
Lamezia Terme – Pubblichiamo la nota del presidente del Comitato Sambiase, Francesco Gaspare La Scala, in merito al trasferimento dei seggi delle zone montane di Lamezia Terme. “I diritti costituzionali sono inalienabili. La loro semplice limitazione, il frapponimento di ostacoli o la loro pretestuosa sospensione costituisce un fatto grave! Quando uno qualsiasi di tali diritti viene reso non fruibile, in particolare per anziani e disabili, ci troviamo di fronte ad una fattispecie di inaudita gravità. Trattandosi di diritto al voto di persone, residenti in zone montane disagiate, fisicamente non in grado di spostarsi per chilometri (anche con pulmino) per esercitare il proprio diritto, non esistono più aggettivi per qualificare la prevaricazione e scuse valide da opporre a giustificazione!”. “Che la passata amministrazione abbia lasciato dopo di sé il disastro finanziario (abitudine diffusa in tutti i comuni calabresi dove pare sembri doveroso lasciare terra sempre più bruciata ai successori), e che occorra tirare la cinghia, non è una scusa plausibile! – scrive - Non lo è soprattutto perché, la nuova amministrazione, in difficoltà per la situazione ereditata, trova comunque i mezzi per finanziare diritti assolutamente di terz'ordine rispetto a quelli costituzionalmente garantiti! Andando al nocciolo, ci sono i soldi per qualsivoglia crapula da organizzarsi in C.so Numistrano, danze e bagordi a P.za S. Domenico e, perfino, ci sono fondi per festeggiare il nulla proprio là dove , per mancanza di mezzi finanziari, è stato gravemente limitato ed interdetto un diritto costituzionale! Tutto ha il sapore di una colossale burla!”.
“Che cosa si spera? – aggiungono - Che le persone malamente defraudate dei loro diritti più sacrosanti si possano acquietare con l'euforia del baccanale? Se si pone mente, poi, che con un pizzico di buona volontà volta a recuperare il consenso ed il sostegno della società civile (che in tutta la Calabria è stata brutalmente cancellata) ci sarebbero stati mille modi praticabili per non sopprimere quei seggi preziosi e quei diritti collegati (un nostro valido emigrato ha saggiamente suggerito addirittura l'allestimento di una tenda), non si sa più a che cosa pensare....è umanamente arduo!”. “Il ripristino dei diritti negati, - continua - alla luce evidente di fatti platealmente contrastanti, non può essere più dissimulato con promesse, tempi vaghi, pratiche dilatorie, sopralluoghi tecnici ed altre formule amene mutuate dal più sfuggente burocratese! L'ora del chiarimento non può essere più rimandata!”.
“E' il momento, per questa giunta, - prosegue - di dimostrare nei fatti quanto proclamato in campagna elettorale e che non intervenendo tempestivamente non farebbe che dare ragione a chi la accusa di inettitudine e di incapacità gestionale e politica. Pur essendo sicuri – conclude - che non è il caso di questa amministrazione, ci aspettiamo una prova delle sua capacità di risoluzione dei problemi reali in tempi brevi e nei fatti. Nessun proclama o giustificazione ma solo azioni concrete”.
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