Salta al contenuto principale

sede-multiservizi-ingres.jpg

Lamezia Terme – Dopo la notizia dell’acqua non potabile nelle zone servita dalla rete idrica del Comune all’interno dell’area aeroportuale, arrivano le precisazioni da parte del direttore generale della Lamezia Multiservizi, l’ingegnere Paolo Villella. “In effetti giorno 1 agosto l’ASP, nell’espletamento degli ordinari controlli periodici di potabilità dell’acqua, ha effettuato il campionamento su 4 diversi punti di prelievo della rete idrica a servizio del territorio dell'ex Comune di Sant'Eufemia, alimentata dal Serbatoio Palazzo. Mentre – specifica - gli altri campioni sono risultati potabili, solo il campione prelevato all’ingresso dell’area aeroportuale ha fatto registrare la presenza di ferro superiore ai limiti di legge: l’analisi condotta dall’ASP ha rilevato un contenuto di ferro pari a 1.350 μg/litro, il limite di legge è di 200 μg/litro. Da rilevare che la causa della contaminazione di ferro, se confermata, è da ricondurre ad un evento verificatori nella rete interna all'area aeroportuale in quanto la stessa acqua proveniente dal Serbatoio Palazzo è risultata perfettamente potabile in tutti gli altri campionamenti, pertanto nessun utente al di fuori dell’area aeroportuale è stato interessato da tale evento”.

“Appresa tale circostanza la Multiservizi, - prosegue - verificata l’integrità della condotta e quindi, esclusa la possibilità di contaminazione esterna, nello stesso pomeriggio di giorno 3 agosto e nella mattinata del 4 agosto ha effettuato, tramite il laboratorio convenzionato Calabria Service S.r.l., due controlli di verifica sullo stesso punto di prelievo. I due campioni, provenienti dallo stesso punto di prelievo utilizzato dall’ASP, sono stati sottoposti ad analisi chimica da parte del laboratorio di analisi convenzionato: è risultato che il contenuto di ferro nei due campioni è pari a 6 μg/litro, quindi abbondantemente al di sotto del limite di legge di 200 μg/litro previsto per la potabilità dell’acqua, e tale da rassicurarci sulla effettiva potabilità dell'acqua erogata”.

“E’ evidente – prosegue - a questo punto che la causa del momentaneo superamento del limite del parametro ferro rilevato dall’ASP, salvo errori o contaminazione accidentale del campione prelevato dall'ASP, è da ricercare in un evento contingente verificatosi nella rete idrica interna dell’area aeroportuale. Tuttavia, anche se siamo certi che l'acqua fornita è potabile, per rimuovere la formale dichiarazione di non potabilità, l’ASP non fa riferimento alle analisi da noi fornite, ma dovrà effettuare un nuovo prelievo ed una ulteriore analisi presso i suoi laboratori. Purtroppo – conclude - tale verifica è stata rinviata a lunedì prossimo per cui fino all’esito di tale verifica resta la dichiarazione di non potabilità, anche se l’acqua in ingresso all’area aeroportuale è risultata fin dal giorno 3 agosto perfettamente potabile”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.