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Lamezia Terme - Il Comitato riapriamo il carcere a Lamezia chiede all’onorevole Lo Moro un intervento urgente contro la chiusura del carcere. “La possibile apertura del carcere lametino, misteriosamente chiuso da oltre un anno, entra nella sua fase decisiva dopo le recenti riuscite manifestazioni a difesa della struttura. Dopo un consiglio comunale aperto dove è stato deliberato all’unanimità la riapertura della Casa Circondariale lametina, dopo aver presentata una mozione dal Consigliere regionale Bova (PD), una delibera regionale, l’intervento del presidente del Consiglio regionale Tonino Scalzo (PD), dopo che una delegazione di dipendenti ha avuto un incontro con il segretario particolare del Ministro rassicurando e garantendo la riapertura della struttura,  ancora i lametini disconoscono il destino della Casa Circondariale di Lamezia Terme, ne la riapertura del carcere, ne la trasformazione e trasferimento degli Ufficio Regionali del Provveditorato, dove questo Governo continua a pagare una cifra esorbitante che si aggira a 200 mila euro  di fitto all’anno. Ricordiamo che la scelta di chiudere la struttura, con l’obbiettivo di ridurre le spese, si è già tradotta in un moltiplicarsi di costi, disagi e tempo, a spese dei cittadini e della locale Procura, così facendo l’auspicato risparmio economico al quale debbono adeguarsi tutte le Amministrazione dello Stato non solo non è stato raggiunto ma, anzi, ha subito un enorme aggravio!  Basta considerare il notevole flusso di arresti in un territorio come il nostro dove gravitano attività di cosche mafiose, si vedono costretti magistrati, personale della cancelleria, automezzi, con relativi autisti a fare la spola tra Lamezia Terme e Catanzaro, anche per una semplice notifica o convalida ad un detenuto appena arrestato.

Non ha senso mantenere 10 unita di personale che a turno vigilano le strumentazioni, attrezzature informatiche ed apparati presenti all’interno della struttura o i muri, non è umano mantenere una dipendente “non vedente” in una struttura fredda, deserta, e priva di servizi igienici, cosi come il personale che presta servizio, quando invece, potrebbero dare manforte all’Istituto di Catanzaro, praticamente o si riapre o si trasforma o si chiude. Ancora l’Amministrazione sperpera denaro pubblico, il contentino che il Provveditore ha dato al personale di Lamezia Terme, pur di aprire il nuovo padiglione a Catanzaro, quello del pagamento della missione oraria da e per Catanzaro, straordinari, uso dei mezzi dell’Amministrazione per raggiungere la struttura di Catanzaro, tre turni tre volte al giorno e dove le Amministrazioni preposte al controllo della gestione dei fondi pubblici continua a far finta di niente.

E’ innegabile che una “fetta” della buona riuscita della vicenda è strettamente legata all’interesse della classe politica lametina, che in parte ha dimostrato con concretezza la volontà di non “cancellare” una struttura simbolo dello Stato e utile strumento economico per il quartiere di Nicastro. E’ chiaro che il destino della Casa Circondariale di Lamezia, recentemente è stato investito del denaro per la struttura, dipende da un partito, che è maggioranza da Lamezia a Roma. Quindi, direttamente ci rivolgiamo all’Onorevole Doris Lo Moro in quanto ex sindaco, lametina, unico politico a creare opportunità e anche autorevole esponente del PD, per chiedere un suo intervento in sede istituzionale e non solo a difesa del carcere di Lamezia.

Siamo certi che l’On. Lo Moro non tradirà le aspettative dei lametini, che hanno dimostrato chiaro attaccamento alla vicenda anche perché in caso di esito negativo si complica non poco l’operato delle forze dell’ordine, quotidianamente impegnate nella lotta contro la criminalità ma anche la fiducia concessa. Abbiamo deciso di rivolgerci all’On. Lo Moro, anche per la sensibilità mostrata a difesa della legalità e restiamo in attesa, con fiducia, di un riscontro positivo”.          

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