
Locri - “La politica deve essere la guida di tutti, ovverosia la prima barriera contro la criminalità organizzata. Un simbolo come Fortugno non deve essere mai dimenticato”. A dirlo è stato il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho intervenendo a Locri alla commemorazione in ricordo di Francesco Fortugno, il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso il 16 ottobre 2005 a Locri. “Bisogna avere fiducia nelle istituzioni - ha aggiunto Cafiero De Raho - e ci vuole maggiore collaborazione da parte del cittadino: ciò ci consentirebbe di conseguire risultati ancora migliori. Ai cittadini dico di essere più fiduciosi e di rivolgersi nell'ambito delle istituzioni alle persone giuste che lavorano in direzione della giustizia e della lotta al crimine organizzato”.

Alla commemorazione, in corso a Palazzo Nieddu, il luogo dove Fortugno fu ucciso nel giorno delle Primarie dell'Unione, partecipano la vedova Maria Grazia Laganà ed i figli, il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, il procuratore di Locri Luigi D'Alessio, il procuratore di Vibo Valentia Mario Spagnuolo, il prefetto di Reggio Vittorio Piscitelli, i questori di Reggio e Catanzaro, Guido Longo e Guido Marino, il comandante provinciale dei carabinieri, Lorenzo Falferi, l'ex prefetto di Reggio Calabria Luigi De Sena, l'ex parlamentare Angela Napoli, il testimone di giustizia Pino Masciari, numerosi sindaci della Locride e una nutrita rappresentanza di studenti delle scuole superiori della Locride e della Piana di Gioia Tauro. Dopo la deposizione di una corona sul luogo dell'omicidio, i partecipanti alla commemorazione si sono spostati nel Palazzo della Cultura, sede del Comune, dove è in programma una tavola rotonda. Un messaggio di saluto è stato inviato anche dal Comandante generale dell’Arma dei Carabineri, generale di Corpo d’Armata Leonardo Gallitelli.
REAZIONI
Vedova Fortugno: “Fare luce fino in fondo”
“La vicinanza degli studenti e delle istituzioni - dichiara Maria Grazia Laganà - mi danno forza per andare avanti. Chiedo attenzione per il territorio e per i giovani della Locride. Per quanto riguarda l'omicidio di mio marito, chiedo, inoltre, che venga fatta luce sul cosiddetto 'terzo livello'. Insomma, verità e giustizia fino in fondo. L'omicidio di Franco non può essere solo opera di criminali locali”.
Giorgio Napolitano ricorda sacrificio Fortugno
"Il ricordo di Franco Fortugno e di quanti hanno pagato, con il sacrificio e la vita, il rifiuto di ogni pratica di intimidazione delle criminalità organizzate contribuisce a rafforzare le ragioni della legalità e dello Stato di Diritto. In quest’ottica il capo dello Stato rivolge il suo più vivo apprezzamento a quei giovani ed alle componenti della società civile che, in Calabria, come in altre realtà si battono, con coraggio e determinazione, per un futuro di completo riscatto dalla violenza prevaricatrice della mafia. Tale generoso impegno si affianca utilmente all’azione della magistratura e delle forze dell’ordine alle quali va la gratitudine di tutto il Paese per i crescenti risultati che stanno conseguendo nel contrasto alle vecchie e nuove forme di criminalità. Dal Quirinale un commosso e partecipe pensiero all’onorevole Maria Grazia Laganà Fortugno e ai suoi figli in occasione della commemorazione a cui il Presidente si è detto idealmente presente".
Romano Prodi ha inviato un messaggio alla famiglia Fortugno
!L’omicidio Fortugno, era un segnale a tutti perché colpiva un uomo onesto ed autorevole che portava avanti le proprie idee con serenità e fermezza. Era un’intimidazione alla collettività, era l’affermazione della violenza contro lo Stato e le istituzioni. Colpiva tutti noi perché colpiva la democrazia. Per questo il sacrificio di Francesco non va dimenticato. Mai dimenticare il sacrificio degli uomini giusti, mai dimenticarne il nome e l’impegno nella società. Francesco Fortugno, marito e padre, stimato professionista, aveva scelto di dedicarsi alla politica per servire la propria terra e per contribuire a farla uscire dalle storiche difficoltà che l’hanno segnata e fortemente penalizzata. La giustizia ha fatto la propria parte. Tocca a noi tutti ora fare in modo che il suo sacrificio non sia stato vano ed il nome di Francesco sia onorato".
