
Nocera Terinese - E’ stato indetto con l’intento di creare un coordinamento permanente fra sindaci, cittadini, operatori della balneazione, l’incontro organizzato stamattina a Nocera Terinese dal neo sindaco della città costiera, Fernanda Gigliotti, che ha voluto trattare, con tutti coloro che spontaneamente hanno aderito al suo invito, i temi caldi della depurazione delle acque, dei reflui fognari, dell’erosione costiera. Fra i politici intervenuti il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, quello di Falerna, Giovanni Costanzo, l’onorevole Barbanti. Al tavolo dei lavori anche il responsabile regionale della Protezione Civile, Carlo Tansi, la presidente dell’associazione “Caduceo” Anna Mancini, il presidente del CNA Balneatori, Antonio Nirello, l’operatore, Roberto Penastrì. Numerosissime le associazioni aderenti al coordinamento fra cui: Associazione Costa Nostra, Slow Food, Associazione Ara, Mare Pulito, Lamezia Rifiuti Zero – e altrettanto numerosi gli esercizi e operatori della balneazione direttamente coinvolti.

“Nessuno deve più sentirsi solo in questa battaglia comune da condurre 365 giorni l’anno” - ha dichiarato la Gigliotti. L’obiettivo del coordinamento sarà quello di individuare concretamente le criticità raccolte sul territorio per interloquire direttamente con la Regione in un incontro già fissato per il 14 settembre, in modo da portare piani e programmi di sviluppo per potenziare il nostro sistema collettore e quello della depurazione. Ci si propone inoltre, data l’insufficienza delle risorse umane a disposizione dei Comuni, di affidare a cittadini volontari e associazioni il compito di coordinare la sorveglianza del territorio dal punto di vista ambientale e di affidare ad un’unica persona il compito di dare voce alle svariate denunce per reati ambientali che rischiano altrimenti di cadere nel vuoto.

Un capitolo a parte è quello relativo all’erosione costiera: “Chiediamo come Comune di Nocera – dice ancora il sindaco Gigliotti riferendosi alla vicenda del lungomare sommerso - di intervenire prima che l’inverno lo impedisca rimuovendo dal fondale gli scheletri che sono il segno di un’attività urbanistica e di scelte politiche sbagliate, segnando finalmente un’inversione di tendenza”. Interessante dal punto di vista scientifico l’intervento di Tansi, che dopo un excursus sulle cause dell’erosione, ricorda che “con la nuova legge sui reati ambientali, fortemente voluta da Don Luigi Ciotti, si rischiano fino a 15 anni di reclusione”. Si concentra sul corretto smaltimento dei fanghi del depuratore e sull’importanza di non costruire sul demanio il sindaco di Falerna, mentre Mascaro sottolinea la differenza fra “mare inquinato” e “mare sporco”: secondo l’Arpacal e il Ministero della Salute, “il nostro mare non sarebbe infatti interessato da inquinamento proveniente da attività produttive”. Evidenti sarebbero invece i reflui fognari, che danneggiano comunque fortemente il turismo e che vanno denunciati. “Senza l’intervento della Procura – conclude il sindaco – non possiamo farcela”.
Giulia De Sensi
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