequentare una facoltà universitaria”.
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