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Catanzaro – Continua a bruciare la Calabria. Oggi, un uomo di 77 anni è morto nelle campagne di Grotteria a causa di un incendio boschivo e del successivo crollo della sua casa rurale provocato dal rogo. È la terza vittima in pochi giorni nella regione a causa degli incendi. Intanto sono diversi gli appelli da parte di associazioni e politici al Governo per chiedere lo stato d'emergenza per la Calabria, oltre ad aiuti e mezzi per far fronte alla drammatica situazione. 

Carabinieri Forestali: “40 cause dietro roghi boschivi” 

"Abbiamo mappato più di 40 cause alla base degli incendi boschivi: dalle ripuliture dei fondi, alle bruciature delle stoppe ai comportamenti dei piromani, che sono una percentuale residuale, al vandalismo. È capitato anche di giovani che hanno dato fuoco per vedere in azione la macchina dei soccorsi". A spiegarlo all'ANSA è il colonnello Marco di Fonzo, comandante del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo del Comando Carabinieri Tutela Forestale. E in merito ai roghi divampati in Italia dice: "Dal nostro osservatorio si registra un aumento significativo, ma non estremo. Un terzo per numerosità e dimensione riguarda Sicilia e Sardegna. Molto esposte in questo periodo dell'anno la Calabria e la Puglia".

De Magistris: “In Calabria mancata pianificazione”

"In Calabria interi territori di montagne, boschi, foreste, campagne, sono stati per giorni e giorni lasciati soli con il fuoco che avanzava inesorabilmente provocando morti e danni ambientali devastanti. Sono stati abbandonati sindaci, cittadini, agricoltori, allevatori. La responsabilità di non aver pianificato nella Regione Calabria un'adeguata ed immediata risposta a ciò che era prevedibile è sotto gli occhi di tutti, ulteriore dimostrazione che la sospensione della democrazia con un presidente che non c'è, non eletto dal popolo da circa un anno, sta producendo una vera e propria emergenza nazionale". E' quanto afferma, in una nota, Luigi de Magistris, candidato alla presidenza della Regione. "In Calabria in questo periodo - prosegue de Magistris - manca l'acqua in molti comuni e zone agricole, manca in molte zone la raccolta dei rifiuti, la depurazione in molti luoghi è totalmente inadeguata ed il mare è quindi inquinato, per non parlare del disastro sanitario che provoca feriti e morti. Sentire parlare oggi il Governo solo di ristori per i danni non più recuperabili per gli incendi non è sufficiente, per i danni in Aspromonte e non solo è come risarcire in moneta per l'incendio di un Picasso o di un Van Gogh. La foresta l'hai persa e non l'avrai più. Sono giorni che le montagne bruciano, siamo stanchi di politici che non hanno la capacità di investire in prevenzione, tutela, manutenzione e valorizzazione, ma che agiscono solo nell'emergenza, alimentando proprio il profitto criminale che ruota attorno alle emergenze. Cambiare si può, in tutto, ma basta non affidare cura e medicina a chi sta distruggendo il nostro presente e il nostro futuro".

Occhiuto: "Dramma in Calabria, subito stato emergenza"

“La Calabria sta affrontando in queste ore un’emergenza drammatica. Le fiamme stanno divorando ettari di boschi, pinete, abitazioni, lasciandosi alle spalle cenere, distruzione e disperazione. Anche oggi, purtroppo, c’è una vittima, un uomo morto nel tentativo di salvare il proprio bestiame. Esprimo il mio profondo cordoglio ai suoi famigliari, e sono vicino a tutte le persone che in questi giorni stanno perdendo la propria casa, i propri terreni, gli animali, i sacrifici di una vita. La situazione è gravissima, e non si può aspettare: il governo deve intervenire subito con azioni concrete a supporto dei tanti operatori e volontari che in queste ore stanno lottando contro il fuoco. Ho sentito i ministri di Forza Italia affinché il Consiglio dei ministri dichiari al più presto lo stato di emergenza”. Lo afferma in una nota Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria. 

Vescovi Calabria: “Piromani assassini ambientali”

"I piromani? Assassini ambientali. Ma le istituzioni possono e devono fare di più, per fermare il fuoco anche attraverso una coscienza collettiva più attenta e diffusa". È il monito della Conferenza episcopale calabra contenuto in un documento relativo all'emergenza incendi nella regione. Il presidente della Cec, monsignor Vincenzo Bertolone, evidenzia che "non si è ancora spenta la vasta eco suscitata dalla nostra recentissima nota 'Vita buona della Regione' ed ecco che la mano assassina di piromani e di gente che sfrutta le temperature più elevate sta infliggendo un nuovo attacco alla nostra bella Calabria. Come Pastori, lamentavamo già, tra l’altro, 'la svendita della nostra terra... immiserendo e deturpando l’immenso suo bacino di bellezza, di energia e di risorse ambientali'. Qualcuno ha commentato queste parole augurandosi che ad esse potessero seguire comportamenti coerenti". 

