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Lamezia Terme - Dopo la Camera ardente nell’atrio del Tribunale lametino, dove colleghi, conoscenti e familiari hanno voluto ricordare, alcuni con un velo di giusta commozione, Francesco Pagliuso l’avvocato penalista ucciso in un agguato nella serata del 9 agosto mentre faceva rientro a casa sua in via Marconi. La cerimonia funebre è proseguita nella chiesa del Rosario dove la salma di Pagliuso è stata portata in processione accompagnata da un lungo e sentito applauso. La messa è stata celebrata dal vicario generale don Adamo Castagnaro e concelebrata da don Isidoro Di Cello. Il vicario nella sua omelia, non ha mancato di ricordare l’avvocato con parole di elogio e tali sono state quelle della lettera dei nipoti Mattia e Pierluigi e dal commosso pensiero della sorella Antonella. Don Adamo ha voluto ricordare e lanciare un messaggio al non farsi mai prendere dallo sconforto anche quando avvengono episodi del genere, che minano una società che pare si stesse riprendendo. “Lamezia è la nostra città, la città che amiamo e pertanto dobbiamo essere forti e andare avanti per il bene dei nostri figli”.

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“Oggi - ha esordito - non è una bella giornata per Lamezia e il suo hinterland perché la morte di Francesco non è solo la sua, ma di tutti, perché ha ferito una intera comunità che piange, dunque, lacrime amare di tristezza e malinconia. Oggi è qui presente una comunità tutta sconvolta, ma bisogna passare dalle parole ai fatti perché i veri responsabili sono i delinquenti, la criminalità è fatta di persone che diventano animali ma noi dobbiamo avere la forza di iniziare a sperare e saper andare avanti. Lamezia - ha continuato il Vicario - deve saper rinascere insieme alla sua popolazione, nel nome della giustizia e della legalità mettendo al bando ogni tipo di omertà”. “Il killer non ha avuto alcuna pietà o compassione ha spento le luci ad un’intera famiglia che rimarrà sempre nelle tenebre”. A rendere omaggio all’avvocato i nipoti Mattia e Pierluigi con una lettera nella quale ricordano i tanti regali che ‘zio Francesco’ faceva loro “era un vero punto di riferimento per noi e cercheremo anche noi di esserlo”. La sorella Antonella con un filo di voce e con visibile commozione ha aggiunto come il fratello fosse stato per lei “la persona più importante della mia vita”. “Ora il suo corpo - ha rimarcato don Adamo, a conclusione della cerimonia funebre - sarà affidato alla terra e la sua anima agli Angeli e ai Santi di Dio che gli apriranno le porte del Paradiso”. Dopo il rito religioso, il corpo dell'avvocato è stato portato a Soveria Mannelli, suo paese d’origine, dove sarà tumulato.

Francesco Ielà

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