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Curinga - Illustrati i risultati delle analisi delle acque lungo il litorale ‘dune dell’Angitola’, durante la conferenza stampa “Vogliamo vederci chiaro anche sott’acqua” inserita nel fitto programma della sesta edizione della “Festa della Cultura e dell’Ambiente” promossa da Costa Nostra a Marina di Curinga e che non è altro che il risultato dell’azione ideata dal gruppo, impegnato a 360° durante l’anno alla pulizia spiaggia volontaria e alla tutela e salvaguardia dell’ambiente marino e del territorio.

Le analisi delle acque sono state rese possibili grazie ad un salvadanaio predisposto in tutto il paese: un chiaro segno di responsabilizzazione, dunque, dell’intera comunità, che ha partecipato con le proprie associazioni, attività commerciali o anche singolarmente. Al tavolo, a fornire i risultati, sono stati Maria Elena Cefalì – biologa marina che ha partecipato alle analisi delle acque e all’intero procedimento, il dottor Ferdinando Laghi – direttore UOC di Medicina Interna P.O di Castrovillari e Vicepresidente Nazionale Ass. Medici per l’Ambiente ISDE – ITALIA, oltre che a Giuseppe Iemme – di Costa Nostra. Presente all’incontro anche il sindaco di Curinga Domenico Pallaria. Una campagna di campionamento iniziata già nel 2013 lungo il litorale, che ha portato nei mesi scorsi al prelevamento di tre bottiglie d’acqua, in tre specifici punti: una vicino il depuratore, una in prossimità del torrente Turrina, ed una ancora più vicina laddove sfocia il torrente Randaci.

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“Dai nostri risultati l’acqua è balneabile – spiega la biologa marina Maria Elena Cefalì – non c’è nessun rischio sanitario nel fare il bagno ma noi volevamo vederci chiaro quindi, messa da parte la balneabilità, abbiamo visto quei parametri che definiscono un ecosistema sano: grassi, oli vegetali, pesticidi, animali. Nessuno di questi elementi è presente in acqua”. Secondo la biologa, infatti, bisogna fare una grande distinzione, e in questo la disinformazione è allarmante, tra la balneabilità dell’acqua – d.lgs 116/2008, dir.europea 2006 – e ambiente marino. Secondo la normativa europea, infatti, regioni e stati hanno l’obbligo di dichiarare lo ‘stato di eutrofizzazione’. “Il nostro mare è altamente oligotrofico – continua la biologa Cefalì – c’è una concentrazione di nitrati elevatissima, se ne contano 65 nel punto più accessibile con un minimo di 55, in tre anni sono quindi aumentati”. Altro parametro, rilevante ai fini delle analisi, è quello dei metalli pesanti: l’arsenico, il mercurio, il piombo. “Il problema della balneazione non deriva dai metalli pesanti ma da inquinamenti ambientali – spiega il dottor Laghi – noi stiamo valutando un numero preso in un certo momento e in un certo punto, non abbiamo risposte esaustive. Le istituzioni hanno il compito maggiore di tutelare il mare e l’ambiente ma ognuno di noi è responsabile della propria e altrui salute. In Calabria il controllo sociale è un forte segnale di democrazia ma molto assente, lodevole l’azione portata avanti dai ragazzi di Costa Nostra”.

Giuseppe Iemme, infine, rivela l’ammontare della raccolta fondi “L’esito registrato è pari a 1.017, 03 euro laddove il costo era di 990 euro. Non ci fermeremo e continueremo a fare pressione per avere sempre più certezza, per investire su questo territorio che non ha niente in meno agli altri, e per valorizzare questo luogo con tutte le sue pericolosità”. L’ultima parola spetta alla biologa Maria Elena Cefalì che incalza sul rischio ambientale “Non ci si può svegliare a Maggio a fare analisi, bisogna lavorare tutto l’anno, il mare non porta infezioni ma è seriamente malato e nessuno può prevedere cosa comporterà il rischio ambientale nel tempo”.

Valeria D'Agostino

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