
Lamezia Terme – "Denunciare non significa polemizzare, ma rifiutarsi di considerare normale ciò che normale non è". È questo il senso del nuovo (ennesimo) appello dei residenti di via Isaac Newton, che, con una nota "vogliono anzitutto ringraziare gli operatori della Lamezia Multiservizi. Ogni mattina svuotano cassonetti che spesso, nel giro di poche ore, tornano a riempirsi e raccolgono ciò che altri abbandonano. Sarebbe profondamente ingiusto rivolgere a loro una protesta che riguarda invece un fenomeno strutturale, ormai impossibile da affrontare soltanto con la raccolta ordinaria".
"Allo stesso modo, i residenti - proseguono nella nota - riconoscono il valore del percorso istituzionale avviato per il superamento del campo di Scordovillo: la delocalizzazione delle famiglie, l’abbattimento (ad oggi parziale) delle baracche, la messa in sicurezza e il recupero ambientale rappresentano un passaggio storico. Ma proprio perché qualcosa finalmente si muove, è necessario non fermarsi a metà. A poche centinaia di metri continuano infatti a comparire sacchi, rifiuti, materiali da demolizione e da risulta, cumuli di inerti e nuovi scarichi, talvolta perfino oltre aree già transennate. In una sola notte un tratto relativamente sgombro può trasformarsi nuovamente in una discarica a cielo aperto.

Il problema, dunque, non è più soltanto “quando verranno portati via i rifiuti?”, ma soprattutto “chi impedirà che vengano scaricati di nuovo il giorno dopo?”. L’art. 192 del D.Lgs. n. 152/2006 prevede strumenti per la rimozione dei rifiuti e il ripristino dei luoghi, previa individuazione dei soggetti cui l’abbandono sia concretamente imputabile. I residenti non chiedono scorciatoie né responsabilità attribuite senza accertamenti: chiedono controlli, identificazione degli eventuali responsabili, rimozione dei materiali e applicazione effettiva degli strumenti previsti dalla legge.
La vicenda è resa ancora più grave dal dato temporale: via Isaac Newton non ha scoperto il degrado il 24 agosto 2026. Da anni la stampa locale segnala cumuli di rifiuti, cattivi odori, problemi di sicurezza e viabilità. Anche recentemente sono stati avviati interventi straordinari di pulizia, poi sospesi; l’Amministrazione ne ha spiegato puntualmente le ragioni, riferendo anche di difficoltà connesse al conferimento di ulteriori quantitativi di rifiuti. I residenti prendono atto delle spiegazioni, ma resta un dato semplice: oggi il problema esiste ancora. Quando una criticità attraversa anni, denunce, fotografie e interventi straordinari, non è più un’emergenza occasionale: è un problema strutturale.
Per questo viene chiesta l’installazione di sistemi di videosorveglianza ambientale e fototrappole nell’area di via Isaac Newton e lungo il collegamento con via Miceli. Non si tratta di inventare strumenti nuovi: il Comune di Lamezia Terme li ha già utilizzati in altre zone per contrastare l’abbandono dei rifiuti e, nel 2026, ha annunciato controlli ambientali e monitoraggi nelle aree sensibili. Se la videosorveglianza è ritenuta utile altrove, perché non impiegarla stabilmente anche qui? Una telecamera non bonifica un terreno, ma può evitare che una bonifica diventi inutile dopo ventiquattr’ore.
C’è poi una questione di salute pubblica che non può essere sottovalutata. Rifiuti domestici, materiali di provenienza incerta, residui edili, vegetazione incontrollata e ristagni favoriscono la presenza di topi, insetti, corvi, cani vaganti e, nelle aree incolte, anche di serpenti. Nessuno dei residenti vuole lanciare allarmi privi di fondamento e nessuno afferma che l’acqua potabile della zona sia contaminata. Proprio per questo si chiede che gli enti competenti verifichino, ove tecnicamente necessario, le possibili conseguenze dei depositi abusivi sul suolo, sul sottosuolo, sulle acque meteoriche, sulle matrici ambientali e sulle infrastrutture presenti. La questione merita particolare attenzione anche perché l’area ricade nello stesso quadrante urbano dell’Ospedale Giovanni Paolo II.
Il Comune, con l’Ordinanza sindacale n. 31 del 22 maggio 2026, ha giustamente richiamato cittadini e proprietari alla pulizia delle aree, alla rimozione di sterpaglie e rifiuti e alla prevenzione dei rischi, con specifiche disposizioni anche per le zone prossime alle sedi ferroviarie. I residenti chiedono che quelle regole trovino applicazione concreta attraverso sopralluoghi, diffide ai soggetti obbligati, interventi sostitutivi ove previsti, controlli e sanzioni. Le regole valgono davvero quando valgono dappertutto.
Il paradosso è evidente: tutto questo avviene nel cuore di un vero “quadrilatero istituzionale”, a breve distanza dal Comune di Lamezia Terme, dal Commissariato della Polizia di Stato, dal Comando dell’Arma dei Carabinieri e dall’Ospedale Giovanni Paolo II. Eppure la strada resta dissestata, non adeguatamente asfaltata e costringe quotidianamente i residenti a fare lo slalom tra buche, rifiuti e materiali abbandonati, con il rischio concreto di danneggiare gli pneumatici. Non si chiede un presidio permanente - concludono i residentu ma tecnologia, prevenzione, coordinamento, controlli mirati e sanzioni".
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