"E invece - rileva il presidente dei vescovi calabresi - il Sud Italia e con esso la Calabria bruciano di nuovo e spesso, quasi sempre, tutto parte dalla mano perversa dell'uomo, a volte per riaffermare con la violenza del fuoco un dominio sul territorio che si vuole sottratto alla legalità e piegato ad interessi di parte". Per monsignor Bertolone "a parte i costi economici per arginare gli incendi e ripristinare lo stato dei luoghi della Calabria verde, fanno male certi atteggiamenti di sufficienza, e talvolta di strafottenza di alcuni cittadini. Da qui la necessità di una coscienza collettiva, ma anche di una più incisiva azione delle istituzioni, a ogni livello, perché prevenzione e monitoraggio possano divenire barriera sempre più alta a difesa dai continui attacchi. Ricorrere agli incendi è del tutto estraneo ad ogni etica umana e cristiana. Il Signore fermi la mano degli sciagurati piromani e - conclude il presidente della Conferenza episcopale calabra - dia forza a tutti coloro che stanno lavorando per frenare il disastro". 

Verdi: “Ripristinare subito il Corpo Forestale” 

"Sono passati vent'anni da quando una legge, fortemente voluta dai Verdi, ha introdotto il reato di incendio boschivo, eppure non si è fatto nulla per aumentare le iniziative di prevenzione e rafforzare il controllo del territorio, ma, al contrario, la responsabilità principale di questa situazione è di chi ha deciso di sciogliere il Corpo Forestale dello Stato quando era Presidente del Consiglio Matteo Renzi: una scelta irresponsabile, che ha distrutto un patrimonio prezioso di esperienze, conoscenza del territorio e un presidio fondamentale nella lotta al fuoco". Così, in una nota, i co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli e Eleonora Evi. "E il Ministro Cingolani cosa fa? - concludono Bonelli ed Evi -. Si tratta dell'ennesima emergenza di cui il Ministro semplicemente non si occupa, mentre ha il dovere di intervenire, cancellando una volta per tutte la riforma Madia, presentando un provvedimento per ripristinare subito il Corpo Forestale dello Stato e vigilando sull'applicazione del catasto degli incendi ".

Magorno: “Serve risposta immediata Governo” 

"La Calabria continua a essere devastata dagli incendi e, purtroppo, nelle scorse ore si è registrata anche una terza vittima. Siamo di fronte a una situazione gravissima che richiede una risposta immediata e concreta da parte del Governo centrale. Non si può più perdere tempo. Bisogna intervenire con mezzi e uomini per fronteggiare l'emergenza ed evitare ulteriori gravi danni alla nostra regione già profondamente ferita. Poi verrà il tempo delle responsabilità, il momento in cui bisognerà comprendere, una volta per tutte, che la Calabria non può essere lasciata sola. Ora bisogna fare presto". Così, in una nota, il senatore di Italia Viva Ernesto Magorno.

Di Natale a Ministro Difesa: “Intervenire subito” 

Il consigliere regionale Graziano Di Natale, segretario questore dell'Assemblea calabrese, ha reso noto di avere scritto al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini in relazione all'emergenza incendi che attanaglia la Calabria. "Ho chiesto al ministro di intervenire in qualsiasi modo, nel minor tempo possibile - afferma Di Natale - perché più territori bruciano nell'indifferenza generale delle istituzioni regionali. Brucia l'Aspromonte dei boschi antichi. Bruciano le faggete nei pressi della Valle Infernale, di recente divenuta patrimonio Unesco. Tutto ciò è inaccettabile. Ho chiesto al Ministro della Difesa, persona consequenziale a questo territorio, che stimo molto, di vagliare qualsiasi soluzione nel merito, anche l'invio dell'Esercito Italiano in Calabria per fronteggiare un fenomeno criminale che va debellato una volta per sempre". "Ringrazio gli uomini del corpo dei Vigili del Fuoco - prosegue il consigliere regionale - e quanti si stanno prodigando per domare le fiamme in queste ore. Porgo le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle persone che hanno perso la vita per colpa di un incendio criminoso. La Calabria merita rispetto. Bisogna intervenire subito. Mi appello -conclude- anche alla giunta regionale perché serve programmazione e coraggio e non futili slogan. Resterò vigile".

