
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 13 aprile - Abbiamo visto pubblicato sull’Albo Pretorio del Comune il testo della Ordinanza n.68/2013, a firma dell’Arch. Andrea Iovene e del RUP Geom. Giuseppe Mercuri, con la quale viene ordinato all’impresa esecutrice dei lavori su Via del Progresso di provvedere, in via provvisoria e sperimentale, alla riapertura dell’incrocio posto all’innesto con la Via G. Fortunato con la creazione di una minirotatoria centrale. Come premessa a questa importante decisione viene richiamato il verbale della seduta del 31 maggio 2011 della Quinta Commissione consiliare LL.PP. nella quale, ad unanimità, fu raccomandato alla Amministrazione di procedere alla riapertura adottando il progetto di una rotatoria ellittica proposta dal Comitato Progresso 2010 con asse medio di 17,5 metri, più ampia di quella oggi disposta con l’Ordinanza perché comprendeva aree private sul lato est, una delle quali offerta a titolo gratuito. La stessa Commissione, nelle due successive sedute di ottobre 2011 ed aprile 2012, aveva discusso e proposto una soluzione ancora più funzionale di una rotatoria di 24,5 metri realizzabile con il recupero sul lato ovest di un’area demaniale reliquata utilizzata da privati. La demanialità di quell’area, che allora il Comitato sosteneva, è stata oggi confermata da una perizia disposta dall’Amministrazione. Ricordiamo che sulla proposta di rotatoria del Comitato, recepita invece dalla Commissione, gli Assessori del ramo che si sono succeduti ed il Dirigente dell’Area Tecnica non hanno inteso mai pronunciarsi formalmente, nonostante le ripetute sollecitazioni, cosa che sarebbe tanto più gradita a seguito della manifestata disponibilità.
La decisione della riapertura è senza dubbio un grande risultato, che premia la tenace e partecipata azione di protesta dei cittadini del territorio i quali, però, avrebbero voluto apprendere la buona novella non sotto forma di editto ma bensì nella forma partecipativa e colloquiale che invano chiedono al Sindaco da tre anni. Essendo fermamente convinti, e le vicende nazionali lo dimostrano, che i cittadini devono diventare protagonisti e non sudditi invitiamo ancora una volta il Sindaco a venire sul territorio per immergersi in una “agorà”, la prima di una serie, che lo porti a contatto con i problemi concreti della gente e della Città.
Ci siamo chiesti il significato della “via provvisoria e sperimentale” attribuita alla riapertura e volendo essere ottimisti abbiamo attribuito alla sperimentazione il significato di ricerca della soluzione migliore al problema. L’ottimismo è d’obbligo perché non sfugge certamente ai proponenti che lo spazio che sarà possibile occupare nella rotatoria minimale prevista non sarà sufficiente per dare sicurezza e scorrevolezza al traffico. Gli elementi essenziali di una rotatoria sono infatti la deflessione, per interrompere i percorsi lineari che inducono all’alta velocità, e la visibilità a distanza che induca al rallentamento, come avviene ad esempio per quella di Contrada Carrà creata dalla Provincia, e si spera pertanto che sia stata ben valutata la responsabilità che comporta la precaria soluzione prevista, che non garantisce il massimo della sicurezza, auspicando altresì che la sperimentazione che si vuole condurre non voglia essere il prodromo di una necessitata ulteriore modifica che porti al semaforo e ad una conseguente sollevazione di popolo.
L’ottimismo ci induce a pensare che da questa prima fase di sperimentazione si giunga alla rotatoria di 24,5 metri, che dà il massimo della sicurezza essendo classificabile non più mini ma bensì compatta. Essa potrà essere realizzata se l’Amministrazione, senza più alcun indugio, procederà alla acquisizione dell’area occupata attraverso una semplice azione di autotutela possessoria, prevista dalla normativa per i beni pubblici come le strade, avverso la quale il privato può ricorrere intraprendendo una “actio negatoria servitutis” davanti al giudice ordinario.
Vogliamo ancora richiamare l’attenzione del Sindaco e del Comandante dell’Area Vigilanza e Sicurezza su quanto ad essi reso noto con precedenti comunicazioni e diffide, riguardo alla presenza nell’area dell’incrocio di un ingresso pericoloso non rispondente alle norme previste dall’art. 22 del Codice della Strada e dall’art. 46 del Regolamento di esecuzione. Sperando che una ulteriore negligenza non debba configurarsi come omissione e che non si debba ricorrere al potere sostitutivo del Prefetto
Il Presidente dell’Associazione
“Progresso 2010 Difendiamo il Territorio”
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