
Lamezia Terme - Dal 1999 per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ogni anno il 25 novembre è "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne". Eppure, in Italia, la stessa ricorrenza viene posta in essere solo dal 2005. In tutte le regioni, dunque, passando da molte città, fra cui Lamezia Terme, centri antiviolenza, associazioni e scuole, aderiscono ai programmi ministeriali di iniziative volte a sensibilizzare su quello che, stando a statistiche, attualmente costituisce uno dei più grandi argomenti di cronaca: il femminicidio.
Simbolo di flash mob o di postazioni e panchine occupate, in ricordo delle migliaia di vittime, è la scarpetta rossa. Tante scarpette rosse, oggi, sulle gradinate dell'Istituto scolastico Maggiore Perri hanno fatto da cornice, insieme a un nutrito gruppo di donne di Soroptimist Club Lamezia Terme, al minuto di silenzio collettivo.
Intanto, nel resto del paese, le donne si riuniscono e manifestano, nei giorni vicini al 25 novembre, contro il ddl Pillon e contro i criteri e i provvedimenti che ruotano intorno alla legge 194 sull'aborto. Circa 150 mila persone, fra cui giovanissime donne, in corteo a Roma, per ricordare il dramma di ogni donna: violenza fisica e psicologica, traumi e blocchi emotivi, sono solo alcune delle conseguenze della violenza quasi sempre esercitata da un uomo vicino alla donna. Eppure non si risparmiano i pregiudizi sulla violenza ad opera degli stranieri o degli uomini di colore. Che sia un amico, un parente, o un conoscente, o estraneo, che sia bianco o nero, la violenza sulle donne va condannata sempre. "Ogni 72 ore una donna viene uccisa". Di fronte a questi dati si rimane sconcertati e sul piano della risoluzione del problema non può essere esaustiva una sola giornata dedicata alla riflessione. Ogni giorno le agenzie educative devono muoversi in tal senso, per adoperarsi a un ragionare culturale e di risveglio delle coscienze.
V.D.


© RIPRODUZIONE RISERVATA