Caritas: “Un'emergenza che riguarda tutti” 

Oltre che in Sardegna, in questa estate rovente, incendi per lo più di natura dolosa si sono sviluppati anche in Calabria, Sicilia, Lazio, Basilicata, Campania e Molise. Molte Diocesi stanno fornendo aiuti alle popolazioni colpite. Caritas Italiana esprime "vicinanza e solidarietà e resta in costante contatto con le Caritas delle Diocesi coinvolte per accompagnarne e sostenerne gli interventi. È un'emergenza che riguarda tutti - sottolinea Caritas - e ognuno deve sentirsi coinvolto in un progetto comune per contribuire alla 'transizione ecologica', di cui parlano i Vescovi italiani nel Messaggio per la 16ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato".

Sofo: “Da Commissione Ue maggiore aiuto per Sud Italia”

"La situazione relativa agli incendi che si stanno sviluppando nel Sud Italia e in particolare in Calabria è molto critica e gli interventi risultano particolarmente complessi perché la maggior parte dei roghi si sta sviluppando in zone difficili da raggiungere, rendendo quasi impossibili gli interventi da terra". E' quanto afferma l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Vincenzo Sofo che, in una nota, ha annunciato di aver interpellato oggi la Commissione europea reclamando un maggior aiuto nell'affrontare l'emergenza incendi che sta colpendo la Calabria e il Sud in generale. "Nonostante l'incessante lavoro della Protezione civile, dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine - prosegue Sofo - la situazione non è ancora sotto controllo, tanto che la Prefettura di Reggio Calabria ha richiesto l'intervento dell'esercito per cercare di domare le fiamme che continuano a divorare ettari ed ettari di terreno. Siamo di fronte ad un disastro ambientale senza precedenti e il Sud Italia non può essere lasciato da solo. Tuttavia fino a oggi gli aiuti mobilitati grazie al meccanismo di protezione civile dell'UE risultano assolutamente insufficienti per far fronte all'emergenza, motivo per cui ho appena presentato un'interrogazione urgente alla Commissione europea per chiedere un incremento degli sforzi dell'Eucpm per contrastare questa catastrofe ambientale".

Ferro (FdI): “Calabria sia priorità nazionale” 

"La Calabria brucia, meravigliose parti di territorio sono ridotte in cenere, tanti borghi sono minacciati dal fuoco, la popolazione è a rischio e purtroppo sale il numero delle vittime, dopo la morte di un pensionato nel Reggino. Lo sforzo immane dei vigili del fuoco, degli operatori di Calabria Verde, della Protezione civile e di tutte le forze dell'ordine deve essere sostenuto dal Governo nazionale, con l'invio immediato di mezzi antincendio, soprattutto aerei, e personale di supporto". Lo afferma, in una nota, il deputato di Fratelli d'Italia Wanda Ferro, che annuncia un'interpellanza al governo. "Le dichiarazioni rassicuranti da parte del governo sull'invio dei mezzi necessari - continua Wanda Ferro - non trovano riscontro sui territori, dove l'entità degli incendi sta sovrastando lo sforzo degli operatori. Gli incendi in Calabria devono essere una priorità nazionale. Mi aspetto dalla politica una maggiore sensibilità dopo che nei giorni scorsi è stata bocciata alla Camera la mia proposta di inasprire le pene per i piromani e colpire più efficacemente gli interessi criminali cui sono riconducibili gran parte dei roghi dolosi".

Boccia: “Governo vari stato d'emergenza Calabria” 

"Le notizie sugli incendi che stanno devastando molte aree del Mezzogiorno sono allarmanti. In Calabria in particolare gli incendi causati da una scarsa prevenzione sul territorio è molto grave". Così Francesco Boccia, deputato PD e responsabile Enti locali della Segreteria nazionale. "Nonostante gli sforzi immani dei volontari e della Protezione civile nazionale, che ringraziamo per il loro lavoro incessante - spiega - la situazione è critica, molti sindaci sono disarmati. E' in corso da giorni la distruzione di interi territori da Acri al Parco dell'Aspromonte. Territori che vanno ora difesi e poi aiutati e sostenuti, attraverso interventi eccezionali che solo lo stato di emergenza può garantire. È necessario che il governo Draghi dichiari al più presto lo stato di emergenza per la Calabria, così come chiesto dalla candidata alla presidenza della Regione, Amalia Bruni. Servono interventi eccezionali e risorse aggiuntive per la Protezione civile. Dopo la messa in sicurezza dagli incendi del territorio calabrese - aggiunge - sarà necessario affrontare il problema delle gravissime mancanze sulla prevenzione dagli incendi non garantita dalla Regione Calabria".

