
Lamezia Terme – “I dipendenti giudiziari di ruolo, ancora una volta, assistono in questi giorni ad una scandalosa operazione finalizzata a colmare i vuoti nell’organico degli uffici giudiziari, che non tiene conto assolutamente delle competenze specifiche che si richiedono agli ausiliari della magistratura. Il 1° settembre negli uffici giudiziari sono transitate con mobilità obbligatoria 359 unità provenienti da enti in esubero come le province e la Croce Rossa Italiana: si tratta, nello specifico, di personale già inquadrato nella Croce Rossa Italiana con mansioni di autista/ barelliere (impiegato pertanto in interventi di pronto soccorso e trasporto infermi) per la maggior parte in possesso del titolo di studio di licenza media e inspiegabilmente inquadrato nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria che prevedono collaborazione qualificata al magistrato, ruoli che vanno dall’assistente giudiziario, al cancelliere, al funzionario giudiziario”. Ad affermarlo è il Comitato Lavoratori Giustizia che lamenta la mancata riqualificazione dei dipendenti dei Tribunali e l’assunzione di personale non qualificato, subentrato ed equiparato a quello esistente, assunto con concorso.
“Evidenziamo – aggiungono - che da parte dell’Amministrazione non vi è stata alcuna trasparenza: non è chiaro chi e con quali criteri abbia operato l’inquadramento degli ex barellieri nel profilo professionale del cancelliere. E’ inaccettabile che le organizzazioni sindacali preposte alla tutela dei lavoratori non abbiano vigilato affinché non venisse posta in essere l’ennesima disparità: ci chiediamo com’è possibile che non siano intervenute per prevenire il conflitto che, come tante volte da noi annunciato, era prevedibile sarebbe esploso negli uffici com’è accaduto in questi giorni. Come dipendenti di ruolo che per accedere al delicato compito di integrare la funzione giurisdizionale hanno superato un regolare concorso pubblico per titoli ed esami, di fronte a questa manovra, disposta con l’accordo della Funzione Pubblica, siamo assolutamente indignati”.
“Il ruolo di ausiliari della magistratura – specificano - non è frutto di improvvisazione ma richiede approfondita conoscenza dei meccanismi processuali ed esperienza: in tutti questi anni abbiamo tenuto il passo alle innovazioni come alle modifiche normativo-procedurali, aggiornandoci in piena autonomia per cercare di fornire costantemente ai magistrati e all’utenza (qualificata e non) una collaborazione specializzata, nonostante l’assenza di formazione come di riqualificazione. Adesso ci vediamo letteralmente scavalcare da personale completamente sprovvisto delle competenze che negli anni abbiamo acquisito pur senza alcun riconoscimento di carriera; personale che conserva ingiustificate posizioni economiche di gran lunga superiori (a parità di posizione giuridica), nel silenzio dei vertici ministeriali come dei rappresentanti sindacali, in molti casi non lontano dall’età pensionabile, in possesso di titolo di studio inferiore a quello richiesto per accedere dall’esterno ai profili del cancelliere e del funzionario”.
“Si tratta dell’ennesima discriminazione: - proseguono - ricordiamo che tutto il personale di ruolo in servizio nel Dipartimento Organizzazione Giudiziaria (circa 35.000 unità) attende da oltre 20 anni la cd. “riqualificazione” a differenza di tutti gli altri settori pubblici, dai quali provengono le unità in mobilità, che già hanno beneficiato di procedure di riqualificazione e pertanto arrivano nei nostri uffici con profili e ruoli apicali benché sprovvisti di titoli richiesti per l’accesso dall’esterno e competenze specifiche. Evidenziamo, poi, oltre al rammarico per lo svilimento della nostra figura professionale, oltre alla frustrazione per la negazione delle prospettive di carriera, che l’intero servizio Giustizia, lungi dal beneficiare di questi fallimentari innesti subirà, a seguito dell’inserimento di personale non competente, ulteriori rallentamenti e disfunzioni dei quali, stando così le cose, non vogliamo essere ritenuti responsabili”.
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