
Lamezia Terme - “Prevenire le dipendenze significa promuovere la libertà”, con queste parole don Giacomo Panizza riassume il senso del progetto educativo che ha visto entrare in sinergia la Comunità Fandango e l’Istituto De Fazio, facendo interagire i giovani della comunità con gli studenti in un percorso progressivo, terapeutico e informativo ma soprattutto educativo.
“Il connubio con la Fandango - spiega il dirigente dell’Istituto Francesco Scopetta - dura ormai da 13 anni, e ha visto coinvolti più di 4000 studenti di varie classi, scelte in maniera mirata”. Vincenzo Regio, responsabile del progetto ed educatore della Fandango, ha sottolineato il coraggio dimostrato da Scoppetta e dai referenti dell’Istituto nel portarlo avanti, essendo stata tale esperienza più volte respinta da altri Istituti, per “evitare problemi” o semplicemente negando l’esistenza del problema. Il tutto secondo una concezione di scuola completamente staccata e avulsa dalla realtà esterna.
“Ma essere giovani – dice don Panizza – non significa essere imbecilli. I ragazzi vedono se ciò che stai insegnando lo vivi, e non si può trasmettere che i contenuti sono una cosa, la vita un’altra.” Poi alcune considerazioni squisitamente politiche: “L’Italia è in un tempo di resa e di delega delle scelte. Dire no chiunque voglia imporre dall’alto una guida che prescinda dalla condivisione di progetti ha molto a che fare con il superamento delle dipendenze”. Presenti all’incontro anche due giovani della Comunità, Francesco e Giusy, che hanno portato il loro contributo al progetto.
Giulia De Sensi

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