Spirlì: "Basta sciacallaggio elettorale"

"Stigmatizzo con forza gli atti di volgare sciacallaggio pre-elettorale messi in atto dal sindaco di Napoli De Magistris e dal responsabile Enti locali del Pd Boccia, capaci di strumentalizzare anche l’emergenza incendi che sta devastando la Calabria". Lo afferma il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì. "De Magistris e Boccia – continua –, senza sapere nulla di quanto la Regione, la Protezione civile, Calabria verde, i vigili del fuoco e i volontari stanno facendo da giorni per placare la furia dei roghi che imperversano dal nord al sud della regione, dalle loro comode scrivanie si permettono il lusso macabro di fare campagna elettorale sugli incendi, sulle vittime e sui lutti ambientali con cui le persone dotate di senso delle istituzioni stanno facendo i conti. Prima di scrivere amenità, entrambi avrebbero fatto bene a prendere informazioni da chi è costantemente sul campo e conosce la situazione reale. Il modo in cui De Magistris e Boccia rincorrono i voti dei calabresi, oltre a essere rivoltante – conclude Spirlì – offende i cittadini, il buonsenso e il buongusto".

Tansi: “Come risolvere la piaga degli incendi boschivi che affliggono la Calabria”

Per Carlo Tansi, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, già direttore della Protezione Civile della Calabria: “Gli incendi boschivi sono un grave problema che negli ultimi anni sta martoriando la Calabria, distruggendo ampie porzioni del nostro patrimonio boschivo e incrementando esponenzialmente il dissesto idrogeologico dei nostri territori. Quando ero alla guida della protezione civile regionale ho affrontato in prima persona e ho conosciuto profondamente le cause e gli effetti degli incendi, che sono legati non solo all’azione di incendiari e piromani ma anche – come ho denunciato più volte non solo pubblicamente ma anche alle procure calabresi – della “mafia dei boschi”, la quale agisce in modo organizzato e strategico a colpi di incendi dolosi. In Calabria lo spegnimento degli incendi boschivi è assegnato, da una legge regionale, al personale di Calabria Verde (ex operai forestali), che ha dimostrato in molte occasioni di essere non adeguato – per consistenza e grado di specializzazione dell’organico – a fronteggiare gli incendi di vaste proporzioni che affliggono un territorio orograficamente complesso come quello calabrese, in cui la raggiungibilità di molte aree appare molto difficoltosa con i mezzi di terra. Considerate le difficoltà di Calabria Verde, così come avviene in molte regioni di Italia, è necessario potenziare con fondi adeguati i sistemi locali per la lotta agli incendi boschivi, come le associazioni di volontariato comunali e territoriali di protezione civile che, essendo ramificati e vicini ai territori, avranno il vantaggio di intervenire tempestivamente sugli incendi al loro insorgere, e di provvedere efficacemente al loro spegnimento. Per ottenere questo risultato si deve ripartire da un progetto che avevo avviato ai tempi in cui dirigevo la protezione civile ma che poi non è stato mai completato: mediante l’utilizzo dei fondi europei, fornire a tutti i 404 comuni della Calabria mezzi fuoristrada (tipo pick-up) dotati di modulo per lo spegnimento degli incendi. I mezzi dovranno anche essere dotati di altri moduli intercambiabili utilissimi per la gestione di altri tipi di emergenze, come le pompe idrovore per eliminare l’acqua in caso di alluvioni, o come lo spargisale in caso di nevicate, o le torri-faro in caso di vari tipi di emergenze. La lotta agli incendi boschivi dovrà essere contrastata anche controllando le attività dei comuni che dovranno aggiornare obbligatoriamente il catasto degli incendi nel loro territori di competenza, atteso che la stragrande maggioranza dei comuni calabresi non provvedono a questo importante adempimento. La legge n.353/2000 obbliga i sindaci di compilare e trasmettere, entro il mese di ottobre di ogni anno, alla Regione ed al Ministero dell’ambiente una planimetria del territorio comunale percorso dal fuoco sulle quali devono essere applicati dei vincoli come il divieto di realizzare edifici, infrastrutture per dieci anni, il divieto di concessioni di finanziamenti pubblici per attività di rimboschimento e ingegneria ambientale, per cinque anni e il divieto di esercitare il pascolo e la caccia per dieci anni. Questi divieti rappresentano un ottimo deterrente nella prevenzione degli incendi boschivi ma, il quasi totale disprezzo dei sindaci di questa legge, non ha consentito di applicare questo importante strumento di contrasto. Infine, è necessario operare una profonda riorganizzazione strutturale dell’azienda Calabria Verde, che coinvolga sia l’organizzazione dirigenziale che la distribuzione sul territorio e la specializzazione delle maestranze. Il personale di Calabria Verde dovrà essere professionalizzato, addestrato e, così, adeguatamente incentivato – per essere reso funzionale al presidio, alla manutenzione ed alla salvaguardia del territorio, dando anche finalmente dignità e responsabilità professionali, più consone al loro grado di specializzazione, ai Sorveglianti Idraulici. Tali attività dovranno essere garantite, non come è avvenuto fino ad ora con azioni improvvisate, non coordinate e caotiche, ma in sinergia e sotto la stretta direzione e controllo dei dipartimenti e unità competenti della Regione Calabria, come la Protezione Civile regionale e come i​ Dipartimenti Lavori Pubblici e Forestazione”. 

