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Lamezia Terme – Se da un lato, nei giorni scorsi, è stato pubblicato, ”Il rapporto del Ministero alla Salute sulla qualità delle acque di balneazione” che colloca la Calabria tra le regioni con acque balneabili al 88,79%, dall’altro è stato pubblicato il nuovo rapporto “Mare Monstrum 2013” di Legambiente che, per quanto riguarda la qualità delle acque e il sistema depurativo, non le manda certo a dire. Secondo i dati forniti dal report di  Legambiente anche quest’anno la Calabria si colloca al primo posto per quanto riguarda “i fenomeni d’inquinamento del mare, dalla mala depurazione agli scarichi fognari fino allo sversamento di idrocarburi. In questa regione si concentra un quinto dei reati accertati in tutta Italia dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, esattamente il 20,9%”.

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Legambiente: Solo 49,9% popolazione servita da sistema depurazione efficiente

Nel Rapporto, l’associazione ambientalista, descrivendo la situazione della balneazione in Calabria cita il dossier “Depurazione in Calabria: tempo (quasi) scaduto”dove Legambiente aveva già prodotto, nei mesi scorsi, un’ampia documentazione sulla qualità delle acque dei mari calabresi basandosi su inchieste di magistratura, forze dell’ordine, dati Istat e Arpacal. Secondo tale rapporto “la Calabria è la penultima regione italiana con appena il 49,9% di popolazione servita da un servizio di depurazione efficiente (ovvero con trattamento almeno secondario), inferiore alla già modesta media nazionale del 76% e sotto la media delle regioni del mezzogiorno, che si attesta intorno al 66%. La provincia che ha la copertura peggiore del servizio di depurazione è quella di Vibo Valentia con solo il 40,9% di abitanti equivalenti serviti da un sistema di depurazione di tipo secondario o terziario, segue Cosenza con il 44,3% e Reggio Calabria con il 48,2%”.

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I controlli Arpacal sui depuratori in Provincia di Catanzaro

In particolare, scorrendo le pagine della relazione redatta dall'associazione ambietalista ci si imbatte nei controlli e nella attività d'indagine della magistratura sugli impianti della depurazione. Ovviamente, citiamo per brevità quelli inerenti la zona della provincia di Catanzaro. In questa provincia, infatti, "tra il 2011 e il 2012, l'Arpcal ha eseguito 61 controlli, 21 nel 2011 (su un totale di 18 depuratori in 11 Comuni) e 40 nel 2012 (su un totale di 39 depuratori in 34 Comuni). Anche in questo caso molti risultati sono coperti dal segreto istruttorio perché alcuni impianti sono coinvolti in attività di indagine o di accertamenti". La situazione più drammatica, comunque, si registra in termini percentuali in provincia di Reggio e Cosenza.

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La Relazione della Commissione Parlamentare e la depurazione. Citata Lamezia

Legambiente cita anche la “Relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Calabria della Commissione parlamentare di inchiesta approvata nel maggio 2011. La relazione dedica un capitolo specifico (capitolo VI) all’inquinamento delle acque. Riporta la grave situazione in cui versano molti impianti di depurazione in diverse aree della regione. Dai depuratori di Gioia Tauro e di Lamezia Terme, alle fiumare calabre in cui, come risulta dal monitoraggio dei Noe, sono stati riscontrati diversi scarichi abusivi. Viene riportato il problema  dell’inquinamento del litorale tirrenico, caratterizzato dal fenomeno dell’inidoneità degli impianti di depurazione a cui si aggiungono i problemi di gestione degli stessi e le criticità relative alla gestione dei fanghi di depurazione, come risulta anche dai controlli effettuati nel 2012 dalla Capitaneria di porto. Altri problemi vengono evidenziati nel vibonese dove in un passaggio delle indagini come è invalsa la pratica di mancato allaccio ai depuratori, che restano cattedrali nel deserto e non vengono utilizzati”.

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I Finanziamenti e le infrazioni dei Comuni da parte dell’Unione Europea

Per quanto riguarda i “Piani per la depurazione in Calabria dal 2000 al 2012 sono stati stanziati oltre 717 milioni di euro per “completare, adeguare e ripristina re il sistema di fognatura e depurazione in Calabria”. L’associazione ambientalista , nel suo ampio report suddivide i finanziamenti in due periodi, ovvero quello che va dal 2000 al 2010 e il triennio 2010- 2012, che “coincide con il periodo di programmazione straordinaria messo in campo dalla Regione per risolvere le criticità relative alla depurazione”.

I finanziamenti, nel settore fognario - depurativo nel periodo 2000 -2010, ammontano ad oltre 460 milioni di euro. “La provincia di Cosenza – si legge - è quella che ha usufruito dei maggiori finanziamenti pubblici, oltre 203 milioni di euro”. Ma in generale, il 61% dei comuni sono coinvolti nei finanziamenti legati al sistema depurazione. Inoltre, nell’ultimo triennio sono stati previsti ulteriori finanziamenti, ovvero progetti inseriti nel “Piano Nazionale per il Sud” per il superamento delle procedure di infrazione comunitaria (C565/2010) ripartiti rispettivamente in: “5 milioni di euro per 106 interventi attraverso fondi POR-FESR Calabria 2007-2013”, a cui si aggiungono “38 milioni di euro per 47 interventi attraverso fondi POR-FESR Calabria 2007-2013” e circa 218 milioni di euro (di cui 160 milioni di risorse pubbliche) per 18 interventi d’area finanziati con delibera CIPE del 30/04/2012.

