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Lamezia Terme - Un ricordo imperituro, indissolubile. Un grande dolore  che si rinnova il 5 dicembre di ogni anno. Una  città che si stringe attorno  a quelle famiglie che, in quella tragica domenica del 2010, hanno perduto un pezzo del loro cuore. Fortunato Bernardi, Giovanni Cannizzaro, Pasquale De Luca, Domenico Palazzo, Rosario Perri, Vinicio Puppin, Francesco Stranges e Domenico Strangis, sono loro gli otto ciclisti tragicamente scomparsi in quella mattina di otto anni fa. Le famiglie, colpite dal doloroso lutto, hanno ricevuto il sentito e caloroso abbraccio da parte di una comunità che non ha mai dimenticato e, certamente, mai dimenticherà quegli otto uomini prematuramente ed ingiustamente scomparsi. E come ogni anno, anche oggi, dinnanzi la Stele commemorativa, situata proprio sul luogo del nefasto evento, sulla Statale 18, è stata depositata la corona d’alloro della città di Lamezia Terme. Un luogo però non adeguato all'immane tragedia, che negli anni avrebbe necessitato di interventi non mandati in porto dal Comune. 

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Il commissario prefettizio Alecci, accompagnato da Mariagrazia Colosimo, è intervenuto per esprimere il cordoglio da parte dell’amministrazione comunale. “Sono passati otto anni da questa tragedia, però il ricordo è ancora forte, presente e notevole. A causa di quella sconsiderata manovra ben otto persone hanno perso la vita, otto ciclisti, otto cittadini, otto persone perbene; io non vivevo qui allora però so che, da chiunque abbia avuto notizie su questo evento, tutti mi hanno detto erano persone alle quali la gente voleva bene; erano persone che non meritavano di fare una fine così tragica. Quell’evento provocò un effetto di sorpresa, di stupore, di amarezza, di dolore, di dolore profondo.”

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Ha infine concluso il suo intervento ricordando la poca idoneità del luogo nel quale, da ben otto anni, si celebra questo anniversario “Noi ci rendiamo conto, come Ente civico, che questa cerimonia, che in sé  ha valore naturalmente intimo ma anche un valore collegiale, corale, andrebbe realizzata su un luogo diverso da quello attuale; ne siamo consapevoli. Sistemare quest’area ha un valore collettivo; l’area non deve rimanere così. Io sono certo che anche questa vicenda troverà la sua giusta soluzione. Questo sito deve essere trasformato in un luogo di meditazione, di riflessione, di consapevolezza del dramma.” Un silenzio commosso e ossequioso ha infine accompagnato le parole di Don Tommaso Buccafurni, officiante della cerimonia.  “Bisogna essere vicini nelle sofferenza. Questi nostri fratelli non sono presenti solo nel ricordo, ma anche nella realtà. Sono con il Signore; è questa  la nostra consolazione. Loro sono vicini a noi e non li dobbiamo sentire minimamente lontani.”

Alessia Raso

 

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