
Catanzaro - Il testo del disegno di legge di riforma organica della magistratura onoraria, attualmente incardinato al Senato (S-1738), non è piaciuto affatto ai giudici di pace, che hanno indetto uno sciopero nazionale da oggi fino al 30 novembre, come deciso dall’Unione Nazionale Giudici di Pace (Unagipa) e dall’Associazione Nazionale dei Giudici di Pace (Angdp), le organizzazioni rappresentative dell’intera magistratura di pace. La protesta, a cui si è associata anche la città di Catanzaro, è diretta contro il DDL Orlando, ovvero la riforma della magistratura onoraria. Il Ministro della Giustizia Orlando ha infatti espresso parere negativo su tutti gli emendamenti presentati in Commissione Giustizia del Senato. Si contesta, pertanto, il suddetto disegno di legge in quanto, come affermano i protagonisti dello sciopero, “lesivo dell’autonomia e dell’indipendenza dei giudici di pace”. Ci si oppone altresì alla prevista riduzione delle indennità a fronte di un aumento delle competenze in materie delicate, quali condominio, diritti reali, volontaria giurisdizione ed espropriazione immobiliare. I giudici di pace scesi in piazza denunciano anche la mancata rideterminazione delle piante organiche degli uffici del giudice di pace dopo la soppressione di 475 sedi. Tra l’altro, affermano ancora che “non si è ancora provveduto a prorogare i giudici di pace, la cui nomina scade il 31/12/15: sarebbero il 99% dei giudici, quindi si paleserebbe un rischio di paralisi di tutta l’attività da essi svolta”. Insomma, il progetto di riforma, come sostengono le associazioni, mirerebbe a creare una figura di magistrato dequalificato, privo di garanzie costituzionali, subordinato gerarchicamente al Presidente ed agli altri organi giudiziari di Tribunale non solo a livello organizzativo, ma persino a livello giurisprudenziale, soprattutto mediante il contestuale inserimento dei giudici di pace nell’ufficio del processo, al fianco di tirocinanti, stagisti e cancellieri.
M.L.
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