
Catanzaro – “Oggi rivolgiamo un messaggio al governo regionale ed ai parlamentari calabresi per affrontare la sfida logistica del comparto agroalimentare, è necessario un nuovo approccio comune e condiviso, tra istituzioni, mondo imprenditoriale e sindacale, che deve vedere, come protagonista principale, e vero investitore istituzionale il Governo nazionale". Ad afferrmarlo il segretario generale Fai Cisl Calabria, che prosegue "le condizioni attuali delle strade - e più in generale delle infrastrutture calabresi - sono preoccupanti, ed in alcuni casi, come la Ss 106, scandalosamente gravi; a pagare questo stato di cose sono in primo luogo le famiglie calabresi - in termini di vite spezzate - e poi l’intero sistema economico - produttivo regionale segnato da una evidente perdita di competitività.
Rispetto ad altri Paesi europei è, complessivamente, l’Italia ad essere indietro ma in Calabria - proseguono - la logistica, le infrastrutture, il diritto alla mobilità sono, inutile nascondersi, vere e proprie emergenze rispetto alle quali sono necessarie precise analisi della situazione attuale per giungere poi a definire nuove strategie. Nello specifico, ed in ragione del nostro ruolo di rappresentanza, non possiamo non evidenziare come e quanto la logistica agroalimentare sia strategica per la Calabria e che viabilità' e infrastrutture costituiscano elementi essenziali per la crescita economica-occupazionale e per l’aumento dell’indice di competitività. Oggi, anche alla luce dei dati che testimoniano incontrovertibilmente il dinamismo dell’agricoltura calabrese, è necessario superare il ritardo infrastrutturale, modale ed intermodale che continua a creare forti disagi al settore agroalimentare, ad impedire ai giovani di rimanere qui, a rendere estremamente difficoltoso il percorso di molti imprenditori calabresi che rispettano i contratti di lavoro, e limitare nuovi investimenti di aziende storiche calabresi del comparto agricolo e agroalimentare conosciute nel mercato nazionale e internazionale.
Siamo parte di una organizzazione sindacale che ha promosso e continua a sostenere la sua vocazione al bene comune, intendiamo il ruolo del sindacato in un modo preciso e propositivo, di tutela-difesa dei diritti dei lavoratori e di proposta, concorrendo alla definizione di priorità e possibili soluzioni, rafforzando il dialogo sociale e la partecipazione. Ecco perché chiediamo a gran voce - facendo un appello all’unità delle forze politiche e imprenditoriali - la definizione di un "Piano Regionale di Interventi per il Settore Agroalimentare" che rafforzi innanzitutto i servizi logistici.
Il paradigma dello sviluppo agricolo viaggia lungo la direttrice produzione-commercializzazione-distribuzione; siamo forti ed apprezzati nella prima fase ma in assenza di strumenti, luoghi e percorsi per la distribuzione e conservazione tutto si tradurrebbe in assenza di redditività. Chiediamo di avviare e realizzare progetti a breve termine per ammodernare la viabilità stradale - allargando gli orizzonti al trasporto marittimo e ferroviario; di realizzare piattaforme di conservazione multi-funzionale per i prodotti agricoli e le produzioni alimentari locali, per ridurre i costi; mezzi per potenziare il sistema portuale calabrese con strategie innovative con nuovi investimenti e piani di interventi anche a favore della pesca e dei prodotti ittici. Solo cosi potremmo - supportati da scelte politiche chiare - rafforzare, tutelare e rilanciare le eccellenze, le tipicità calabresi e l'intero comparto dell'agroalimentare in Calabria. La nostra idea è quella della concretezza, non servono centinaia di progetti, ma pochi e realizzabili nell'immediato; è l’unica via che abbiamo per imprimere una decisa accelerazione ad un’agricoltura che, come testimoniato dal riconoscimento IGP per l’olio di Calabria, dispone di straordinarie risorse, ora è tempo di metterle a reddito - concludono infine da Fai Cisl - di tutelare e promuovere l’occupazione ed il lavoro di qualità".
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