L’Associazione ambientalista spiega anche “per i fondi CIPE, è stato firmato l’Accordo di Programma per 160 milioni di euro del “Piano Nazionale per il Sud” il 5 marzo scorso per gli interventi di disinquinamento fognario-depurativo e la programmazione degli altri interventi. I Comuni dovranno in modo celere proseguire l’iter avviato di concerto con il Dipartimento Regionale dell’ambiente, con la convocazione delle conferenze dei servizi, la predisposizione dei bandi di gara e l’assegnazione del servizio di gestione. I fondi sono stati destinati proprio per evitare la sanzione relativa alla procedura di infrazione 2004/2034 della Comunità Europea”. Procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea in cui rientrava anche Lamezia assieme a Bagnara, Strongoli e Mesoraca che facevano parte dei 18 comuni coinvolti ma che, nel frattempo hanno già avviato gli interventi di risanamento.

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Legambiente parla dei laghi La Vota di Gizzeria e pericolo sversamento fanghi

L’Associazione ambientalista nel suo Report che descrive lo stato della qualità delle acque e della depurazione calabrese non manca di citare quella che dovrebbe essere un'aosi da tutelare in Calabria, ovvero i laghi La Vota. Da Legambiente spiegano come “il Comune di Gizzeria ospita una delle più pregevoli aree naturali della nostra Regione: i l Lago o Laghi La Vota, inclusi tra i siti d'interesse comunitario alla luce della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. La Vota è l’ultimo lago costiero salmastro della costa tirrenica calabrese e luogo di sosta per gli uccelli acquatici migratori. Grazie al movimento della costa ed a vari altri fattori esterni si sono formati nel tempi altri laghetti principali di cui uno di neo formazione (formatosi nel 2006) che hanno ospitato e che continuano ad ospitare ogni anno il Falco Pescatore, il Falco di Palude, il Tarabuso (della famiglia degli ardeidi difficile da trovare il Italia), la Sgarza Ciuffetto, Aironi cenerini, Folaghe ed anatre di diverse specie e tante altre specie di uccelli migratori, che, grazie al clima mite e alla vicinanza al mare, individuano un ambiente adatto allo svernamento stagionale.

La spiaggia presenta ancora una notevole vegetazione psammofila (ossia amante dei terreni salini), tra cui spiccano il giglio di mare, dai candidi e grandi fiori bianchi che spuntano all'inizio dell'estate, ed il curioso papavero delle sabbie, dai fiori gialli con i petali quasi accartocciati. Anche il fondale marino racchiude caratteristiche uniche, tanto che alcuni anni addietro è stata proposta l’istituzione di un'area marina protetta, al fine della tutela ambientale e biologica della zona di mare legato soprattutto alla presenza di una vasta prateria di posidonia oceanica, che si estende sul fondale in banchi di notevole consistenza. La presenza della poseidonia costituisce l'habitat ideale di innumerevoli specie marine, tipiche della fauna mediterranea e, inoltre, svolge un importante ruolo di attenuazione e controllo dei fenomeni erosivi della costa, per effetto del movimento delle foglie, che rallenta il moto ondoso e le correnti.

Ma tutto questo paradiso per ecologisti da tutelare nasconde dei nemici. Legambiente cita tra  “le principali emergenze per questo posto sono rappresentate dall’inquinamento e dal tentativo di cementificazione. Le sterpaglie hanno ricoperto tutta la zona e soffocato la vegetazione spontanea; detriti, materiale di risulta e rifiutigiacciono dappertutto” a cui si aggiunge che l’area comprende “una pineta marittima, anche questa usata quale discarica” mentre la stessa associazione ricorda il sequestro del porticciolo di Gizzeria e il progetto “contro il quale Legambiente si è nettamente schierata, riguardante la costruzione di un villaggio turistico con annessi servizi”. La principale minaccia, comunque “è costituita dagli scarichi fognari che vengono dirottati nel lago, anche per l’ubicazione delle stazioni di sollevamento della condotta fognaria che, poste in prossimità del lago La Vota, quando vanno in sovraccarico, soprattutto durante il periodo estivo, determinano la fuoriuscita dei liquami che inondano tutta l’area. Ai guasti e ai sovraccarichi si aggiungono sovente sversamenti illegali da parte degli auto spurgo e si può ipotizzare vi siano anche scarichi abusivi anche ad opera di attività commerciali ed abitazioni. Purtroppo la consistenza di questo inquinamento è facilmente riscontrabile perché ampiamente documentata” anche se al momento non figurano persone indagate per tali reati.

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