Roma - Il decreto per la depenalizzazione delle violazioni nell'utilizzo terapeutico dei derivati dalla cannabis sarà domani all'esame del consiglio dei ministri. Lo si apprende da fonti parlamentari. Non si tratta, ha già spiegato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, della depenalizzazione del reato per chi coltiva marijuana. "Non si tratta di depenalizzare il reato per chi coltiva l'erba in terrazzo - è la spiegazione - ma di rendere reato amministrativo quello che oggi è reato penale e che riguarda solo chi, avendo ottenuto l'autorizzazione alla coltivazione a scopo terapeutico, viola quella prescrizione".
Una fattispecie che oggi è considerata, appunto, reato penale e prevede, quindi, un processo che si conclude comminando una pena detentiva, commutabile poi in sanzione pecuniaria. Intervenendo sul codice per portare il reato in questione - ovvero la violazione della prescrizione per chi ottiene l'autorizzazione alla coltivazione a scopo terapeutico - a semplice illecito amministrativo, si sgravano i tribunali di un carico di lavoro importante mantenendo però la stessa sanzione pecuniaria. Per ora, quindi, fuori da questo quadro, coltivare cannabis in grandi quantità resterà reato.
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