
Lamezia Terme – Qui per dire basta, basta ad una Calabria sempre più martoriata che invece è una perla da riscattare e aiutare. Il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati incontra i giornalisti per una breve conferenza stampa al comando dei Vigili del Fuoco dopo aver visitato i luoghi della tragedia, quelli in cui hanno perso la vita Stefania e il suo piccolo Cristian, mentre si scava ancora per cercare di restituire l’altro bimbo di 2 anni ad un padre che in pochi minuti, per la furia del maltempo, ha perso tutto. Il messaggio che arriva dal Senato è chiaro: “Non possiamo più piangere le nostre vittime – afferma la Casellati ricordando anche le sue origini calabresi – qui è stato giustamente dichiarato lo stato d’emergenza ma in realtà si tratta di un pericolo costante, con dati che ci restituiscono una realtà allarmante e fatti che si stanno ripetendo troppo spesso. Invece – ha aggiunto ancora – sono qui per portare la vicinanza dello Stato e per dire basta, perché vogliamo restituire la normalità a questo territorio. La Calabria può vincere le sue battaglie attraverso due parole d'ordine, che sono la legalità e la sicurezza”. Il presidente del Senato, ringraziando i vigili del fuoco e tutte le forze dell’ordine per quanto fatto in questi giorni, si sofferma poi sulle calamità che stanno piegando l’intera regione. “Dopo quello che è successo in questi giorni – ha voluto ribadire – e per la continuità con cui si manifestano piogge, crolli, esondazioni, non si può più parlare solo di emergenza. Tutti eventi drammatici per le popolazioni locali che vanno anche inquadrati in un contesto molto più ampio dei “cambiamenti climatici” che stanno interessando l’intero globo ed è per questo che la prevenzione deve essere vista come una priorità fondamentale”. Affiancata dal governatore Oliverio e dal prefetto di Catanzaro Ferrandino, la Casellati ha infine voluto fare una promessa, quella della fine delle procastinazioni politiche e del tempo dei rinvii. “Bisogna agire, e qui mi rifaccio al senso di responsabilità di chi governa a qualsiasi livello: lo Stato deve tornare ad essere presente e a maggior ragione in questi territori. Non c’è più tempo per discutere”.
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Intanto, la Procura di Lamezia guidata da Salvatore Curcio ha aperto un fasciolo d’indagine per far luce su eventuali responsabilità anche legate alle condizioni inagibilità della strada, nominando un pool di ingegneri e geologi che hanno già dato il via alle ispezioni. Dopo la lettera scritta al Ministro Toninelli dal governatore Oliverio, anche il presidente della Provincia Enzo Bruno ha infine voluto incontrare la Casellati poco prima che lasciasse la città di Lamezia, con un grido d’allarme.
Bruno: "Provincia senza soldi"
“Non abbiamo le risorse ma nonostante questo, nelle ore più drammatiche – ha affermato Bruno - abbiamo mantenuto le strade aperte senza soldi perché i nostri dirigenti hanno firmato le determine con la propria responsabilità, mentre le scuole in queste ore stanno spalando il fango per il dramma subito. Quindi – ha concluso – se con il Decreto sicurezza che stanno varando per Genova non si interviene subito per ripristinare le risorse, l’area centrale della Calabria e le province calabresi non potranno più garantire la sicurezza della propria gente”.
Alessandra Renda



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