Salta al contenuto principale

corte-dei-conti-anno-2019-feb.jpg

Catanzaro - “Nell'esercizio della nostra attività abbiamo rilevato una totale omissione da parte delle aziende sanitarie e ospedaliere o in alcuni enti locali dell'obbligo di presentare alla Corte dei Conti i conti giudiziali”. Lo ha detto il procuratore regionale della Corte dei Conti, Rossella Scerbo, incontrando i giornalisti prima della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile calabrese. È un quadro a tinte fosche quello che emerge dalla relazione del Procuratore regionale della Corte dei Conti che conferma una scarsa attenzione da parte delle amministrazioni nei confronti del loro patrimonio. Ma non solo. Nel mirino della magistratura contabile sono finite la sanità, la gestione dei fondi europei e quella dei rimborsi da parte dei consiglieri regionali.

Nel 2018 – ha affermato il Procuratore Scerbo - "nonostante le solite carenze di organico, con soddisfazione posso dire che abbiamo raggiunto ottimi risultati sul piano quantitativo e qualitativo in settori nevralgici della spesa pubblica. Abbiamo depositato - ha poi aggiunto Scerbo - atti di citazione su opere incompiute come la "Strada del Mare" di Vibo Valentia, citazioni su gestione dei fondi comunitari, su fondi erogati nella sanità. Sono state depositate anche 9 citazioni che riguardano l'illecita gestione di fondi da parte di consiglieri regionali nell'arco temporale che va dal 2010 al 2012. E c'è un'altra azione importante, ancora sub judice, che riguarda la gestione commissariale dei fondi ministeriali per la mitigazione del rischio idrogeologico, e sappiamo - ha rilevato il procuratore regionale della Corte dei Conti - cosa significa questo in una terra come la Calabria". Il fenomeno delle opere incompiute o inutilizzabili – si legge nella relazione – è tanto diffuso quanto grave sia in termini di spreco di risorse finanziarie che di detrimento dell'immagine della pubblica amministrazione, non facilmente perseguibile per svariati motivi tra cui anche la difficoltà ad agire tempestivamente. Nella relazione viene, in particolare, segnalata la fattispecie relativa a un'opera incompiuta, la strada provinciale cosiddetta "Strada del Mare" nel vibonese, "a causa - si legge - di una progettazione lacunosa e di illegittimità procedurali (come la mancata acquisizione dei necessari pareri e autorizzazioni) per un danno ammontante a 10,5 milioni e per una sovracontabilizzazione dei lavori realizzati con conseguenti pagamenti di Sal all'impresa esecutrice per importi maggiori rispetto ai lavori effettivamente realizzati (danno per 4,8 milioni)". Il procuratore regionale della Corte dei Conti ha poi spiegato che si è trattato di "un'istruttoria molto complessa condotta grazie all'apporto di elevata professionalità della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.

anno-corte-conti-cz-20191.jpg

Per quanto riguarda invece gli atti di citazione, la Procura regionale, nel 2018, ne ha depositato 47 per un importo complessivo richiesto di circa 41,497 milioni di euro. Dalle tabelle allegate alla relazione emerge, inoltre, che l'amministrazione maggiormente danneggiata, secondo la Procura contabile, è la Regione, con 20 citazioni per complessivi 15,2 milioni: a seguire, lo Stato con 10 citazioni per complessivi 8,2 milioni e il Servizio sanitario nazionale con 6 citazioni per complessivi 2,4 milioni. Per quanto riguarda i fondi pubblici, la Procura regionale della Corte dei Conti ha depositato 17 citazioni per un importo complessivo richiesto, per gli eventuali danni, pari a 21,2 milioni. I fondi pubblici revocati ammontano, poi, a 15,5 milioni: l'azione revocatoria ha riguardato soprattutto contributi del Por Calabria, della legge 488 e, per 7,5 milioni, la Provincia di Vibo Valentia. Per quanto riguarda le fattispecie oggetto di citazione, tra le più significative la relazione del procuratore della Corte dei Conti calabrese ricorda le 9 in cui è stato "contestato il danno relativo all'illecita gestione dei fondi da parte dei componenti dei gruppi del Consiglio regionale nel periodo 2010-2012 per danni ammontanti complessivamente a circa 2 milioni di euro, imputati a ciascuno consigliere a volte a titolo di dolo e altre a titolo di colpa grave". Una citazione ha riguardato "l'illecita gestione, nell'ambito dell'Asp di Catanzaro, di un progetto che si è concretato nella spartizione di risorse tra i dirigenti medici e i dipendenti senza l'effettivo espletamento delle attività previste (danno per circa 290mila euro)". Sempre in tema di sanità, nel 2018 sono state poi depositate due citazioni relative a danni indiretti subiti da un'azienda sanitaria per risarcimento del danno derivante da "malpractices" sanitarie. Infine, la dottoressa Scerbo ha lanciato un monito teso a rafforzare il senso di legalità: “Ci dev'essere - ha detto il procuratore regionale della Corte dei Conti - una crescita del concetto di legalità e questo lo dimostra anche il fatto che ci arrivano poche denunce delle amministrazioni danneggiate nonostante ci sia un obbligo specifico: un esempio sono i debiti fuori bilancio, di cui veniamo a conoscenza solo dopo".

Bruno Mirante

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.