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Lamezia Terme – Di seguito la lettera congiunta a firma del segretario Cisl Slp regionale Enzo Cufari, presentata all’amministatore delegato di Poste Italiane, ingegnere Caio, e quella al responsabile nazionale del Recapito, Dott. Giacchi, entrambi presenti domani sul territorio calabrese, circa i problemi inerenti la situazione postale in Calabria.

“Caro Amministratore Delegato,
oggi Lei è qui in Calabria assieme al Suo quadro dirigente per celebrare un momento di apologia aziendale che nell’immaginario del lavoratore non esiste, così come non esiste la percezione da parte dei cittadini calabresi di un’Azienda efficiente. Mentre chiudete gli Uffici fate promesse che troppe volte abbiamo sentito. Ingegnere, oltre al Suo piano che prevede digitalizzazione, recupero mercato pacchi, tre miliardi di investimenti e 8000 assunzioni, vuole guardare dentro la scatola postale cosa c’è? O preferisce arroccarsi su scelte precostituite che mirano solo a privatizzare attraverso un’operazione fatta non nell’interesse dell’Azienda ma solo per tappare buchi e debiti dello Stato? Operazione che, tra l’altro, non avrà alcuna incidenza economica vista la voragine del nostro debito pubblico. Guardi e troverà cose incomprensibili in questa terra SUD dell’Italia e dell’Europa non certo per colpa dei calabresi o dei lavoratori dell’Azienda:

- chiusure di Uffici (inspiegabili quelle di Cosenza 3, Cosenza 5, Pietrapaola Stazione, ecc. ecc. ...);

- carenza di personale diffusa che non permette di poter produrre risultati né di soddisfare la clientela, ma che consente solo di raggiungere il minimo garantito in funzione pro domo sua dei rampanti dirigenti “in cerca di fortuna individuale”, da spendere in un’Azienda che langue in questa terra tra 
disattenzione e ignavia;

- Uffici fatiscenti;

- cluster degli stessi nella quasi totalità non rispettati;

- ferie gestite non in funzione delle necessità individuali o dell’Ufficio, ma solo per raggiungere gli 
obiettivi aziendali di costo;

- sanzioni disciplinari somministrate a pioggia con funzione “educativa”;

- pressioni commerciali che estenuano i direttori degli Uffici e gli operatori commerciali , divenuti 
oramai soggetti da spremere, buttare e punire alla prima defiance;

- trasformazioni di part-time in full-time che non vengono effettuate;

- mancato rispetto degli accordi sottoscritti e firmati;

- situazione recapito allo sfacelo. 
Caro Ingegnere Caio, questa terra è malmessa e non bastano promesse e cavalli di ritorno venuti con la presunzione di poter spremere la gente celandosi dietro una demagogica presentazione infarcita di retorica, apportando qualche aggiustamento per far apparire un ”movimentismo” che non trova giustificazione alcuna nella maggioranza dei casi, se non quella di autoreferenziarsi linee di condotta innovativa, quando innovativi non si è. 
Noi della CISL in questi anni ci siamo battuti per costruire un’Azienda migliore insieme a chi rappresentavamo e rappresentiamo, cioè la maggioranza dei lavoratori di Poste. In questi anni abbiamo fatto sacrifici per consentire a chi ci dirige di raggiungere risultati che non sono solo frutto di “scienza aziendale” ma di rinunce, sacrifici, impegno di chi in questo percorso, in quest’Azienda ci ha lavorato e creduto ponendo le basi e guardando al futuro con speranza e non con la preoccupazione che noi oggi leggiamo negli occhi dei tanti postali calabresi. 
Si impegni a dare risposte a questa terra facendo in modo che si rispettino diritti e accordi sottoscritti e non onorati, e si forniscano uomini e strumenti necessari per svolgere il nostro lavoro, altrimenti la sua venuta sarà vana perché la gente di Calabria rigetterà questa giornata e alzerà forte il suo grido di dolore. 
Con stima Le auguro ogni bene e fortuna, perché in fondo, anche noi calabresi di quella abbiamo bisogno”.

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