
Catanzaro - “Sono trascorsi i fatidici 60 giorni, declinati dalla legge, che consentono in assenza di Direttore Generale la gestione provvisoria da parte di un facente funzione e, nulla si è mosso”. Lo ricordano, in una nota, Franco Grillo di FPCGIL Area Vasta CZ-KR-VV e Ivan Potente di FPCGIL Medici Catanzaro-Lamezia.
I due si riferiscono al fatto che, sottolineano “per come noi interpretiamo la norma, le dimissioni del Dr Perri non possono essere equiparate ad una semplice assenza dal servizio, ma di fatto, rendono inefficace il DPGR di nomina e determinano come conseguenza, un countdown dal momento di presentazione delle stesse che ha il suo tempo zero al sessantesimo giorno. Nonostante questa evidenza, la politica calabrese non ha ancora preso nessuna decisione, lasciando andare alla deriva una delle principali aziende del SSR e con essa, la capacità reale di garantire ai cittadini del territorio dalla stessa coperto, le prestazioni sanitarie cui gli stessi hanno diritto. Nell’ASP CZ tal guisa è ancora più urgente e irrimandabile in considerazione dello stato di confusione enorme in cui versano molti uffici. Vero è che tante di queste situazioni hanno genesi già nel periodo di gestione Perri, gestione che ha avuto un vero tracollo successivo al rinnovamento del management, ma, naturalmente, l’incertezza del quadro di comando favorisce ulteriori discrasie ai quali la categoria medica è costretta ad assistere senza poter porre rimedio. A ciò si aggiunga che, da molto tempo e nonostante le numerose richieste fatte, non esiste più un rapporto corretto con il sindacato che, si sforza in ogni modo di dare quelle risposte indispensabili per garantire il mantenimento dei LEA. Basterà qui ricordare come l’azienda trattenga senza averne titolo il fondo perequativo ALPI, che appartiene ai medici, dall’anno 2012. E che dire poi dei molti istituti contrattuali che continuano, mese dopo mese, ad essere disattesi determinando frustrazione e disaffezione di chi risponde in prima persona e sulla propria pelle rispetto alla richiestedi salute dei cittadini”.
Da FPCGIL, infine, chiedono “l’intervento del Ministro alla Salute che, attraverso i poteri sostitutivi previsti dalla legge, riporti la reale “normalità” nell’azienda sanitaria del capoluogo di regione mandando così un messaggio chiaro per il futuro a chi continua ad avvitarsi in aporie che ridicolizzano i calabresi i quali, sentono forte l’appartenenza alla Magna Grecia, ma sanno bene che per risolvere i problemi che affliggono la sanità regionale non possono attendere il responso dell’oracolo di Delfi”.
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