
Catanzaro - "Il problema del recupero, della cura e della riabilitazione di centinaia di animali appartenenti a specie protette o particolarmente protette, già segnalato nei giorni scorsi, con il passare del tempo si è ulteriormente aggravato". E' l'appello del WWF Calabria per tutelare la fauna selvatica e lanciare un appello per i centri di recuper. "Dopo la denuncia delle pesanti difficoltà economiche in cui versa il Centro Recupero Fauna Selvatica di Cosenza (il primo creato in Calabria e diretto da Mauro Tripepi), è giunta la notizia - proseguono - della sospensione dei ricoveri anche da parte della seconda struttura operante in Calabria, quella del CRAS di Catanzaro, gestita dalla Provincia di Catanzaro. E’ stata la stessa dirigente del settore Ambiente dell’Ente Provinciale, Rosetta Alberto, a comunicare la sospensione temporanea dell’attività di ricovero di nuovi animali, a causa “del numero elevato di esemplari ricoverati”.
Pur comprendendo le difficoltà causate dalla gestione del personale addetto alle attività del CRAS nel periodo estivo, il WWF ritiene che un servizio così indispensabile non possa essere interrotto neppure per un giorno, vista l’impossibilità per i soggetti rinvenuti feriti o in difficoltà, di essere curati – e quindi salvati da morte sicura – in altre strutture della regione. Né è pensabile di poter dirottare addirittura su altre regioni, animali per il cui recupero i volontari, con i testa quelli del WWF, si sobbarcano quotidianamente a enormi sacrifici anche in termini economici. Proprio per il riconoscimento dovuto al ruolo insostituibile e al lavoro delle succitate strutture, il WWF ritiene che debbano essere fatti tutti gli sforzi da parte degli enti preposti per legge alla tutela della fauna selvatica, con in testa la Regione Calabria, per il sacrosanto sostegno economico e organizzativo ai due CRAS di Cosenza e Catanzaro per quanto riguarda le spese veterinarie, di cibo, farmaci ecc..
E’ semplicemente inconcepibile - segnalano ancora - che ogni anno vengano spese decine e decine di migliaia di euro per inutili e dannose operazioni di “ripopolamento” di animali condannati a morte per fame o per fucilazione, mentre non si trovano i soldi per sostenere adeguatamente un’attività insostituibile come quella dei centri recupero. Perdurando questa situazione, tutti gli animali selvatici, protetti e non, investiti dalle auto, avvelenati o debilitati, vittime di collisioni con cavi elettrici, oppure delle fucilate dei bracconieri, saranno destinati a morire miseramente senza che nessuno si prenda cura di essi.
Una prospettiva inaccettabile, che svuoterebbe di significato le finalità di tutela e protezione della fauna selvatica sancite da tutte le norme regionali, statali e internazionali in materia. Che fine faranno dunque tutti gli animali che, già in questi giorni, saranno trovati con le ali o le zampe fracassate o con le larve delle mosche che li divorano vivi? Su chi cadrà la responsabilità di una fine così atroce? Da qui l’accorato appello del WWF Calabria alle Provincie di Cosenza e Catanzaro, al Presidente Oliverio e agli assessorati regionali all’Agricoltura e all’Ambiente affinché - concludono - vengano riattivati al più presto i ricoveri presso i CRAS calabresi".
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