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gratteri_ok.jpgReggio Calabria - "Era ovvio che la 'ndrangheta sarebbe stata all'Expo o che ci sia nelle grandi opere. E' naturale. Non è tanto un discorso economico, quanto di esternazione del potere. Solo per dire 'io c'ero'". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri ospite del contest culturale di Reggio Calabria, Tabularasa - Il mondo. "Penso che nel mondo - ha aggiunto Gratteri - non esista una metropoli che possa definirsi capitale morale". Il procuratore di Catanzaro ha poi fatto riferimento al presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone. "E' una persona perbene - ha detto - che io stimo e con cui ho lavorato, ma non può fare tutto ed è stato caricato di un peso maggiore rispetto alla sua struttura”.

"Quando mi hanno chiesto di candidarmi come presidente della Giunta regionale in Calabria ho detto di no perché il problema calabrese, prima della 'ndrangheta politica, sono i quadri della pubblica amministrazione che gestiscono la cosa pubblica in modo mafioso". Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri ospite della quinta serata del contest culturale di Reggio Calabria, Tabularasa - Il mondo. "Il problema in Calabria con la 'ndrangheta - ha sostenuto Gratteri -, non è la politica. La regione è in una fase di stallo totale. Il fatto è che la classe dirigente calabrese diventa competente facendo errori sulla pelle del cittadino". Secondo Gratteri "tutto dipende dalla cultura. Un tempo - ha detto ancora - potevi avere la certezza che un politico avesse letto almeno dieci libri, adesso mi pare di sentire gente veramente imbarazzante. Rubavano anche prima, ma almeno erano colti. Stiamo vivendo un momento di decadentismo pazzesco".

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