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Lamezia Terme, 18 dicembre – “Ci dovete credere giovani. Abbiamo combattuto per vent’anni con una realtà che, dopo gli ultimi avvenimenti, ci fa capire che la mafia esisteva ed esiste ancora e che è una realtà culturale, la politica deve e può assumere azioni e impegni per la città. Aprire in musica significa dare un segnale di pace per Lamezia e ricordare i vent’anni della Gerbera Gialla, nata a Reggio e diffusa in tutta la Calabria, per ricordare le vittime di quella strage commessa per mani della criminalità organizzata”. Queste le parole della dottoressa Adriana Musella, presidente del coordinamento antimafia Riferimenti, che per il ventesimo anno della nascita dell’Associazione “Gerbera Gialla”, ha voluto festeggiare e augurare buone feste con una manifestazione presso il teatro Umberto. Presenti all’incontro i ragazzi di alcune scuole di Lamezia Terme e l’orchestra Piria dell’istituto di Rosarno, che ha aperto la manifestazione. Sono stati diversi  le istituzioni che hanno partecipato, e diversi gli interventi.

Francesco Talarico, presidente del Consiglio regionale - “Sono contento per la partecipazione dei ragazzi ed è il terzo anno consecutivo che qui a Lamezia si è potuto realizzare la manifestazione con il progetto “Gerbera Gialla”. E’ significativo il lavoro di pulizia del territorio da parte delle forze dell’ordine ma è ancora più importante che ci sia un lavoro di gruppo tra lo Stato, la politica ma anche i giovani e le loro realtà. Dobbiamo e vogliamo scrollarci di dosso l’etichetta che la Calabria è mafiosa, quindi dobbiamo lavorare tutti insieme e diffondere valori di legalità”.

Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme - “Poche parole ragazzi per dire che a Lamezia ci sono loro e so che i ragazzi vogliono che il processo Medusa non avvenga solo nel silenzio ma che la città vive questo fatto non solo con fare di giustizia ma con il liberarsi dalla cosiddetta zona grigia. La città si deve liberare”.

Antonio Repucci, prefetto di Catanzaro - “La lotta alla ‘ndrangheta è fatta di tante cose, è per conseguire vittorie importante bisogna che entriamo in guerra anche noi per sconfiggerla. Nella lotta alla mafia non dobbiamo solo combattere insieme alle forze dell’ordine ma anche con l’aiuto della Stato, delle istituzione e di noi, sì noi dobbiamo impegnarci a dare vita alla Calabria. Ragazzi si può combattere tutti insieme”.

Vincenzo Lombardo, procuratore della DDA di Catanzaro - “La Calabria purtroppo si impoverisce perché lascia spazio ai peggiori, mentre i migliori emigrano fuori per lavorare, studiare e per conoscere. La conoscenza è molto importante perché ci fa distinguere il bene dal male, i comportamenti corretti e non e soprattutto ci rende liberi di scegliere: di questo ha bisogno la nostra terra. La mafia non è solo quella che uccide ma quella che si diffonde nei modi di vivere, nella società, nella politica, nella istituzioni. Spetta quindi a loro scegliere, mettere così in quarantena ciò che è mafia e corruzione. Dobbiamo essere di esempio ai nostri giovani, voi sarete il futuro”.

Adelmo Lusi, Comandante dei Carabinieri - “Evidenzio la mia amarezza su Lamezia Terme, perché in questa città, dopo gli ultimi avvenimenti, pensavo fosse germogliato qualcosa, però ancora una volta niente, niente da parte dei giovani attraverso una manifestazione, niente da parte degli imprenditori, che pensavo avessero fatto la fila per denunciare. Ragazzi, bisogna tornare a casa e dire no, io non  ci sto, inculcare nelle menti vostre e dei vostri familiari che le violenze subite devono smettere. E’ evidente che questa è una battaglia durissima, le strade di questa città sono piene di sangue, ma bisogna che noi tutti ci prendiamo le nostre responsabilità ed insieme lottiamo”.

Beatrice Zubba

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