Villa San Giovanni - Ricorre oggi, 9 agosto, il 25esimo anniversario dell’uccisione del giudice, magistrato, Antonino Scopelliti, colpito mortalmente in un agguato mentre era in vacanza in Calabria. Presso la stele a lui dedicata in località Piale a Villa San Giovanni, alle 12, si terrà una cerimonia di commemorazione del magistrato della Corte di cassazione. Annunciata la presenza, tra gli altri, del ministro degli Affari regionali Costa, del sottosegretario all'istruzione Faraone e del comandante generale dei carabinieri Del Sette.
"25 anni fa l'uccisione di Antonino Scopelliti. La #Calabria che riparte ha come faro guida questo straordinario testimone della #legalità". Così su Twitter il deputato Pd Ernesto Magorno, componente della Commissione parlamentare antimafia, ricorda il giudice Antonino Scopelliti ucciso dalla mafia a Piale il 9 agosto 1991.
Grasso ricorda giudice: fu omicidio preventivo
"Un altro omicidio di mafia purtroppo ancora irrisolto. Antonino Scopelliti avrebbe dovuto rappresentare l'accusa nel maxiprocesso, ormai giunto in Cassazione. Lo uccisero il 9 agosto di 25 anni fa: pensavano di poter così impedire alla giustizia di fare il suo corso. Non ci riuscirono. Finalmente il 30 gennaio 1992 la Corte emise la sentenza definitiva confermando l'impianto accusatorio del pool antimafia e le condanne ai boss inflitte in primo grado". Così in un post su Fb il Presidente del Senato Grasso ricorda la figura del giudice a 25 anni dalla uccisione. "Nella sua Calabria, l'esempio del giudice Scopelliti non è svanito: sono infatti moltissime le persone che ogni giorno si impegnano nel ricordo di un uomo che ha onorato fino in fondo la sua professione e la sua lealtà allo Stato".
Boldrini: "Continuare a combattere per la verità"
"Oggi, il nostro esercizio di memoria deve servire a non far mai calare il silenzio o l'indifferenza sulle vicende di quella dolorosa stagione storica. Ciò vuol dire, concretamente, continuare a combattere per avere verità e giustizia". Lo dice la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, in un messaggio inviato a Rosanna Scopelliti, Presidente della Fondazione Antonino Scopelliti in occasione della commemorazione del venticinquesimo anniversario dell'assassinio del giudice. "E' dalla verità che si deve sempre ripartire - prosegue Boldrini - non soltanto per dare un senso al sacrificio delle tante vittime della criminalità organizzata, ma anche per abbattere le distanze e il senso di estraneità tra cittadini e Stato. Il Parlamento, nella legislatura in corso, si è mosso in questa direzione, rafforzando il quadro legislativo in tema di lotta alla criminalità organizzata mediante significativi provvedimenti, il più recente dei quali ha introdotto il reato di depistaggio, un importante strumento che potrebbe contribuire a chiarire aspetti tuttora oscuri di molte dolorose vicende sulle quali lo Stato ha il dovere di continuare a ricercare la verità". Per la presidente della Camera "la lotta senza compromessi contro la criminalità organizzata non rappresenta soltanto un dovere morale, ma continua ancora oggi ad essere una delle condizioni necessarie per creare, in particolare nel Meridione, un più avanzato modello di sviluppo civile ed economico. Desidero dunque esprimere - conclude Boldrini - il mio apprezzamento per la vostra iniziativa, nella convinzione che il ricordo di questo speciale uomo delle istituzioni, che pagò con la vita la scelta di interpretare il ruolo di magistrato al servizio della legalità e del riscatto civile della sua terra, possa incoraggiare tutti i cittadini onesti a dare un contributo di impegno e di passione ad un effettivo percorso di rinascita del Sud e, dunque, di tutto il Paese".
Rosanna Scopelliti: "La lotta contro le mafie si vince insieme. Spero nella verità"
"Commemorare è importante, ma non basta più: per onorare la memoria delle vittime di mafia in Calabria e non solo è necessario l'impegno di tutti noi, cittadini e istituzioni in sinergia. Oggi è più che mai importante educare i più giovani, ma soprattutto gli adulti al bene e alla bellezza. Partecipare con gli esempi e la legalità è il modo migliore per formare generazioni di cittadini coscienti e in grado di dire 'no' al compromesso mafioso". Lo dichiara la deputata di Area popolare Rosanna Scopelliti, componente della Commissione Antimafia, in occasione della commemorazione del padre, il magistrato Antonino Scopelliti. "Bisogna investire sulle bellezze di questa terra, valorizzarle, renderle fruibili e sottrarre in questo modo potere alla 'ndrangheta, che vive e si alimenta di deficit culturale e di arretratezza" continua Scopelliti. "Basta ricordare questa regione solo per le sue vittime, vorrei invece che risaltasse la capacità dei calabresi di reagire con orgoglio e operosità alla violenza della 'ndrangheta. Il Governo sta facendo la sua parte, ora sta agli amministratori continuare a lavorare nei territori: la lotta conto le mafie si vince insieme. Sul caso Scopelliti - conclude la figlia - ultimamente la speranza che si possa avere verità e giustizia è più forte, grazie al rinnovato e meritoriamente silenzioso impegno dei magistrati della Procura di Reggio Calabria".
Pecora (Ammazzateci tutti): "Finalmente patrimonio di tutti"
"Quando 10 anni fa, per la prima volta, ci eravamo messi in testa di ridare voce al tuo sangue, praticamente nessuno in Italia sapeva del tuo sacrificio. Non avevi neanche una voce su Wikipedia. Ti avevano rimosso dalla memoria, negando proprio a te quella Giustizia che, da magistrato, avevi servito per tutta la vita". É quanto scrive il fondatore di "Ammazzateci tutti", Aldo Pecora, sulla pagina Facebook ufficiale del movimento antimafia, rivolgendosi al magistrato della Procura generale della Corte di cassazione. nel 25/mo anniversario dell'omicidio. Sulla foto del magistrato ucciso pubblicata nella stessa pagina un hashtag: #ionondimentico. "Abbiamo lottato, da soli e a mani nude - continua Aldo Pecora - per ridare un senso al tuo sacrificio e per 'ricordare' alla Calabria e al Paese chi eri stato. E siccome la tua morte sembrava interessare davvero pochi, purtroppo anche nelle Istituzioni, ci siamo addirittura scoperti investigatori e, poco più che ragazzini, abbiamo fatto noi quello che il nostro Stato, per vent'anni, non era riuscito a fare. Non abbiamo avuto paura. Abbiamo ricercato e messo insieme indizi, indicato nomi e cognomi, anche in piazza. E non abbiamo arretrato di un solo millimetro quando qualcuno ci faceva ritrovare sotto casa qualche proiettile e qualcun altro ci portava pretestuosamente in tribunale". "Nella nostra solitudine, che resta anche un po' per scelta nostra - conclude Pecora - tu oggi sei finalmente patrimonio di tutti, caro Nino Scopelliti. La speranza è che, oltre alle parole e alle strette di mano, non passino altri 25 anni per dare un senso al tuo sangue, il primo di una terribile stagione, quella delle stragi di mafia. Tra i pochi, purtroppo, ad attendere ancora Giustizia".
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