
Reggio Calabria - Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini è il nuovo arcivescovo metropolita di Reggio Calabria. Lo ha nominato il Papa dopo la rinuncia di mons. Vittorio Luigi Mondello. L'annuncio della nomina di mons.Morosini è stato dato in contemporanea, oltre che dalla Santa Sede, dall'arcivescovo uscente di Reggio Calabria, mons.Mondello, e dello stesso Morosini a Locri. Mondello lascia Reggio Calabria, dopo 23 anni, per raggiunti limiti di età. Mons.Morosini, di 67 anni, è stato ordinato sacerdote nell'agosto del 1969. Dal 1994 al 2006 è stato, per due mandati, Superiore generale dell'Ordine Francescano dei Minimi. Era vescovo di Locri dal 2008. Durante il suo mandato a Locri Morosini è stato particolarmente attivo nei richiami contro la 'ndrangheta, invitando in più occasioni i mafiosi a pentirsi e la popolazione a ribellarsi al potere delle cosche.
Morosini: Vengo a Reggio con entusiasmo
"Vengo da voi, carissimi, con entusiasmo, anche se umanamente mi costa tantissimo ricominciare a 68 anni. Mi conforta il fatto di trovare una Chiesa ben organizzata e in cammino, alla cui testa dovrò mettermi, ascoltando e condividendo, dialogando e compartecipando in una scuola viva di vita, ove si insegna imparando e si impara insegnando; ove soprattutto viene posta la verità e la comunione alla base di tutto". Così il neo arcivescovo metropolita di reggio Calabria, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, in una lettera inviata ai sacerdoti ed ai fedeli reggini ed all'arcivescovo uscente, mons. Mondello.
"Spero sia questo lo stile - aggiunge - che dovrà contraddistinguere la nostra collaborazione, sia con i presbiteri che con i laici. In particolare ai presbiteri voglio dire che la mia casa è sempre aperta in qualunque ora per incontrarli e ascoltarli. Dinanzi ai problemi vecchi e nuovi della nostra terra, continueremo nella linea tracciata dalla Chiesa in molteplici documenti. Le istituzioni dello Stato dovranno poter contare sul nostro impegno per una lotta senza quartiere contro la criminalità organizzata e i suoi traffici di morte: droga, usura, intimidazioni, tangenti, attentati. La Chiesa diocesana, in forza della sua natura e missione, radicata capillarmente sul territorio, deve essere fedele in questa lotta, convinta che la legalità, che fa leva sui diritti dell'uomo e sul rispetto della persona, fa parte dell'annunzio evangelico. Voglio chiedere, però, sin da adesso a tutte le istituzioni politiche, giuridiche, sociali, investigative e militari, e ai media, che collaborano sul territorio per sconfiggere la piaga della 'ndrangheta, a non voler presumere di dettare alla Chiesa le norme del suo comportamento e della sua azione e a giudicare negativamente la sua azione se non corrisponde agli interventi che essi pensano e desiderano dalla Chiesa. La Chiesa sa come muoversi, fedele alla sua missione. Essa si pone al servizio del territorio, offre la sua collaborazione, accetta di stringere ogni mano, sempre che la fedeltà al Vangelo sia garantita. Altrimenti essa sa accettare di essere minoranza, di essere diversa, di andare controcorrente''.
"Rispettiamo - afferma ancora mons. Morosini - il processo di laicizzazione e di secolarizzazione della società, ma non lo possiamo accettare in toto. In alcuni momenti saremo voce critica, soprattutto per quelle questioni che riguardano il rispetto della vita, la difesa della famiglia e del processo educativo, e che affondano le loro radici sulla ragione e sulla natura dell'uomo, la cui esistenza e difesa sono patrimonio della cultura dell'uomo, ancor prima della nascita del cristianesimo". "Un pensiero affettuoso - è la conclusione del messaggio del nuovo arcivescovo di Reggio Calabria - vada a tutte le vittime della violenza e ai loro familiari, sperando che non sia sparso altro sangue. Ma saluto anche i carcerati, invitandoli a fare quei passi di conversione e di riconciliazione per ottenere i quali la Chiesa sta loro accanto e annuncia loro il sacrificio riconciliatorio di Gesù. Ai giovani, in modo particolare, chiedo il dono della luce dell'oggi, della loro facilità a cogliere i segni dei tempi, perché, coniugati con l'esperienza di noi più anziani, l'azione della Chiesa possa essere profetica nella fedeltà".
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