
Lamezia Terme – Il collettivo autogestito Casarossa40 informa con una nota del primo incontro regionale che si è svolto a Lamezia Terme per la costituzione del “no sociale” al referendum del 4 dicembre prossimo. “Votare SI - è memerso nell’assemblea - significherebbe mantenere lo stato di cose presenti. Stare dalla parte di chi, in una manciata di anni e con il ritornello della rottamazione, ha di fatto continuato la vecchia politica perseguendo un’unica grande riforma: impoverirci e rubarci il futuro attraverso il “favoloso mondo” del precariato permanente. Votare SI significherebbe stare dalla parte di chi, con l’alibi della crisi e la trappola artificialmente costruita del debito pubblico sta cercando di portare a termine la spoliazione delle comunità locali, mercificando i beni comuni, privatizzando i servizi pubblici, attaccando i diritti del mondo del lavoro e smantellando le ultime briciole di welfare sociale".
il documento è stato proposto e sottoscritto da diverse realtà regionali: Collettivo Autogestito Casarossa40 (Lamezia Terme) – Collettivo Autonomo Altra Lamezia (Lamezia Terme) - Spa Arrow (Rende) – Cpoa Rialzo (Cosenza) - Associazione Culturale Il Brigante (Serra San Bruno) – Associazione Culturale Cotroneinforma (Cotronei) – Csoa A. Cartella (Reggio Calabria) – Csc Nuvola Rossa (Villa San Giovanni) – Associazione Yairaiha Onlus (Cosenza).
"Ecco quindi - proseguono - emergere con tutta forza il contenuto politico del referendum e la necessità di dire NO. Dire NO significa dire NO a Renzi, dunque NO all'Europa, al governo della crisi, dell’austerity e dei banchieri. Questo NO ha quindi un nemico principale, Renzi e tutto quello che rappresenta. È un NO che ha come effetto lo sconvolgimento del quadro attuale. Chi se ne preoccupa e preferisce la stabilità sta dalla parte dei governanti e della casta, di chi ogni giorno si arricchisce sul nostro impoverimento.
In quest’ottica, l’assemblea nazionale per il NO Sociale - proseguono - tenutasi a Roma lo scorso 1° ottobre, ha individuato alcune mobilitazioni sulle quali le realtà calabresi lavoreranno sin da subito per una buona riuscita, a partire da quella studentesca diffusa sul territorio nazionale per il 7 ottobre - con i cortei locali di Lamezia Terme e Cosenza – come primo importante momento per attivare le energie politiche di una soggettività studentesca e generazionale che vuole prendere parola sul proprio futuro. Seguiranno altri appuntamenti di lotta come lo sciopero generale del sindacalismo di base del 21 ottobre, la mobilitazione territoriale per il “No al referendum costituzionale” prevista per il 29 ottobre ed il corteo nazionale conclusivo della campagna per il No sociale previsto per domenica 27 novembre.
In un territorio come quello calabrese dove i segni devastanti delle politiche renziane sono tangibili e le forme del rifiuto e della lotta sociale iniziano ad essere sempre più forti, i/le compagni/e calabresi si mobilitarenno, territorio per territorio e quartiere per quartiere, coscienti di trovarsi di fronte ad una partita che va giocata fino in fondo proprio perché, in un quadro politico nazionale segnato da una costante diminuzione del consenso verso Renzi, si aprono nuove ed inedite possibilità di azione.
Per tanto si è individuata come momento regionale di mobilitazione diffusa sui territori - concludono - la data del 29 ottobre, alla quale saranno affiancati altri momenti territoriali come le due tappe calabresi del No Tav Tour del 11 e 12 novembre a Lamezia Terme e Reggio Calabria".
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