Lamezia Terme, 2 dicembre - Solo qualche giorno fa, lo scorso 21 novembre, il prefetto Reppucci, il questore Marino e il sindaco Speranza avevano incontrato i capi della comunità Rom di Scordovillo spiegando loro che dovevano smetterla con i fumi nell'area del campo medesimo. E' passato poco tempo ma i Rom hano ripreso a bruciare. Con una novità, però. I Rom hanno deciso di bruciare non all'interno e all'ingresso del campo di Scordovillo ma fuori, in un uliveto alle spalle del Commissariato di polizia. Uomini e donne, insieme, hanno trasportato tramite una cariola il materiale da bruciare, hanno poi scelto il luogo adatto e hanno appiccato il fuoco ricoprendolo con delle foglie. In questo modo il fuoco, con il suo fumo colore bianco sinonimo di diossina, ha finito di bruciare nel giro di pochi minuti. Continuano quindi gli incendi, nonostante la mano tesa da parte delle istituzioni ad un dialogo civile. Una situazione che sembra, dunque, non trovare soluzione se non, probabilmente, nel dare piena attuazione all'ordinanza di sgombero emanata due anni fa dall'allora procuratore Vitello. Da allora, il Comune ha trasferito alcune decine di famiglie anche in abitazioni confiscate alla criminalità, ma la maggioranza dei Rom continua a vivere, a tutt'oggi, ancora all'interno del campo di Scordovillo nonostante l'ordinanza di sgombero datata 2010.



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