
Lamezia Terme - Pubblichiamo le precisazioni del presidente della Lamezia Multiservizi, Giuseppe Costanzo, in risposta all'Associazione Acu, sulla sentenza legata alla riscossione del canone dell'acqua potabile da Equitalia. "Ritengo che sia indispensabile chiarire alcuni aspetti della vicenda - precisa Costanzo - al fine di non ingenerare confusioni sull'argomento e soprattutto false ed illusorie aspettative da parte degli utenti del servizio idrico. Come noto la Lamezia Multiservizi S.p.A. provvede a erogare il servizio idrico a chi ne fa richiesta per i vari usi consentiti: abitativi, commerciali ed industriali. Per far ciò la Multiservizi cura la manutenzione della rete idrica e gli allacci alla rete da parte dei privati. Acquista l'acqua dalla Sorical (fornitrice di acqua per tutta la Regione) e la "rivende" agli utenti. Il termine "rivende" è tra virgolette perché in effetti non si è in un mercato propriamente detto ma il "prezzo" dell'acqua è stabilito dal Comune sulla base di direttive regionali e la relativa "tariffa" comprende una serie di componenti che vanno dal costo dell'acqua a quello della gestione della rete idrica e fognaria per finire al costo della depurazione.
È quindi evidente a tutti che, per quanto l'acqua sia un bene comune non assoggettabile a meccanismi di mercato, è necessario sostenere un costo affinché sia "recapitata" fino al rubinetto di casa e poi, una volta utilizzata, raccolta nelle condotte fognarie e, quindi, depurata. Ci sono infatti diverse fontane pubbliche dalle quali è possibile attingere acqua gratuitamente e chiunque è libero di farlo. La nostra terra, ed in particolare la nostra regione, grazie a Dio, ha tante sorgenti dalle quali sgorga un acqua meravigliosa.
Appare, quindi, molto strano che chi, liberamente, decide di sottoscrivere un contratto per la fornitura dell'acqua fino al proprio domicilio poi non voglia pagare la relativa bolletta. L'affidamento ad Equitalia della riscossione delle morosità è sembrata al management che ci ha preceduto una scelta opportuna per velocizzare il recupero del credito, evitando maggiori spese all'utente moroso. Infatti, ben poca cosa sono gli aggi esattoriali rispetto alle spese legali necessarie per ottenere prima un decreto ingiuntivo e poi per la conseguente azione esecutiva. Peraltro, Equitalia ha anche la possibilità di accordare la rateizzazione dell'importo dovuto secondo le condizioni che la stessa concede.
Non entro nel merito della decisione adottata da chi ci ha preceduto alla guida della Multiservizi ma ritengo che se può essere contestata la procedura intrapresa per la riscossione delle morosità non può essere certamente contestata l'esistenza del credito per la fornitura dell'acqua. Se la sentenza, peraltro ancora appellabile, abbia al momento statuito l'illegittimità della procedura adottata, non ha però disconosciuto l'esistenza del credito. Tant'è che la motivazione è fondata esclusivamente sulla mancanza di un valido titolo esecutivo.
Rimane il fatto oggettivo e non contestabile (così come non è stato eccepito) che, nei confronti della ricorrente - prosegue la nota - esiste un credito per la fornitura dell'acqua e la Lamezia Multiservizi S.p.A ha il diritto, ma soprattutto il dovere, di intraprendere ogni azioni a tutela del proprio credito, compresa la stessa sospensione della fornitura. D'altra parte, andando alla sostanza della questione, è molto meno oneroso per l'utenza regolarizzare la propria posizione dopo aver subito un distacco piuttosto che sotto l'esecuzione di un decreto ingiuntivo, che causerebbe l'aggiunta di spese legali di non poco conto, per come si diceva. La posizione ed il clamore provocato dalla sentenza ottenuta dalla Acu sono pertanto illusori sotto il profilo della tenutezza al pagamento da parte degli utenti ed ingenerano false aspettative in chi, pensando di aver vinto un ricorso contro la cartella, ritenga di non essere poi tenuto al pagamento di quanto dovuto per aver consumato acqua. E d'altra parte è in ognuno di noi il senso di equità e di giustizia che impone il recupero del corrispettivo di quanto consumato. Ma vi è anche un motivo più semplicemente economico: il servizio idrico, proprio perché di particolare natura e non soggetto alle regole proprie di un mercato fondato sul profitto, tende al pareggio e il mancato pagamento della bolletta da parte di chicchessia produce una perdita che si ribalta sull'intera collettività. Negli ultimi mesi - conclude il presidente Costanzo - la Lamezia Multiservizi S.p.A ha messo a regime un azione di sospensione o riduzione delle utenze idriche morose, per cui nessuna sorpresa che la ricorrente, benché vittoriosa davanti al Giudice di Pace sulla cartella, sia stata poi oggetto di distacco dalla rete fino alla regolarizzazione della sua posizione".
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