
Marcellinara - “Mettere sempre al centro il bene comune”. È il messaggio lanciato da Vincenzo Antonelli, docente di diritto amministrativo all’Università Cattolica del Sacro Cuore, e dal vescovo di Lamezia Luigi Antonio Cantafora, nel consiglio comunale aperto di Marcellinara sul tema “Il ruolo dei cattolici nelle istituzioni”, in occasione dell’incontro della Scuola di Dottrina sociale della Chiesa della Diocesi lametina. Una serata ricca di spunti di riflessione, frutto della sinergia tra il Comune guidato dal sindaco Vittorio Scerbo e la Diocesi, che ha registrato anche la consegna di una targa al vescovo Cantafora, cittadino onorario di Marcellinara da oltre dieci anni. Un riconoscimento a testimonianza del forte legame tra la collettività e il presule.
Dopo i saluti del presidente del consiglio comunale Maria Scali; dei consiglieri Rita Paonessa e Antonio Montuoro, e del sindaco di Miglierina Pietro Hiram Guzzi, Scerbo ha sottolineato come “i nostri territori hanno bisogno di speranza e fiducia per una nuova prospettiva. Speranza e fiducia che sono principi ispiratori della Dottrina sociale della Chiesa”.
Cardine dell’intervento di Antonelli è la figura di don Luigi Sturzo, “oggi più che mai attuale”. Il docente spiega come: “Don Sturzo già nel 1902 sosteneva che l’impegno dovesse nascere prima di tutto nelle istituzioni locali dove, esattamente come avviene oggi, c’erano clientelismi e personalismi, corruzione, collusione con la criminalità organizzata, distanza tra rappresentanti e la comunità e una logica di sudditanza rispetto alle istituzioni. Poi, nel 1959 don Sturzo scrisse il libro “Le tre male bestie”, che sono statalismo, partitocrazia e sperpero di denaro pubblico. Anche in questo caso, un’analisi di stretta attualità”.
Quindi, Antonelli prende in esame i nostri giorni, in cui “il vero problema è mettere insieme fatti e idee. Viviamo nell’era post-ideologica, dove si va avanti per fatti. Ma io ho paura dei sindaci post-ideologici. I rischi sono il personalismo e il trasformismo. Invece, le istituzioni devono avere al centro il pluralismo sociale, l’inclusione e la legalità. Oggi diamo più valore al ruolo e non ci interroghiamo sulle persone”.
Il vescovo Cantafora, colpito dal “grande affetto della comunità marcellinarese”, afferma che “il bene comune si impara alla luce della Dottrina sociale della Chiesa. Compito della politica è costruire la civiltà dell’amore”.
Giuseppe Maviglia
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