
Lamezia Terme - Sarà mucillagine o semplici scarichi abusivi? Questo il dilemma dell’estate che affligge, a chiazze, il mar Tirreno cosentino e catanzarese. Ormai sono anni che, ad un determinato orario ed in più punti nei vari comuni rivieraschi l’acqua diventa schiumosa oltre a veder galleggiare, nei casi più sfortunati, rifiuti in libera uscita. Ma la pazienza, condita da atavica rassegnazione, da parte dei calabresi sembra quest'estate ormai giunta al capolinea. E’ di ieri infatti la protesta di villeggianti a Santa Maria del Cedro, nel cosentino, che, avendo pagato l’affitto per godersi le ferie, hanno deciso di occupare la statale 18 esaspserat dal non poter farsi il bagno a mare. Anche diversi nostri lettori ci hanno segnalato diverse situazioni in cui, da Nocera a Gizzeria, la cosiddetta “mucillagine”, spiegata da Arpacal come infestante del mar Tirreno calabrese, non convince più nessuno. La gente protesta, si arrabbia e scrive alle redazioni dei giornali denunciando una situazione non sostenibile per chi, come un signore che ci ha scritto da Nocera Terinese, paga 1300 euro di affitto per un appartamento ma poi si ritrova a vedersi rovinate le vacanze per via della schiuma galleggiante ogni giorno nello specchio d’acqua. C’è da dire che il Governo ha stanziato dei fondi per riqualificare alcuni impianti di depurazione e sarebbe pronta una commissione di controllo addetta al monitoraggio. Ma tra gli atavici problemi in cui si inquadra il fenomeno dell’inquinamento marino esistono anche quelli degli scarichi abusivi di ville e attività lungo la costa ed un monitoraggio a tappeto, comune per comune, da parte degli organi competenti potrebbe in parte risolvere tale problema insieme ad incentivi che eliminino i “pozzi neri” dalle seconde case lungo la costa. Sarebbe un concreto passo avanti ridando qualità al mar Tirreno calabrese nel tratto cosentino e catanzarese senza falsi proclami politici che durano il tempo di un’estate per poi sprofondare nel silenzio. Purtroppo, per la politica calabrese nella gestione del mare si prevedono tempi duri. I cittadini ed i pochi turisti ( complice la crisi che di certo ha esasperato la pazienza) stanno acquisendo consapevolezza dei propri diritti e denunciano, giustamente, sempre più con manifestazioni e lettere di protesta ai giornali, lo stato di degrado ed inquinamento in cui versa ogni anno sempre più il mare calabrese. Una sveglia da parte dei cittadini che chi di dovere non dovrebbe più sottovalutare.

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