
Lamezia Terme - In rapporto alle criticità del settore pediatrico e neonatologico, non solo a Lamezia ma in tutta la Calabria, si è tenuta oggi nell’aula Ferrante dell’ospedale Giovanni Paolo II una riunione del coordinamento dei primari di Pediatria, Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale della regione Calabria, presieduta dal dott. Domenico Minasi, primario di Pediatria a Polistena, componente del direttivo nazionale del CO. N.A.P.O. (Coordinamento Nazionale Associazione Pediatri Ospedalieri) e presidente dell’Associazione Pediatri Ospedalieri Calabria (A.P.O.CAL).
“Il problema della Pediatria di Lamezia non è isolato – ha affermato Minasi – ma è specchietto al tornasole della situazione che viviamo in tutta la Calabria, una situazione di cui sono stati informati i nostri amministratori regionali dai quali finora non abbiamo ricevuto alcun riscontro effettivo”. Alcuni mesi fa è infatti stato presentato alla regione dal coordinamento un foglio di “Linee di indirizzo per il miglioramento dell’appropriatezza clinica ed organizzativa dell’assistenza Pediatrica Ospedaliera nella Regione Calabria” che non ha ricevuto finora alcuna risposta. La riunione ha portata alla stesura di un documento e di una lettera che sarà inviata direttamente al ministro della Sanità Lorenzin, entrambi nati all’unanimità, per cercare di sensibilizzare la classe politica rispetto ad un problema gravissimo che mette a repentaglio la salute dei bambini sia a causa delle carenze di personale nei reparti che di altre problematiche.
“Il numero dei posti letto di terapia intensiva neonatale funzionanti sul territorio – si legge nel documento – è assolutamente insufficiente al fabbisogno regionale. Infatti dei 31 posti necessari secondo gli standard di riferimento solo 16 sono attualmente attivi (8 a Cosenza, 4 a Catanzaro, 4 a Reggio Calabria)”. E ancora: “Molti reparti presentano dotazioni organiche di medici ed infermieri assolutamente inadeguate per garantire la continuità delle cure e la gestione dell’emergenza-urgenza pediatrica”. Il coordinamento chiede quindi la ristrutturazione dell’intera rete pediatrica neonatologica regionale, l’adeguamento delle dotazioni di organico, l’attivazione del Trasporto Neonatale (che attualmente avviene da un ospedale all’altro a mezzo 118) e un confronto urgente col Dipartimento della Salute e l’Ufficio Commissariale. Qualora queste richieste non dovessero essere tenute in considerazione, come recita il documento, “il coordinamento si riserva di attuare ogni possibile iniziativa a difesa della salute dei bambini calabresi ed a tutela del lavoro e dell’integrità psicofisica degli operatori sanitari”. “Chi non pensa ai bambini non pensa al proprio futuro” conclude Domenico Minasi.
Giulia De Sensi
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