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Lamezia Terme – Lavori da appaltare, viadotti che non reggono. E la viabilità in Calabria è sempre più precaria. Strade le cui carenze emergono soprattutto nei periodi di maggiore flusso di traffico. E’ in quei momenti, ad esempio, magari incolonnati per l’ennesima volta in questo periodo dell’anno nel tratto di statale 18 eroso dal mare nei pressi di Campora che ci si interroga quanto potrebbe giovare al turismo, all’economia, ai trasporti e, ovviamente, alla sicurezza, un sistema viario che metta davvero in rete la Calabria con se stessa e il resto d’Italia. Anni fa si parlava di una “superstrada del mare” da sostituire all’attuale statale 18, magari facendola passare poco più all’interno ma capace si rendere più agevoli le comunicazioni sulla fascia tirrenica. Nulla. Anas, Provincia e Regione…e fondi statali ed europei: neppure un progetto per un’opera del genere. C’è chi la richiede da molto tempo come sull’alto tirreno cosentino, ma tutto è rimasto lettera morta.

D’altronde non si riesce a dare stabilità alla statale 18 nel tratto di Campora che ad ogni mareggiata invernale porta via un lembo di strada e costringe per mesi gli automobilisti a fermarsi e rimanere lì incolonnati. Un refrain già visto. Ogni anno. Per non parlare del ponte Savuto, i fondi ci sarebbero rassicura l’onorevole Parentela (M5S) (parliamo di quelli Cipe da 6 milioni di euro, ndr) ma dovrebbero essere le due province di Cosenza e Catanzaro a provvedere finalmente con il placet della Regione Calabria. Nel frattempo il ponte continua a non essere oggetto di lavori e rimane lì, riverso sul Savuto impedendo i collegamenti e l’accesso ad una strada alternativa alla statale 18 se questa dovesse, malauguratamente, cedere definitivamente. A tutto questo si aggiunge il crollo del pilone di uno dei viadotti più alti e lunghi d’Europa, il viadotto Italia che è costato la vita ad un operaio.

La procura di Castrovillari ha aperto un’inchiesta e sequestrato tutto, viadotto compreso ovviamente, ed i periti sono al lavoro per capire se l’altra campata sia stabile visto che il pilone crollato si è “appoggiato” sulla carreggiata opposta. Il viadotto sequestrato ha comportato deviazioni al traffico, con i mezzi pesanti che, ad esempio, devono obbligatoriamente deviare per l’impervia Fondo Valle del Noce che collega l’autostrada A3 all’altezza di Lagonegro fino a mare a Maratea e da qui verso la statale 18. Una situazione che la Calabria non potrà continuare a permettersi ancora a lungo considerate le carenze della statale 18 che, già di suo, sopporta un traffico sostenuto nel periodo estivo. E già, perché il viadotto Italia sembra sarà riaperto solo a Settembre e questo comporterà un’estate rovente, se così fosse, per chi dovrà viaggiare sulla statale 18.

Una situazione non semplice neppure dall’altro versante, sullo Jonio, con una statale 106  iper trafficata che non riesce ad essere completata e dove ci sarebbe la necessità di dare un’accelerazione sia agli appalti che ai lavori già in corso da nord a sud. Lavori che dovrebbero essere già avviati anche per quanto riguarda l’A3. Sono ancora da appaltare diversi lotti. In appalto dovrebbe, al momento, andare quello compreso tra Altilia e Rogliano. Ancora da trovare, invece, i fondi per il tratto compreso tra Rogliano e Cosenza sud. C’è da concludere che anche con le infrastrutture cresce l’economia ed il turismo in  una regione come la Calabria. Anche con strade moderne, agevoli e sicure si può sviluppare il senso d’appartenenza e del vivere degnamente nella propria terra.

 

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