
Lamezia Terme - Sono circa un centinaio e sono tutti particolarmente arrabbiati. Non ricevono lo stipendio da tre mesi, ed è una situazione che peggiora sempre più da almeno 5 anni. È quanto avvenuto, questa mattina, all'interno della società operaia di via Indipendenza. Sedie occupate dai lavoratori della Lamezia Multiservi, intorno al tavolo dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. "L'adesione al sindacato resta alta - ha affermato Gianfranco Sodano, segretario provinciale Cgil - ma il sindacato non vuole fare una lotta in solitudine. Proclamiamo lo stato di agitazione, una giornata di sciopero, e se entro lunedì 5 novembre non avremo risposte faremo un presidio sotto il comune per sollecitare lo stipendio". Quando si parla dell'azienda Multiservizi, specie negli ultimi tempi, è chiaro ritrovarsi di fronte un problema complesso, vecchio, e attinente la responsabilità politica e amministrativa. Non si tratta, certo, di un problema riguardante solo gli stipendi dei lavoratori ma l'intera vita dell'azienda, del suo futuro, sebbene la gravità dei mancati stipendi resta importante, se si pensa al monoreddito di molte famiglie, e alla conseguente disperazione. "Basta, non ce la facciamo più. Vogliamo sapere se arrivano i soldi altrimenti non andiamo più a lavorare" lamenta qualcuno a gran voce.

Si vuole capire se certe dinamiche possano essere risanate oppure rischiano il collasso permanente. "Già una settimana fa al presidio al comune - ha aggiunto Sodano - si era percepito che sarebbe stata una lotta continua, e che da quel giorno avremmo programmato un'assemblea continua". Nessun segnale positivo, dunque, o novità, sono arrivati in questi giorni di attesa e frustrazione, da parte del dottor Bevivino e del commissario Alecci. "È chiaro che chi rappresenta in termini di responsabilità in questa azienda è l'amministratore unico - ha detto Sodano - ma la proprietà è al 90% del comune di Lamezia Terme". Comune che, ricordiamo, ha questa azienda in house. Mancati stipendi e una serie di creditori da gestire che condurranno a procedure legali e che, da giovedì scorso, hanno ravvisato l'ipotesi di una 'procedura di concordato preventivo continuato'. Si bloccherebbero, così, gli effetti e le ricadute di tali ingiunzioni. Uno sguardo attento e profondo, quello che si evince dalla dichiarazione congiunta dei sindacati, che intende tutelare i lavoratori a 360 gradi e condurli a una visione unitaria e di massa critica sostanziale. "Chi non deve pagare perché ha già pagato ampiamente sono i lavoratori - conclude Sodano - voi che siete la parte viva dovete essere messi al corrente, partecipi e vigili".
Una situazione vissuta male, in cui da 20 anni proseguono problemi enormi. "È mai possibile che da 20 anni non c'è mai stata una ricapitolizzazione? - affermano ancora - abbiamo mezzi obsoleti che dovrebbero essere portati allo scasso". "Anche noi come Cisl siamo per lo stato di agitazione - ha concluso Salvatore Scalzi - in mancanza di risposte si procederà sui tavoli di lavoro, perché siamo in grado di creare un'azione di protesta. Con le mancate risposte, Alecci è stato poco corretto e poco istituzionale". "Faremo se necessario un sit-in fin dentro il Comune - ha aggiunto Michele Chirumbolo della Uil Trasporti".
V.D.

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