Francesco Talarico (Presidente consiglio regionale): "Non dimenticheremo sua figura istituzionale"
“Non dimenticheremo mai né la figura del Vicepresidente del Consiglio regionale Franco Fortugno, che ieri insieme a tutti i consiglieri regionali in Aula abbiamo voluto solennemente ricordare, né il suo grande esempio di dedizione istituzionale e di correttezza e lealtà politica. Tantomeno dimenticheremo che, proprio dopo il suo assassinio, c’è stata anche in Calabria una forte presa di coscienza sul fenomeno mafioso, vero e proprio cancro della nostra società ed ostacolo enorme per qualsiasi idea di sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno. In tal senso, occorre insistere con ogni mezzo, perché soltanto se agli sforzi encomiabili di magistratura e forze dell’ordine si accompagna una sollevazione dal basso i poteri criminali potranno essere sconfitti. Ci scosse allora in quell’ottobre del 2005 improvvisamente divenuto drammatico, la fine violenta di un uomo corretto e impegnato come Franco che provocò commozione e solidarietà in tutto il Paese e continua, ancora oggi a distanza di anni, a porre interrogativi alle nostre coscienze. Come giustamente sottolinea il Presidente della Repubblica l’attenzione di tutti noi deve concentrarsi soprattutto sul rispetto delle regole e sulla formazione delle generazioni più giovani, affinché comprendano, fino in fondo, che i messaggi della mafia sono subdoli e corruttivi e generano esclusivamente morte e disperazione”.
Loiero (Autonomia e Diritti): "Fu evento più devastante mia presidenza"
"Nell'ottavo anniversario della morte di Franco Fortugno che ricorre oggi, voglio ricordare quanto quest'evento luttuosissimo segnò profondamente l'inizio della legislatura, determinando in me un senso indelebile di vertigine e anche tratti di solitudine. Questo efferato delitto fu assai condizionante: fu l'evento più devastante della mia presidenza. Un fatto che scosse la Calabria e l'Italia intera, che mi colpì duramente sul piano personale perché Franco era un mio caro amico e che finì per segnare la vita pubblica calabrese in modo negativo. Non a caso l'attuale presidente del Senato, Piero Grasso, all'epoca procuratore nazionale antimafia, disse che questo era anche un messaggio trasversale rivolto a me. Come ho più volte affermato, la tragedia di Fortugno si è consumata come una spietata minaccia contro il tentativo di rinnovamento e di moralizzazione della regione. Fu uno dei momenti più difficili della mia attività in cui tuttavia sentii forte il calore delle istituzioni che mi furono vicine, a partire dal presidente della Repubblica del tempo, Carlo Azelio Ciampi, che non smetterò mai di ringraziare per la sua presenza fisica in Consiglio regionale, a testimonianza della sua vicinanza nei confronti dei tanti calabresi onesti, colpiti duramente da quell'omicidio".
Nencini (Psi): "Ha pagato con la vita impegno bene comune"
"Franco Fortugno è stato un uomo coraggioso e leale che ha pagato con la sua stessa vita la denuncia delle intimidazioni della 'ndrangheta e il suo costante impegno per il bene comune. Bisogna tenere alta la guardia contro i delitti politico-mafiosi e la criminalità organizzata e riaffermare le ragioni dello stato di diritto e i valori di legalità che uniscono le forze democratiche del Paese. Ai famigliari di Fortugno va il sincero affetto, mio personale e del Psi, nel ricordo di un uomo eccezionale. La Calabria non deve essere lasciata sola. Ci sono migliaia di giovani, donne e uomini, che non si sono mai rassegnati ai soprusi della 'ndrangheta. Bisogna ripartire da loro".
Nicodemo Oliverio (Pd): "Calabria più forte grazie a suo sacrificio"
''Nel giorno in cui ricorre l'ottavo anniversario dell'assassinio di Franco Fortugno, desidero innanzitutto far giungere alla famiglia, agli amici ed a quanti l'hanno conosciuto e stimato un sincero e fraterno abbraccio. Franco manca certamente ai suoi cari ma manca anche a tutti coloro che, in Calabria e nel resto del Paese, hanno amato e amano la democrazia, la legalità, la giustizia. L'esempio e la testimonianza di Franco Fortugno, ed il suo sacrificio hanno reso più forte la società calabrese, la voglia di reagire, la lotta per conquistarsi un futuro più giusto e libero. E questo grazie soprattutto all'iniziativa di tanti giovani che, proprio nel suo nome, hanno agito e stanno agendo a tutti i livelli per l'affermazione della cultura della legalità e perché la delinquenza mafiosa, possa essere sconfitta definitivamente. Purtroppo l'elenco dei martiri della democrazia e della legalità, soprattutto nel mezzogiorno, è troppo lungo ma il ricordo delle loro vite barbaramente troncate deve animare tutti noi, quotidianamente, a camminare sulla buona strada che è quella della giustizia e della supremazia del diritto sulla violenza e l'oppressione''.
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