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Gizzeria - Sarà presentato il 23 Dicembre alle 17.00 nella chiesa della S.S, Annunziata di Gizzeria l’atteso 'Calendario Jazzarrotu del 2019' ovvero il Calandariu è Jazzaria. "Un ricco documento dialettale che nasce nel 1999 da un Idea del geniale ricercatore storico Michele Maruca Miceli di Gizzeria e che si protrae fino al 2008. Un periodo lungo 10 anni ricco di storie, di tradizioni popolari, di proverbi, di invettive, di aneddoti e di racconti accanto al braciere. Questo storico calendario ritorna in auge dopo un fermo di circa 8 anni. Michele Maruca Miceli aveva visto bene, nell’intraprendere questa avventura, dato che col suo calendario aveva voluto proiettare nel mondo la voce storica del suo piccolo paese, trascrivendo meticolosamente, come una volta in un linguaggio antico, consono al nostro centro storico di Gizzeria, ricordi dell’illustre passato e dei suoi grandi personaggi. Gizzeria, ove il tempo segna ancora, anche la sua parte scandendo le ore dalla vetta di un vecchio campanile. Un paese ricco di gloria che nel lontano 1860, con la costituita Unità d’Italia, poté vantarsi di grandi eroi, quali il nostro patriota Tenete Antonio Miceli, che con grande coraggio e ardimento alimentò i moti carbonari e fu fondatore della “Giovane Italia di Gizzeria e del valoroso Maggiore garibaldino Alessandro Toia che non esitò a partire dal molo di Quarto di Genova per prendere parte volontariamente alla spedizione dei MILLE. Questo è sempre stato l’intento mio nel produrre questo calendario poiché ho sempre ritenuto il nostro piccolo borgo come una fonte inesauribile di vissuti che lo hanno reso unico nel tempo con i nostri personaggi, foto, proverbi e modi di dire. L’ho voluto realizzare, anche con il desiderio di incrementare nei nostri giovani la voglia di voler condividere con la mia generazione, l’amore e la ricerca continua della nostra storia affinché nulla venga tralasciato o dimenticato. Pertanto a quanti vorranno tuffarsi nel passato pur vivendo il presente diamo appuntamento a Gizzeria per discutere e parlare della lingua e cultura dei nostri padri".

"La copertina del calendario del 2019 è improntata sull’opera realizzata dal pittore Caporale Fsco Antonio e rappresenta in sintesi la storia del paese, aquando nel lontano 1062 d.c. il Guiscardo fece donazione del monastero di San Nicola in terra di Yussaria, alla nascente Abbazia Benedettina di Sant Eufemia. Visibile nella foto di cui sopra riprodotta l'immagine di S.Nicola sul Golfo di Sant’Eufemia inginocchiato davanti alla visione della Madonna in segno di ringraziamento per la nobile terra trovata e per l'abbondanza dei suoi frutti. Alle sue spalle sono visibili le mura del monastero la cui località ne ha preso di seguito il nome (volgarmente Santu Nicola) come citato nella platea del 1624 del Baliaggio dei Cavalieri di Malta di Sant Eufemia". Il toponimo ci ricorda che in questo luogo doveva sorgere un monastero o una chiesa di ordine basiliana le cui tracce non si sono ancora trovate. Varie sono le ipotesi della sua localizzazione, nonostante i flebili racconti pervenuteci dagli anziani che coltivavano i loro poderi in questa zona, che sostenevano di aver trovato pezzi di cera e parti di candele. Come pure potrebbe essere notizia utile, l'esistenza nelle vicinanze di un passaggio sul torrente Casale denominato Passo del Priore "Passu do Priura" che potrebbe significare che si è vicini alla zona di un monastero, oppure alla proprietà di qualche Priore delle Confraternite esistenti o del Baliaggio di S.Eufemia come accenna C.Trapuzzano nel suo libro "Gizzeria tra passato e presente". Da questo sito i nostri progenitori, non sentendosi sicuri, visto l'imperversare dei pirati saraceni, risalirono verso la montagna e sempre seguendo il corso del torrente arrivarono alle porte del Convento di San Francesco D'Assisi già  Santa Maria delle Grazie, del 1559, oggi rudere, luogo tutt’ora chiamato volgarmente "monachello". Qui iniziarono a mettere radici, coltivando le terre del convento e costruendo le loro misere case di paglia per poi passare ai tuguri di pietra, espandendosi in ambo i lati del convento. Intorno al 1450 un gruppo di profughi albanesi scampato all'invasione turca della loro terra, trovarono da noi, la loro seconda patria. La loro consolazione fu il nostro mare prospiciente il golfo di Sant Eufemia e la terra da coltivare che non mancava. Fu loro il merito di aver rinvigorito il nostro nucleo abitativo primitivo dando quella forza e quel coraggio necessari per andare avanti. In seguito alla loro venuta e grazie anche al loro apporto numerico, il paese, nel 1574 passò da Casale di Izzaria in Università col suo primo Sindaco dal nome Paolo Antonio di Martino Masi".

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