
Lamezia Terme - Il sindaco di San Pietro a Maida, Domenico Giampà, interviene alla luce delle dichiarazioni rilasciate a "Il Lametino.it" dal sindaco Mario Murone e da don Giacomo Panizza in riferimento allo smantellamento del campo rom di Scordovillo.
"Leggo da il “Lametino” le dichiarazioni di don Giacomo Panizza e il sindaco di Lamezia Terme Mario Murone. Mi dispiace molto per ciò che riguarda don Giacomo - afferma Giampà- rispetto al quale non mancheranno mai lo spirito di collaborazione e la stima. Per amore della verità però mi preme precisare come la preoccupazione dei sindaci sia proprio fondata su dati reali, in quanto alcuni comuni sono stati raggiunti dalla comunicazione formale da parte di ATERP con cui si indicavano gli alloggi da riservare nel progetto di sgombero del campo rom di Scordovillo.
Quindi, in questo caso, si presume anche una mancanza di comunicazione tra ATERP e i soggetti di terzo settore". "Reputo invece gravissime sotto il profilo istituzionale - aggiunge - le affermazioni del sindaco Mario Murone, il quale allude ad una precisa area politica dei sindaci del lametino, protagonisti della recente protesta. Mi dispiace ma la politica non c’entra nulla, qui si tratta della vita delle persone di un metodo sbagliato e di rappresentanti istituzionali che sono stati completamente ignorati. Ricordo a Murone che è sindaco del comune capofila dell’ambito socio assistenziale e che avrebbe dovuto quantomeno convocare una riunione dei sindaci dell’ambito per informarli del progetto di sgombero che avrebbe interessato i loro comuni. Sarebbe stato più opportuno utilizzare i canali istituzionali, piuttosto che rilasciare dichiarazioni superficiali e approssimative alla stampa. Convochi Murone una conferenza dei sindaci e ci spieghi perché la città di Lamezia Terme non è in grado di ospitare tutte le famiglie sgomberate di Scordovillo. Ci spieghi se ci sono immobili confiscati alla mafia nella disponibilità del comune non ancora assegnati e spieghi anche alla comunità rom, perché debba costringerli a lasciare la città in cui sono nati a cresciuti per trasferirli in altri piccoli comuni vicini. Ribadisco ancora una volta che i sindaci e le popolazioni da loro amministrate meritano rispetto e considerazione".
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