Irto: “Bisogna chiedere al Governo un aiuto immediato” 

"La Calabria brucia e non è più tollerabile che si perda ancora soltanto un minuto. La giunta regionale non può limitare la sua azione a quella di mero osservatore degli eventi che procede alla conta dei danni, con la speranza che l'emergenza possa rientrare solo grazie allo sforzo, immane, degli uomini dei vigili del fuoco che da giorni, in maniera encomiabile, si battono senza sosta per contenere le fiamme". Ad affermarlo è il consigliere regionale del Pd Nicola Irto "che, fin da subito - é detto in una nota - aveva chiesto alla Regione di procedere alla dichiarazione dello stato di emergenza, anche in considerazione dell'anomalo moltiplicarsi dei roghi, la maggior parte dei quali di origine dolosa". "E invece - prosegue Irto - si continua, inspiegabilmente, a temporeggiare, mentre la situazione si aggrava sempre di più e l'Aspromonte rischia davvero di trasformarsi in cenere con danni incalcolabili. Se non vogliamo che la Calabria pianga altre vite umane e fare in modo che si riesca ad arginare l'emergenza roghi, serve, dunque, un deciso intervento. Occorre chiedere, da subito, al Governo nazionale un aiuto immediato e concreto, in termini di mezzi, uomini e logistica, che possa aiutare la Calabria, in evidente difficoltà, a fronteggiare il momento più acuto della crisi. Superata la fase di emergenza dovrà poi farsi luce sulle diverse responsabilità che hanno contribuito a determinare questa immane tragedia. E' evidente che chi doveva controllare e prevenire non lo ha fatto e che gli interventi di manutenzione per proteggere il patrimonio boschivo calabrese sono stati insufficienti. Lo stesso ruolo di Calabria Verde va ripensato, così come dovrà essere fatta luce sulle risorse che l'Azienda non avrebbe utilizzato per potenziare il proprio parco mezzi. Adesso, però, è necessario uscire dalla crisi nel più breve tempo possibile e il governo Draghi, senza alcun tentennamento, deve dare un segnale alla nostra Regione e farla diventare priorità assoluta della propria agenda politica".

Graziano (Pd): “Governo dichiari stato emergenza” 

"La Calabria brucia, i calabresi perdono un patrimonio ambientale e paesaggistico inestimabile, ma il centrodestra di Spirlì e Occhiuto è concentrato esclusivamente su operazioni clientelari e di facciata. Nessun piano di prevenzione, nessun piano di intervento e nessun piano di emergenza. Zero. Governano la Regione Calabria da due anni e sembrano turisti fai da te, mentre il fumo avvolge i sacrifici di tanti calabresi e le tante bellezze ambientali". Lo afferma, in una dichiarazione, Stefano Graziano, commissario del Partito Democratico della Calabria. "Insieme alla nostra candidata alla presidenza della Regione, Amalia Bruni - aggiunge Graziano - insistiamo da giorni sull'esigenza di richiedere lo stato di emergenza. Servono mezzi, uomini e risorse per far fronte ad una condizione ormai drammatica. Nemmeno i tre morti delle ultime settimane nell'area grecanica reggina sono bastati a smuovere le coscienze di chi oggi, sulla carta, governa la Regione Calabria. La Protezione civile, le forze dell'ordine, i vigili del fuoco, gli operai di Calabria Verde, amministratori locali e volontari stanno rischiando la vita a tutela di tutti. Il Governo ascolti la richiesta di aiuto immediata che arriva dalle terre calabresi".

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